Tutto pronto per la prima edizione del Wavìnba

Data: 27 giugno 2016 |

Fede ’n’ Marlen, PMS e Flo il primo luglio a Bacoli, il Wavìnba torna per dedicarsi alla donna.

A Bacoli, tra il lago Miseno e il mare, quest’anno prenderà forma la “Prima edizione” del Wavìnba, dopo quella dell’ottobre 2015 considerata dagli organizzatori stessi “Edizione zero”.

Le associazioni Re_Arch, OTP – Well Done e Sfera hanno unito il loro sforzi per questo festival che si terrà in un unico appuntamento il primo luglio 2016 e sarà dedicato alla donna.

Come l’anno scorso sarà al Green Shade in via Lido Miliscola 54 a ingresso gratuito e darà tanto spazio alla musica ma anche ad artigiani e ad artisti che espongono le proprie opere.

L’inizio dell’evento è previsto per le ore 20.

Le Pms (Premenstrual Syndrome) saranno le prime a salire sul palco: due ragazze, Martina Mollo (piano, synth e voce)  e Caterina Bianco (violino, synth e voce), conosciutesi al conservatorio S. Pietro a Majella, che partono dalla musica classica ed esplorano, sperimentano fino a creare una musica che tocca il cantautorato e l’elettronica. Come sottolineato dal duo stesso sul sito ufficiale, questa spregiudicatezza nel cercare nuove sonorità senza limite alcuno è giustificata dal loro nome, come quella “impunità che si concede alle donne quando affette da sindrome premestruale, giustificandone ogni eccesso perché dovuto a quella particolare condizione, condizione che è però dovuta semplicemente al fatto di essere donna”. Il loro primo EP, omonimo, è uscito il 5 febbraio di quest’anno.

Le seconde a esibirsi saranno Fede ‘n’ Marlen: Federica Ottombrino (fisarmonica, chitarra e voce) e Marilena Vitale (chitarra e voce), aventi oramai una discreta notorietà nell’ambiente musicale campano. Nella loro musica le esperienze portate dal viaggio si intrecciano con le loro profonde radici napoletane: amore, ironia e piccole filosofie di vita sono avvolte da melodie sognanti. Con la fine del 2013 comincia lo “Stalattiti Tour” (nome del loro primo EP) che le porta a suonare in tutta la penisola italiana, in tappe importanti da Milano a Roma fino all’agrigentino, collezionando un attivo di 200 concerti. Attualmente al lavoro per il completamento del loro primo LP intitolato “Mandorle” su etichetta Europhone Records/Veloce Entertainment, prodotto da Jerry de Concilio con la produzione artistica e gli arrangiamenti di Arcangelo Michele Caso.

L’headliner sarà Flo (all’anagrafe Floriana Cangiano), accompagnata dalla sua band di indiscutibile caratura artistica e composta da: Ernesto Nobili, produttore artistico, (chitarre acustiche, bouzouki, toy guitar, organo, basso, cori), Michele Maione (percussioni e mandola) e Marco di Palo (violoncello). Dai testi originali e profondi, la musica di Flo prende energia dalle sue radici che entrano nella terra a Napoli per arrivare in tutto il mediterraneo o meglio nel suo “sud immenso e immaginario”. Nel 2014 ha pubblicato “D’amore e di altre cose irreversibili“ per l’etichetta partenopea Agualoca Records, disco che ha riscosso successo in Italia e all’estero. Il 13 maggio scorso è stato pubblicato “Il mese del rosario”, per Agualoca Records e distribuito dalla Warner Music.

La serata sarà dedicata all’arte al femminile in molti dei suoi aspetti, ci saranno esibizioni di danza su tessuto, il live drawing e varie esposizioni di artiste locali che andranno dalla pittura alla fotografia.

Come già ad ottobre, l’organizzazione del Wavìnba dimostra interesse e impegno verso la sostenibilità ambientale dell’evento, invitando le persone a riutilizzare il proprio bicchiere (con uno sconto sulla bevuta successiva), riutilizzando pallet e lattine per creare piccole aree relax, con l’intento di avere anche un impatto educativo sul pubblico. La scelta di dedicare questa edizione alla donna viene dall’interesse per quell’aspetto della sostenibilità che riguarda il sociale e le pari opportunità. “È oggettivo che nel mondo odierno per molte donne la parità è ancora lontana e di conseguenza l’avere le stesse possibilità di soddisfare i propri bisogni. L’organizzazione del Wavìnba non è femminista e non crede che la donna sia migliore dell’uomo, – spiega Giacomo Scamardella, uno degli organizzatori – semplicemente cerca di giocare una piccola parte nel creare i giusti presupposti per una società migliore per tutti, più equilibrata, mostrando al nostro pubblico cosa sono capaci di fare le donne nell’arte e come riescano a donarci sensazioni che sono, per l’appunto, non necessariamente migliori ma diverse e comunque di forte impatto emotivo. Crediamo in un vivere migliore, nell’arte che ci accomuna, che ci fa capire quanto siamo in realtà simili, tutti fatti di carne e ossa e influenzabili da una melodia, da un ritmo capace di muovere qualcosa dentro di noi, da quell’energia che sprigiona e che sa farci stare bene.

 

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