I Am Oak – Web Interview

Data: 13 novembre 2016 |

I Am Oak, parliamo di viaggio e umanità

Un artista poliedrico, una cineteca vivente, direttamente dall’Olanda I Am Oak. Il musicista si appresta ad intraprendere il suo tour italiano che lo porterà in lungo e in largo per tutta la penisola. Tra influenze, sogni di viaggio e sentimenti, la sua musica onirica ed eterea poteva essere descritta solo dalla sua bocca. Noi di Music Coast To Coast abbiamo deciso di intervistarlo in occasione delle date italiane:

- Musicista di tutto rispetto con una lunga carriera alle spalle. Vorremmo sapere da dove arriva la sensibilità che riesci a trasmettere con le tue canzoni e se ne sei sempre stato portatore.

-You are one hell of an artist, with such a strong and long career. How did you manage to improve your sensibility, the one we feel with your songs?

 Sinceramente non ne ho idea. Faccio la musica che sono in grado di fare. Uso le abilità che ho e cerco di imparare cose nuove durante il mio percorso [artistico], ma la musica è sempre legata alle mie possibilità. Quindi, il modo in cui suona è dato dal fatto che io abbia delle limitazioni. Passo molto tempo a limare e a smussare le canzoni fino a raggiungere il risultato finale che è rappresentato dalla musica che propongo al pubblico. Cerco anche di dire ciò che è veramente importante per me, ciò che per me ha un significato importante, e questa cosa lascia percepire quella sensibilità profonda che viene percepita dall’ascoltatore.

I honestly have no idea; it’s just there. I make the kind of music that I am able to make. I use the skills that I have and try to learn some new stuff along the way, but the music is always bound by my own abilities. So, it sounds the way it sounds because of my own limitations in a sense. I spend a lot of time shaping and molding the songs into their final form. I also try to only say something that is close to me or important to me and has some sort of meaning and something, which offers depth for the listener.

 – Sono passati due anni dall’ultimo disco. Cos’è per te il silenzio?

 -Two years have passed since your last album. What silence means to you?

L’ultimo album prima di Our Blood è Ols Songd del 2014, sono trascorsi due anni. Nonostante non abbia proposto niente al pubblico, non vuol dire che in questi anni sia stato in silenzio. Per scrivere e registrare i brani di Our Blood ho impiegato un anno e mezzo, quindi potete capire che c’è voluto un po’ per finire tutto e per preparare l’uscita di un album. Ecco spiegati i due anni di “silenzio”. Sono sempre impegnato in ambito musicale: se non sono in giro a suonare, vuol dire che sto lavorando su altri progetti o su nuovo materiale. In realtà non c’è mai silenzio!

The last album before “Our Blood” was “Ols Songd” in 2014, 2 years. But even those 2 years of ‘silence’ do not mean that there was silence. It took me about a year and a half to write and record the songs for “Our Blood”, and then it takes some time to actually finish everything and make it ready for release, so that’s already almost 2 years. I am always busy with something musically, if I’m not playing shows then I’m working on new material or working on other music projects, so there’s never really any silence!

 – Our Blood è il tuo ultimo disco uscito a febbraio, il titolo sembra indicare che parlerà dell’umanità intesa nella sua complessità, o forse al rapporto più ridotto tra due persone. Quanto c’è di umano nelle tracce di questo lavoro?

- Our Blood is your latest album, which was out last February. The title let us understand that your main topic is a comprehensive analysis of mankind, or maybe a relationship between two persons. How much compassionate is this last work of yours?

Certamente riguarda l’umanità, ma con un focus sulle relazioni tra le persone. Parla dell’umanità perché cerco sempre di scrivere dei brani che siano aperti, nel senso che attraverso le mie canzoni descrivo sentimenti e pensieri universali. Nonostante ciò, Our blood è un album molto personale, che tratta della relazione tra me e mio padre, che è passato a miglior vita poco prima che cominciassi a scrivere questo disco. Ho cercato, da una parte, di trattare temi come la morte, la perdita di qualcuno di importante e il dolore, e dall’altra di affrontare delle tematiche opposte come la speranza, l’accettazione e la vita.

It is indeed about mankind in a way, but these ones might be more about relationships between people. It is about mankind because I always try to write songs that are open in a way: songs that describe universal feelings or thoughts. But it is also at the same time a very personal album about my relationship to my father, who passed away just before I started writing this album. I ended up trying to deal with themes of death, loss and grief, but also hope, acceptance and life.

- Com’è nato questo disco, qual è il suo processo creativo e compositivo?

-When this album was born? Walk us through your creative process that brought this album to life.

