VI Edizione per Retronuevo: Percorsi di musiche sghembe

Data: 26 ottobre 2018 |

Partirà il 26 ottobre con Lubomyr Melnyk la sesta edizione di Retronuevo.

Dopo qualche anno di concerti “al dettaglio” Wakeupandream torna con una rassegna e un programma più compatto e strutturato. Per l’occasione viene rispolverato il marchio Retronuevo, che nel passato ha fatto da cornice ad eventi speciali, ancora impressi nella memoria di tanti, come Xiu Xiu, Cocorosie, Velma, Murcof, Wooden Shjips, Niobe, Josephine Foster, per citarne solo alcuni, in ordine sparso e assolutamente casuale.
Retronuevo propone musica immersa nel presente, stratificata e in movimento, aperta al futuro e consapevole del passato. Unica bussola, l’urgenza espressiva e l’autenticità di ciò che si ha da dire.
Percorsi di musiche sghembe è il sottotitolo (anch’esso storico) della rassegna. Musiche sghembe perché non allineate (ai diktat del marketing o alle mode del momento), devianti e laterali, talvolta solitarie, sempre fieramente indipendenti. Musiche sghembe e dunque imperfette, ma perciò stesso vive, vere e attuali.
Per ogni concerto un luogo diverso, in un’attenta ricerca di sintonie e contrasti che amplifichino e intensifichino l’esperienza dell’ascolto nella modalità della condivisione.
26 ottobre Lubomyr Melnyk (Ukr)
21 novembre Richard Youngs (Uk)
25 novembre Daniel Blumberg with Billy Steiger (Uk)
15 dicembre Father Murphy (Ita)
15 febbraio Teho Teardo (Ita)
Per tutti i concerti un abbonamento unico e conveniente, che costa meno della somma delle parti e soprattutto garantisce l’ingresso ai vari luoghi (molti dei quali con capienza limitata). Quali siano questi luoghi ve lo diremo a breve.
Per acquistare l’abbonamento a tutti i concerti di Retronuevo cliccate qui.
E’ possibile farlo da oggi fino a mercoledì 24 ottobre.
Indicate (nello spazio ‘notes’) il nome (o i nomi, in caso di più abbonamenti) a cui va associato l’acquisto.
Sarete inseriti in una lista speciale ed eviterete file all’ingresso.
Il programma.
Dell’esordio del 26 ottobre con il talento pianistico di Lubomyr Melnyk, in un posto suggestivo e di grande pregio acustico quale la Pietà de’ Turchini, avete già letto sopra.
Si prosegue a novembre con due chicche in pochi giorni: il 21 Richard Youngs, personaggio schivo e spiazzante, scheggia impazzita della scena musicale contemporanea. “Il più autodidatta postpunk degli autodidatti postpunk“, l’ha definito Clive Bell di “The Wire”. E così scrive di lui Stefano Isidoro Bianchi (Blow Up): “una della menti più geniali – la più geniale – del rock inglese non allineato. Improvvisata, minimalista, cantautorale, progressive, folk, elettronica, sperimentale: non c’è musica in cui egli non si sia misurato”.
Il 25 tocca all’artista del momento, autore pochi mesi fa di un esordio fulminante (che troveremo senz’altro nelle classifiche di fine anno): lui è Daniel Blumberg e il suo disco si intitola “Minus“. Lo ha pubblicato la famosa Mute Records e nel suo songwriting inquieto riecheggiano mostri sacri quali Scott WalkerNick Cave e Mark Hollis
Il concerto di dicembre, ironicamente in pieno clima pre-natalizio, non poteva che spettare al “requiem” eterodosso degli italiani Father Murphy e alla loro musica divenuta nel tempo sempre più rituale, tesa e catartica. Giunti al capolinea di un percorso artistico singolare e molto rispettato anche all’estero, i nostri stanno portando in scena i loro ultimi concerti e quella del 15 sarà la loro “ultima messa” napoletana.
La chiusura della rassegna, venerdì 15 febbraio, è affidata in grande stile al musicista e compositore friulano Teho Teardo, con il suo peculiare impasto di elettronica, chitarra (baritona) e archi. Un sound profondamente evocativo che fa affiorare nella testa e nel cuore dell’ascoltare storie, ricordi e immagini (e non è un caso che il nome di Teardo risuoni fortissimo nel mondo della colonna sonora).
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