NH3 – Hate and Hope

Data: 14 maggio 2016 |

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NH3 – Hate and Hope

Gli NH3 sono di Pesaro e a tre anni dal loro ultimo disco, vede la luce il loro quarto lavoro discografico, distribuito da Long Beach Records Europe per Germania, Austria e Svizzera e da IndieBox Music per l’Italia. L’uscita di Hate and Hope è stata accompagnata dai videoclip di No Borders (ft Simon Bernhardt) e di Old School Attitude.

Le chiare influenze europee che accompagnano il sound della band, messe insieme durante lunghi tour per il continente, prendono corpo nelle tredici tracce che compongono quest’ultimo disco dove l’italiano viene spesso alternato all’inglese quasi a suggellare il collocarsi della band a cavallo tra la realtà nostrana e quella internazionale.

Così troviamo accanto alle ritmiche serrate e le chitarre più spiccatamente riconducibili al punk, anche trombe che contribuiscono a delineare la personalità degli NH3 unitamente a testi con messaggi diretti e forti, figli di una militanza autentica.

Indubbiamente Hate and Hope apre circle pit e sa come spettinarti: è una cavalcata unica, senza soluzione di continuità, anche se a tratti troppo orecchiabile.

L’impegno politico emerge chiaro in un’interessante rivisitazione di Bella ciao, aperta da basso e trombe per proseguire su sonorità chiaramente ska-core, come si definisce la band.

Numerose le problematiche trattate: su No Borders, ad esempio la critica, sempre decisa, si scaglia contro chi vorrebbe l’Europa piena di muri e perde di vista l’Umanità più autentica.

“Cittadini del mondo e basta, la nostra casa è tra terra e cielo. Non conosco padroni o Stati, soltanto volti e respiri”.

Ne La nuova tratta degli Schiavi non vengono usati mezzi termini per trattare di tematiche analoghe:”Trattati come bestie dallo sfarzo d’Occidente: non sporca le sue mani, non vi vuole al sole”

Desiderio di rivalsa e adrenalinica voglia di ricominciare si mescolano su Berlin Calling, così come su Un passo indietro mai:”C’è ancora l’ultimo eroe che avanza, e l’orizzonte si arrossa”.

Fiati seducenti e basso aprono Nella bocca del lupo che vede la collaborazione con Eusebio Martinelli per una critica bella cocente per quello che è l’antichissimo oppio dei popoli, marxianamente detto:”Sporche vesti della storia e di popoli distrutti: la morte della psiche, nel segno della croce!”.

Il disco si chiude su L’ironia della sorte, ultimo dei diversi featuring che costellano il disco, stavolta con Emanuele Randon, alla chitarra nei Talco:”L’ironia della sorte non mi ha mai fatto ridere: è nelle nostre mani la forza di reagire”.

Intro affidata al banjo e pogo assicurato poco dopo, così come per tutti i brani di un disco che sarà ancora più interessante ascoltare live, in una delle numerose date che continuano a portare gli NH3 in giro per l’Europa.

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