Monica P – Rosso Che Non Vedi

Data: 20 ottobre 2017 |

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Monica P – Rosso Che Non Vedi

Rosso che sa di peccato, rosso come il sangue, denso e caldo, “rosso che non vedi” perché scorre dentro di te.

Rosso Che Non Vedi è il terzo album della cantautrice Monica P. Prodotto da A Buzz Supreme, l’album si avvicina al Pop non abbandonando le sfumature noise che caratterizzano il sound dell’artista.

Monica P, all’anagrafe Monica Postiglione, nasce a Torino e si forma musicalmente nella West Coast e nei territori inglesi. Affascinata dal post-punk newyorkese e dalle sonorità elettriche ed introspettive, decide di prestare la propria voce graffiante ad un esperimento di note che vuole accostare il cantautorato italiano alle melodie alternative internazionali. Nel 2010 realizza l’album A Volte Capita, una entità musicale empia di atomi di post rock. Nel 2014, invece, la sua attenzione si sposta sul cantautorato mescolato ad un sound psichedelico grazie all’inciso Tutto Brucia.

Oggi Monica sceglie una musica caratterizzata da “ritornelli popolari” e testi che indagano nelle contraddizioni della società in cui viviamo.

“Tutto è gustato dalle bocche che hanno tutto e il mondo non sa più di niente”. Chitarra e batteria accompagnano in sordina profetiche affermazioni. Devo essere così è il secondo di dieci brani inquisitori. Il refrain si lascia ascoltare con la complicità di una leggera rassegnazione spirituale. “Devo essere così, senza troppe domande”.

Prendimi con sensualità. “Prendimi se puoi, sono affamata di aria e di gente, di giornate difficili e di esperienze”. La voce matura di una donna si affida al suono di un sassofono lucente. Nel buio degli inganni i passi avanzano lenti e incerti mentre la musica scandisce il percorso da seguire.

Ironia e un testo dissacrante per Tuttofare. Il brano danza su una melodia hip hop per raccontare la terribile precarietà lavorativa dei nostri tempi. “Se sei nell’era del tuttofare devi ottimizzare. C’è concorrenza, non c’è finanza”.

Rivoluzione è una confessione in musica. Il ritorno alla sonorità punk e distorta caratterizza l’energico brano. Le chitarre scatenano un flusso di note vorticose che spinge l’ascoltatore a voler saltare in alto. “Non c’è ragione si preoccuparsi mentre tutto ci avvelena”. La “parte distante” che è in ognuno di noi ci trascina sempre più in basso fino a costringerci ad osservare con un atteggiamento indifferente il declino della realtà in cui viviamo.

Monica P prova a dare una scossa alle coscienze di coloro che giaciono in una catalessi sociale. Per farlo si affida ad una musica condizionata (questa volta) da un tentativo di popolarità. Vestire di Pop il proprio sound è sicuramente una scelta condivisibile ma è anche l’unica possibilità che l’artista si è data per poter parlare all’ascolto di più persone possibili. “La mia passione per le sonorità dark di fine anni ’70 unita alla mia attenzione per i cantautori italiani mi ha creato una crisi di identità – ha detto la cantautrice. Affermazione questa che pare quasi voler giustificare la scelta di abbandonare temporaneamente un sound alternativo per poter dare più spazio al genere Pop. Avvicinarsi al gusto collettivo è spesso una “obbligatoria strada” da percorrere per entrare in contatto con un pubblico ampio. Si spera comunque che Monica non abbandoni del tutto la matrice musicale che l’ha accompagnata negli anni passati e che in futuro riesca a coniugare il desiderio di popolarità alla capacità di guardare oltre gli schemi musicali immobili che contraddistinguono la discografia nazionale.

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