Veuve – Web Interview

Data: 26 maggio 2016 |

Alla scoperta dei Veuve

I Veuve sono un trio friulano composto da Riccardo Quattrin (basso e voce), Felice Di Paolo (chitarra) e Andrea Carlin (batteria) che esprime un suono riconducibile allo stoner, in bilico tra sperimentazioni metal e sprazzi psichedelici.

Dopo due anni all’insegna dell’attività live – in cui spicca la partecipazione al Pietrasonica Fest di Osoppo e al Go Down Records Fest al Deposito di Pordenone – e un EP pubblicato nel febbraio 2015, la band entra a far parte di The Smoking Goat Records e Acid Cosmonaut Records, etichette discografiche indipendenti con base in Toscana. Da qui passano in studio per la registrazione del loro primo full-lenght album Yard, disponibile dal 26 febbraio 2016.

In questa intervista si raccontano parlando del loro progetto musicale.

- Ciao ragazzi, presentatevi ai lettori di Music Coast To Coast per rompere il ghiaccio. Chi sono i Veuve? Quando si sono formati? Che discorso musicale intendete portare avanti?

Ciao ragazzi! Ci siamo formati nel luglio del 2013 con l’intento di provare a fare musica senza troppi preconcetti; il fatto che poi ne sia uscito qualcosa di identificabile come stoner è riconducibile ai nostri gusti musicali del momento, ma non è strettamente necessario né lo sarà nel futuro. Abbiamo iniziato suonando i nostri primi pezzi alternati a delle cover (Saint Vitus, Truckfighters, i soliti Sabbath) per poi dedicarci esclusivamente alla nostra produzione. In generale partiamo da riff e spunti da sviluppare assieme, senza porci altre questioni di canoni o generi musicali; probabilmente sarà proprio questo il discorso artistico che porteremo avanti. 

- Ascoltando Yard, il vostro primo album, sono rimasto colpito dall’atmosfera psichedelica presente sin dal primo pezzo del disco. Oltre i Black Sabbath, quali gruppi fanno parte del vostro pantheon di riferimento?

Sicuramente pietre miliari come Colour Haze, Motorpsycho, Sleep, Kyuss, Tool, Electric Wizard, Neurosis, Melvins, Hawkwind, ma anche realtà relativamente meno datate come All Them Witches, Greenleaf, Belzebong, Truckfighters, Elder.

- Perché avete scelto di cantare in lingua inglese?

In realtà nel primo disco c’è anche un pezzo in italiano (Dov’eri tu vent’anni fa?), e l’intento era di inserirne uno anche in Yard, ma per contingenze varie poi non l’abbiamo più fatto. La maggioranza dei pezzi è scritta in inglese soprattutto per una questione di facilità in fase compositiva: non sviluppando testi di elevatissima caratura lirica o stilistica ci affidiamo alla lingua più semplice e diretta disponibile.

- Personalmente conosco il Friuli come una terra fertile per il reggae ed il dub, oltre che per i Tre Allegri Ragazzi Morti (qui la nostra recensione del loro ultimo album, Inumani). Qual è invece la situazione della scena hard rock friulana? Quali sono le band più interessanti dal vostro punto di vista musicale?

Tutto sommato ce la caviamo bene, nel nostro ambiente in particolare vantiamo gruppi di prim’ordine che oramai sono proiettati più verso l’Europa che verso l’Italia: i triestini The Secret, Grime, Ooze e i basso-friulani Prehistoric Pigs, per citarne alcuni, sono sicuramente tra le realtà musicali per noi più interessanti.

- Quali sono i vostri progetti per il futuro? Avete già pianificato un tour live di Yard?

Sì, dalla data di uscita (26 febbraio) siamo abbastanza impegnati nel suonare in giro i brani dell’album! Adesso stiamo pianificando le date del periodo estivo, che probabilmente ci vedrà maggiormente impegnati nella composizione di nuovi pezzi in vista del prossimo autunno.

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