We Are Waves – Hold

Data: 16 marzo 2018 |

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We Are Waves – Hold

Ci sono nuove onde da ammirare, nuove onde da cavalcare. La band torinese We Are Waves prova ad uscire dalla dimensione di nicchia in cui ha vissuto fin dagli esordi. Hold è il loro terzo album prodotto dalla MeatBeat Records. Un disco di dieci tracce che affrontano il tema dell’ingresso nella vita adulta. Con l’adolescenza ormai alle spalle, i musicisti si affidano a sonorità più vicine al pop e lontane dalle atmosfere darkwave che hanno caratterizzato i loro precedenti lavori discografici.

I We Are Waves si formano nel 2011 con l’intento di dare voce, sul territorio italiano, ad ispirazioni musicali di stampo post punk caratterizzate da influenze di elettronica moderna. Viax, Cisa, Mene e Adriano (componenti della band) debuttano con un EP di pochi brani e in breve tempo si esibiscono in numerose performance live in Italia e all’estero. Labile e Promises sono gli album che danno voce ad una intenzione giovanile votata alla ricerca e allo sperimentalismo delle note. I quattro si dicono fortemente influenzati da artisti come The Cure, Joy Division e The Smiths. La fragilità dell’animo e la determinazione della mente fanno a cazzotti nei loro brani, generando una fruttuosa energia comunicativa.

Healing Dance è una danza curativa per i sensi e per il corpo. La voce malinconica e profonda rappresenta la consapevolezza del cambiamento, dell’ignoto verso cui andiamo incontro ogni giorno. Non ci resta che ballare per restare in piedi. Batteria e chitarra esprimono la matrice danzerina del brano in cui regna una elettronica addolcita. “Time Time will tell If happiness is just a melancholy hope”.

Sonorità anni ’80 corrono insieme ai Fugitives della notte. Alterazioni vocali e delle note modellano illusorie percezioni. Immaginari fantasmi notturni vagano nelle ombre più buie. La musica è una narrazione parallela rispetto al testo. Un racconto dei sensi si fa spazio e avvolge le parole. “You don’t have too many friends ‘Cause we’re like fugitives”.

Una introduzione ambient di circa due minuti ci prepara all’ascolto di una evocativa sezione artistica. Il synth esplode lentamente mentre la voce è un’eco che si libra dal sottosuolo. Nell’aria i Mirrors si infrangono lanciando attorno migliaia di schegge lucenti.

Melkweg è una galassia di stelle e immaginazioni. Nell’infinito cosmico dei nostri pensieri vagano generazioni di entità iindefinibili. L’affascinante suggestione del brano è la conclusione di un viaggio di introspezione e smarrimento. Linee di note elettrostatiche vibrano all’unisono.

L’alternative rock dei We Are Waves è una commistione di musicalità già note ed intenzioni artistiche innovative. Nella voce di Viax è facilmente riconoscibile l’influenza del canto di Robert Smith dei The Cure. In più di quaranta anni di New Wave generazioni di musicisti hanno dato voce a chi voleva andare oltre la collettiva considerazione del rock, distaccandosi dalla settoriale corrente punk. Le nuove onde dei WAW risentono di tutte le influenze di queste generazioni e al contempo sono ispirate dalla volontà di sperimentare e scoprire altri orizzonti del suono.

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