Wolf Parade – Cry Cry Cry

Data: 8 gennaio 2018 |

Album Information

Wolf Parade – Cry Cry Cry

I canadesi Wolf Parade tornano a distanza di anni con un nuovo lavoro:  Cry Cry Cry pubblicato da Sub Pop Records. La band di Spencer Krug si ritrova in studio dopo una discreta pausa, interrotta solo nel 2016 con la pubblicazione di un EP omonimo, per riprendere e le fila del discorso a sei anni dal precedente disco di inediti, Expo 86 del 2010. E, si sa, nel giro di sei / sette anni, specialmente in ambito musicale, il mondo cambia almeno due / tre volte. Il gruppo di Krug e soci aveva trascorso l’intero decennio che va dai primi duemila in poi a farsi le ossa sui palchi di tutto il mondo, uscendo, a poco a poco, da madrepatria canadese, aprendo i concerti dei connazionali Arcade Fire dei tempi d’oro, ma sull’argomento torneremo più avanti. In questo momento, si parla del loro ultimo effort.

Si dà il via con Lazarus Online, e la cosa sembra iniziare bene. Il brano, sorretto da un piano che cresce man mano, è accattivante e ben si sposa con quel piglio vocale drammatico à-la David Bowie di cui fa sfoggio il buon Spencer. Più spensierata la successiva You’re Dreaming, che sembra presa direttamente da quell’ondata new wave fine anni ’70 inizio ’80 che tanto ci piace ricordare ed omaggiare alla prima occasione utile. Valley Boy è il primo singolo, e ci sta: radiofonica quanto basta, senza infamia né lode. Successivamente alla tripletta elencata, lo spettro cover band è nell’angolo, e si realizza pienamente un po’ più avanti. Flies On The Sun potrebbe essere una ballatona rock con i controfiocchi, se solo non fosse stata già scritta e suonata almeno 25 anni fa da qualsiasi band circolasse in quel momento, Bon Jovi e Guns ‘n’ Roses su tutti. Con Baby Blue, invece, si affacciano gli Arcade Fire, e non vanno più via. L’influenza dei cugini maggiori canadesi c’è e si sente. Oltre alla madrepatria, le due band hanno sì condiviso diversi palchi, in passato, ma stiamo pur sempre parlando, nel primo caso, di un gruppo che ha esordito con un album come Funeral. E se non sapete di cosa stiamo parlando, correte immediatamente ai ripari. Ad ogni modo, scevri da ogni preconcetto, proseguiamo l’ascolto, e Weaponized ci fa battere i piedi a tempo, su un martello pneumatico di percussioni e piano, e sarebbe bastata qui. Si prosegue, al contrario, verso un insensato intermezzo di piano solo, terminando con uno strumentale casuale che alla lunga ci fa chiedere se nel frattempo non ci siano state interferenze nella playlist.

Un po’ come quando si ascolta un disco e ci si imbatte nell’onnipresente brano riempi-album, l’ascolto di Cry, Cry, Cry lascia l’amara sensazione di essere un disco riempi-repertorio. Una raccolta di pezzi pubblicata come occasione per ripartire in tour, anziché un progetto compiuto. E sono numerose le domande che saltano alla mente proseguendo l’ascolto. Avevamo bisogno di questo disco? Probabilmente no. E ancora, abbiamo davvero bisogno di un gruppo come i Wolf Parade? Probabilmente sì, perché bravura ed esperienza di certo non mancano. Ci si aspettava di più dopo sette anni? Eh, sì. Decisamente sì.

Editor Review

  • Valutazione

    0 Punti / 100 Punti

    40 Punti
Album Cover
Album Tags

Lascia un commento

0 Comments on Wolf Parade – Cry Cry Cry

Lascia un Reply

Ti va di lasciare un commento?

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>