Ho cominciato a scrivere quest’album nel 2014, mettendo insieme lentamente idee di brani e demo musicali da solo. All’inizio il mio piano era quello di fare delle demo per poi registrare tutto con la band, ma nel momento in cui mi sono addentrato completamente nel processo di scrittura, ho cominciato a lavorare sempre di più sulle demo, facendole diventare delle canzoni “complete” da solo. Ho fatto questa scelta perché nel corso del processo creativo ho capito che questo album sarebbe stato qualcosa di davvero personale, perché la maggior parte delle canzoni riguardavano la perdita di mio padre, quindi la naturale evoluzione di questo percorso mi ha portato a fare tutto da solo. Terminati circa metà dei brani, mi son concentrato sul completamento della storia che ho voluto raccontare attraverso quest’album, ed è venuto fuori un buon lavoro a tutto tondo.

I started writing this album in 2014, slowly gathering song ideas and recording demos for the songs by myself. I first had the intention to make demos and later record them together with band, but as I was getting more into the writing process I started to work more and more on the demos to turn them into actual finished song by myself. I did this because along the way I found out that this album was going to be about something that was really personal, because most of the songs intuitively seemed to be about the passing of my father, so it seemed only natural to actually do all of it by myself. After I had finished about half of the songs I started to fill in the missing parts to complete the overall story of the album, so it became a well-rounded piece.

- L’ascolto di Bon Iver ha ispirato in parte il tuo modo di fare musica? Se non lui, chi lo ha fatto?

 -Did Bon Iver influence your way of making music? Who else did?

Bon Iver non è stato un artista al quale mi sono appassionato: ho ascoltato il suo primo album quando uscì, ma non mi rimase in testa, non si creò un forte legame col disco. Sono stato molto più influenzato da artisti quali The Microphones/Moun Eerie, Little Wings, Smog/Bill Callahan, Magnolia Electric Co., Joanna Newsom, Diane Cluck e Jana Hunter, solo per citarne alcuni.

No, I’ve never been into Bon Iver. I did listen to the first album a bit when it came out, but it didn’t stick, I’ve never felt a big connection to it. I’ve been much more influenced by bands and artists such as The Microphones/Mount Eerie, Little Wings, Smog/Bill Callahan, Magnolia Electric Co., Joanna Newsom, Diane Cluck and Jana Hunter to name a few.

- Stai per giungere in Italia per un lungo tour che inizierà a Torino, sei mai stato in Italia prima d’ora? Cosa ti aspetti dal pubblico italiano e da questi luoghi?

-You’re coming to Italy for several shows that will start in Turin. Have you ever been to Italy? What do you expect from the Italian audience and from these places you’re going to land?

Ho avuto per tre volte l’occasione di venire a suonare in Italia. Non mi aspetto nulla: l’unica cosa che ho imparato durante i miei tour Italiani passati è che l’esito non è sempre quello che ti aspetti. I palchi sono molto diversi, non sai mai dove capiterai. Ho suonato in teatri magnifici, spazi artistici e piccoli club, ma anche in locali “sospetti”, scantinati molto punk e ristoranti. Ogni volta è una sorpresa!

Yes, I’ve been to Italy to play shows three times before. I’m not really expecting anything; because the only thing I’ve learned from touring Italy before is that it’s not always what you expect. The stages are so diverse, that you never know where you’re going to end up. We’ve played shows in beautiful theaters, art spaces and small clubs to dodgy bars, punk cellars and restaurants. It’s always a surprise!

- Puoi raccontarci un po’, secondo te, com’è il panorama musicale olandese? Ne vorremmo sapere di più.

-Tell us about Dutch music scene, we would like to know more about it. Suggest some artists if you like.

In Olanda c’è molto fermento ultimamente e ci sono molte band degne di nota. Penso che nonostante sia una piccola nazione, ci sia un numero enorme di band di qualità. Abbiamo suonato in Olanda nelle ultime settimane e abbiamo scelto due band come opening act, entrambe con grandi qualità secondo noi: i The Fire Harvest e Microwolf and the Avonden. Altre band che vale la pena ascoltare sono The T.S. Eliot Appreciation Society, Kim Janssen, This Leo Sunrise, Amber Arcades, Pitou e tanti altri.

There is a lot going on here and there are many good bands out there. I think for a small country like this there is an insane amount of quality bands. We’ve just played some Dutch shows in the past weeks and we took on some Dutch bands as support, which we think are great. These were: The Fire Harvest, Microwolf and The Avonden. Some other bands that are worth checking out are The T.S. Eliot Appreciation Society, Kim Janssen, This Leo Sunrise, Amber Arcades, Pitou and a lot more…

- Ti piace il cinema? Ci consiglieresti tre film sul viaggio da vedere?

-Do you like cinema? Would you like to suggest to us some movies which have travelling as main topic?

