YOMBE – web interview

Data: 25 settembre 2017 |

YOMBE – web interview

YOMBE: un sound primordiale, un mix di arti

YOMBE, un progetto campano, un duo interessante composto da Alfredo e Cyen, ex collaboratori dei Fitness Forever. In poco tempo, con un solo EP sulle spalle, hanno girato in lungo e in largo la penisola italiana, portando il proprio discorso musicale su palchi, club e festival. Una delle realtà più interessanti nel panorama musicale odierno, selezionata diverse volte per il mix di musica, danza, esotismo in grado di mettere insieme. Li abbiamo intervistati per la nostra rubrica dedicata agli artisti con grandi potenzialità da tenere sott’occhio.

- Ciao ragazzi, subito una domanda diretta per voi: siete un duo elettro-pop che si conosceva già prima del progetto YOMBE, infatti venite entrambi dai Fitness Forever. Cosa vi ha portato a spostarvi in questa nuova direzione sonora?

Ciao! In realtà con i FF non scrivevamo nulla. Eravamo chiamati a suonare dei pezzi scritti ed arrangiati da Carlos, fondatore e mente creativa del progetto. Precedentemente ai Fitness, che possiamo definire un progetto estemporaneo per entrambi, abbiamo avuto altre esperienze musicali coltivando da sempre una passione per l’elettronica, l’R&B e il soul.

Quando abbiamo lasciato i FF sentivamo l’esigenza di tornare a scrivere musica nostra e abbiamo deciso di provare a farlo insieme.

- Singolarmente che percorsi culturali e sonori vi hanno caratterizzato prima di incontrarvi?

Alfredo: io ho studiato arte e parallelamente alla musica ho sempre dedicato del tempo all’attività di graphic designer / art director. Questo mi ha aiutato molto ad avere una visione d’insieme sui progetti in cui sono coinvolto potendo ricercare sul piano sonoro quanto su quello estetico.

Cyen: sto per laurearmi in Filosofia e Storia, un po’ per passione, un po’ perchè in futuro mi piacerebbe insegnare.

Prima di YOMBE scrivevo molto in italiano, in realtà continuo a farlo per affinare la penna e trovare la mia cifra stilistica anche nella nostra lingua.

- Il nome YOMBE cita l’arte africana e anche nei vostri video e nelle vostre sonorità si sente presente quest’eco. Da dove nasce quest’interesse?

Alfredo: in quanto studioso d’arte sono sempre affascinato dalle culture esotiche e trovo che ispirarsi a modelli arcaici e primordiali sia molto più stimolante che guardare costantemente al presente o al futuro. L’arte Africana è completamente diversa dai canoni Greci, è essenziale e povera, primitiva ma straordinariamente contemporanea. Nella nostra musica facciamo in modo che ci sia questo mix di culture campionando strumenti etnici come kalimba, mbira, steel drums, bolon per mischiarli con suoni sintetici e drum machines appartenenti alla contemporaneità.

- Cosa vuol dire studiare queste sonorità?

Cyen: non ci definiremmo propriamente studiosi. Semplicemente sarebbe da stupidi perdere l’occasione di contaminare la nostra cultura con quelle di mondi lontani.

- Anche nei vostri video, nei movimenti di Cyen si avverte il fascino dell’esotismo. Credete che intrecciare diverse arti, come la danza, la visual art, e la musica, sia un’arma vincente? Cosa vuol dire per voi tale mescolanza?

Cyen: per noi non esistono diverse arti. L’arte è una sola e per fortuna la tecnologia ti consente di esprimerla a 360 gradi. Per noi sarebbe impensabile vedere queste cose come aspetti separati che prendono forma in un secondo momento. Quando scrivo una canzone ho già delle suggestioni che si tradurranno in immagini in movimento o gesti del corpo.

Alfredo: Si, anche per me non esiste un confine tra le cose. Spesso accade che un’immagine mi indica una direzione musicale e basta assecondare questo impulso.

- Quanto di ciò che mettete in scena, sia dal vivo, sia nei video, è preparato a tavolino? Quanto viene lasciato all’improvvisazione?

Alfredo: contrariamente alla mia passione per culture remote che hanno un approccio molto più libero (seppur disciplinato) alla musica, non sono molto a favore dell’improvvisazione.

Sono un maniaco del controllo e soprattutto non amo divagare sulle cose. Mi piace stare entro dei canoni e il pop ne è pieno. È per questo che curiamo tutto in ogni minimo dettaglio. Del resto sarebbe impossibile, per come impostiamo i video, improvvisare sul set. Allo stesso modo definiamo l’80% di quello che accadrà nel nostro live, sicuramente affinando il tutto concerto dopo concerto.

- Siete stati più volte segnalati come una delle realtà musicali più interessanti in Italia da tenere sott’occhio, e noi siamo pienamente d’accordo. Il vostro primo EP si contraddistingue per sonorità veramente accattivanti e testi diretti e incisivi. Come nasce il vostro processo compositivo?

Cyen: abbiamo diversi metodi di scrittura. Di certo esiste una prima fase in cui tendiamo a non collaborare, semplicemente perchè non riusciamo quasi mai a produrre nulla quando siamo nello stesso spazio. Abbiamo fatto le cose migliori a distanza, l’uno sull’incipit dell’altro, a volte partendo da un testo, altre da un loop di batteria.

- Siete entrambi campani, giusto? Siete riusciti a mettere in piedi un progetto sonoro abbastanza inedito per la scena casalinga a cui si è abituati, il che ci fa davvero piacere. Qual è stata, però, la reazione del pubblico nei vostri confronti?

Alfredo: grazie mille! Queste cose è sempre meglio chiederle al pubblico :)

- Dove volete puntare con il vostro sound? Avete avuto già modo di sondare il terreno in paesi stranieri?

Cyen: puntiamo all’Italia come all’estero. Speriamo di rivolgerci ad un pubblico sempre più ampio e confrontarci il più possibile con musicisti di ogni nazionalità. Per il momento abbiamo girato in lungo e in largo tutta la penisola e credo che quest’anno faremo un po’ di concerti in Europa con un set diverso e un light show inedito.

- Dopo il primo EP, e il conseguente remix, cosa dobbiamo aspettarci da Yombe?

Alfredo: beh di sicuro tante belle cose che annunceremo a breve. Non ci siamo mai fermati da un anno a questa parte, continuando a scrivere durante il tour e non vediamo l’ora di tirare fuori un po’ di roba nuova.

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