Piccoli Animali Senza Espressione – Sveglio Fantasma

Data: 26 maggio 2017 |

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Piccoli Animali Senza Espressione – Sveglio Fantasma

Se dovessi rappresentare la musica dei Piccoli Animali Senza Espressione soltanto con un’immagine, disegnerei una semplice onda sinusoidale: un fenomeno periodico e sempre uguale a sè stesso in tutti i suoi caratteri. E bisogna riconoscere che la fisica acustica me ne darebbe ragione. Infatti l’onda sinusoidale, per la scienza, è la rappresentazione grafica del suono puro, è la materia prima che si presta, tramite il sistema della sintesi additiva, ad essere lavorata  mediante opportuni strumenti. Questi strumenti, per chiudere il cerchio, si chiamano sintetizzatori e sono molto amati dai nostri Piccoli Animali.

Tuttavia il potere metaforico del simbolo scelto non si esaurisce nella sola digressione scientifica. Proprio come l’ onda sinusoidale, così apparentemente inerte, la musica dei P.A.S.E. (rimanendo in tema di sintesi..) definisce, nel complesso, un tratto curvilineo e dai morbidi confini, dietro la cui apparente quiete ed innocenza si cela l’ostinazione di ambire al non-traguardo dell’infinito, in un viaggio dell’intelletto e della coscienza che non ha bisogno di destinazioni per essere effettuato.

Pubblicato per l’etichetta Sussuround/Materiali Musicali il 2 Maggio, frutto dell’incontro con il produttore italo-olandese Tenedle e l’autrice Annaluisa Boccardi, “Sveglio Fantasma” è l’ultima fatica dei PASE, terzo step di un sorriso che si fa sempre più bello. Le esperienze positive di This Incanto e Cerco casa vista Marte e i palchi del Ravello Winter Festival  e del Premio Anacapri Bruno Lauzi non sono che i punti di quel discorso musicale e di vita che, da ormai quasi dieci anni, i tre amici tutti livornesi stanno portando avanti.

Nella open track La teoria delle stringhe,  i P.A.S.E. dipingono un quadro di suoni fugaci, a tratti onirici, su cui la voce di Edoardo Bacchelli si libra agile e leggera, imitando una libellula. Le melodie de La mia parte lagunare, da quella tracciata dal basso a 5 corde di Andrea Fusario a quella cantata da Bacchelli, seguono un andamento sinuoso abbracciandosi in un vortice ipnotico ed inspiegabilmente attraente.

Sveglio Fantasma si spiega suggerendo atmosfere musicali variopinte. I pochi strumenti analogici usati dai P.A.S.E. vengono sfiorati con esperienza e delicatezza, adagiandosi perfettamente sul tappeto dei vari efx, batterie campionate e degli altri strumenti digitali. Nessun sussulto, nessun respiro mozzato. L’ascolto è pervaso da una sensazione di liquidità ed ispira movimenti eterni. Gli sbalzi dinamici, quando accadono, si fanno aspettare molto e risultano molto netti (La Lupa).

Il disco si chiude con classe: il brano piano e voce Tracce separate, che vede la curiosa partecipazione al pianoforte di Mauro Grossi (maestro di Bollani), descrive le tracce di collegamento tra il sè ed il mondo che da singole e separate, come si manifestano nell’attimo della percezione, vengono ricomposte in equilibrio e geometria dai segreti del pensiero.

I P.A.S.E. affascinano ed ispirano. Per essere più precisi, affascinano la coscienza estetica ed ispirano la coscienza morale, suggerendo il soffermarsi come segreto della saggezza.

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