Il cinema è una delle mie passioni. Ecco alcuni dei film che trattano la tematica del viaggio che ho particolarmente apprezzato:
Dersu Uzala (Akira Kurasawa, 1975), che tratta di un gruppo di esploratori russi che cerca di mappare il territorio siberiano. Durante il loro cammino incontrano un gruppo di cacciatori locali che li aiutano a difendersi dai pericoli che la natura può creare. È un film molto interessante, che parla del viaggio di questi esploratori nelle terre sconfinate della Siberia.

Ce n’è un altro, che sicuramente conoscerete. Sono passati alcuni anni da quando l’ho visto l’ultima volta, ma ricordo che è stato davvero un film epico: sto parlando de La Meglio Gioventù (Marco Tullio Giordana, 2003) che tratta della vita di due fratelli. Il tempo della narrazione spazia in 40 anni e ci sono molti viaggi. È un film bellissimo, che ti avvolge e cattura. Dura più di 6 ore, l’ho visto già due volte e penso che lo rivedrò per una terza volta molto presto!

Uno dei miei film preferiti è Stalker (Andrey Tarkovsky, 1979). Tratta di una guida che accompagna due persone attraverso un percorso misterioso e a tratti fantascientifico alla ricerca di una stanza magica, capace di avverare i segreti più intimi di ogni persona. È uno dei film più belli della storai. È un poema visuale di due ore e mezza.

Certamente in questa lista non può mancare Forrest Gump (Robert Zemecks, 1994). Un’altra storia epica, ma, al contrario de La meglio gioventù, la storia è racchiusa in due ore e mezza. È un classico, ma sono sicuro che ci sono ancora tante persone che non l’hanno visto, e se anche tu che stai leggendo non l’hai fatto, beh, fallo! È un film che ha tutto: è commovente, eccitante, divertente, triste, è fatto bene e gli attori sono fantastici. È proprio un trip!

A proposito, anche The Trip (Michael Winterbottom, 2010) è un bel film. Uno di quelli divertenti. Segue la storia di questi due ragazzi, interpretati da Steve Coogan e Rob Brydon, che fanno un tour di alcuni dei migliori ristoranti inglesi per scrivere delle recensioni. In pratica è tutto incentrato su loro che mangiano e parlano (facendo cose alla Al Pacino) e non molto altro, ma le conversazioni sono veramente oro colato!

La migliore commedia mai fatta resta Scemo e più Scemo (Farrely Brothers, 1994). L’ho vista tantissime volte e ogni volta rido. Il film segue la storia di due ragazzi molto ingenui che viaggiano per portare una valigetta ad una ragazza che l’aveva persa.

I do like cinema a lot. Hmm, movies with travelling as a main topic, let me think…

I really like the movie Dersu Uzala (Akira Kurasawa, 1975), which is about a group of Russian explorers trying to map the Siberian territory who run into this local hunter who helps them deal with the harsh elements of nature. It is sort of a travelling movie, as they travel along the imposing landscapes of Siberia.

You guys might already be familiar with this one. It has been quite some years ago that I last saw this, but I remember really enjoying this epic Italian film called La Meglio Gioventù (Marco Tullio Giordana, 2003) that follows the lives of two brothers. The film’s timeline spans about 4 decades and there’s a lot of travelling in it. It’s a beautiful, endearing and heartbreaking tale that really sucks you in. It’s over 6 hours long, I think I’ve already watched it twice and now that I’m thinking about it again I want to watch it again soon!

One of my favorite movies is Stalker (Andrey Tarkovsky, 1979). It’s about a guide leading two men through a mysterious and treacherous landscape in search of a room that grants wishes. It’s one of the most beautiful pieces of cinema out there. A 2,5-hour-long (visual) poem!

Of course Forrest Gump (Robert Zemecks, 1994) needs to be in here too. Another epic story, but as opposed to La Meglio Gioventù condensed into 2,5 hours. It’s a classic, but I’m sure there are still a lot of people who haven’t seen it… do it! It has everything: it’s moving, it’s exciting, it’s funny, it’s sad, it’s well made and the acting is great, it’s a trip!

The Trip (Michael Winterbottom, 2010) is a good one too. It’s a funny one. It follows two guys, played by Steve Coogan and Rob Brydon along a tour of some of Britain’s finest restaurants about which one of them has to write reviews. It’s basically just them eating and having conversations (and doing impressions of Al Pacino) and not much more, but the conversations are pure gold!

The best comedy movie ever made though is, of course, Dumb And Dumber (Farrely Brothers, 1994). I’ve seen it so many times and it’s still funny. The movie follows two incredibly dumb guys travelling across the country to return a lost briefcase to a girl.

 

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