Tommaso Primo – Interview

Data: 15 giugno 2018 |

Tommaso Primo – Interview

3103: In viaggio con Tommaso Primo

L’atteso secondo album di Tommaso Primo è uscito l’8 giugno e ha visto un cambio di passo per il giovane cantautore partenopeo. 3103 è un disco per gli outsiders, è un disco che affronta tematiche sociali, politiche ed ambientali, sempre in chiave leggera ed ironica. In occasione del suo tour di presentazione del disco, abbiamo raggiunto Tommaso Primo alla Feltrinelli Point di Pomigliano per fare due chiacchiere su questa sua nuova “avventura”.

A tre anni di distanza dalla pubblicazione del primo album, sei tornato con il nuovo album 3103. E lo fai in versione di supereroe, infatti il primo singolo estratto è La leggenda del Superman napoletano, brano a cui tu sei molto legato. Chi è questo superman napoletano?

Sono io, però è anche tutta quella gente semplice che cerca di combattere nonostante la superficialità del mondo. Un mondo che non si ferma mai ad osservare, non si ferma mai a fare il tifo per gli ultimi. È una presa per il culo a tutti i luoghi comuni della città e a me stesso. L’ho fatto perché mi piaceva vestirmi da superman! (ridiamo ndr) Ma c’è anche una critica ad una certa politica che in questi mesi, in questi ultimi giorni ha preso consenso. Una politica che basa le sue fondamenta sulla divisione dell’umanità, sul razzismo, su concetti medievali. Alimentano una guerra tra poveri. Il mio superman è molto umano perché essere umani è la cosa più importante secondo me, è il futuro. Arrigoni diceva una frase molto bella: “Restiamo Umani”.

3103 sembra una data. Cosa rappresenta?

È la data del viaggio dell’umanità dalla Terra a Kepler. L’ho utilizzata solo perché fa rima con “…tu guarda ‘o munno mo comm’è…” quindi per una questione di metrica. Il disco è diviso in due parti: terrestre ed astrale e Cassiopea che è lo spartiacque tra le due parti, parla del viaggio dell’umanità verso altri pianeti e ci accorgeremo forse in quel momento di quanto era preziosa la vita.

Rispetto a Fate, Sirene e Samurai, 3103 è un disco che ha preso un’altra direzione, un disco più critico, dove l’analisi politica e sociale la fanno da padrone. Come è cambiato Tommaso Primo?

È cresciuto a differenza di molti che non crescono mai. Si parla sempre e solo d’amore, di ragazze, di quello che vuole la gente. Ho voluto porre dei problemi, il primo su tutti è il pericolo ambientale. È incredibile come non si parli di ambiente nonostante tutto quello che è successo. Qui, più di altri posti, non c’è un’educazione ambientale. Anche per una questione meridionale aperta, nel senso che non è tutta colpa di Napoli, ma è colpa del fatto che lo Stato è assente. C’è uno scienziato siciliano Zichichi che divideva la matematica in matematica semplice e complessa. Quando il mondo si analizza con la matematica semplice si capisce che le cose non vanno. Il fatto che non ci sia un’autostrada che faccia la tratta Napoli-Bari, ti fa capire che dopo 150 anni di unità ci sono problemi, non c’è una ferrovia che raggiunge Lecce, la Sicilia che non ha autostrade, acquedotti.

Scorrendo i titoli dell’album e leggendo i testi, sono di chiara ispirazione nerd. Quali sono i tuoi supereroi o personaggi manga preferiti?

Goku, Naruto, Gonflix e Gatsu. Ci sono tanti personaggi anime e manga che mi piacciono e sono convinto che i giapponesi siano avanti a tutti gli altri di anni luce, culturalmente sono arrivati ad avere uno stile di racconto che è avanti. Per me sono grandi maestri, cerco di ispirarmi a loro.

Questa volta il disco si avvale della produzione artistica di due top player della musica Made in Naples, Luigi Scialdone e Daniele Chessa. Come è nato questo sodalizio e come è stato lavorare con loro?

Con Daniele abbiamo fatto già l’altro disco insieme Fate, Sirene e Samurai, mi piaceva l’idea di lavorare con Gigi perché ha una mentalità musicale che mi piace tanto, mi piacciono molto i Fitness Forever, mi piace tutto ciò che produce, è una persona istrionica, fuori dallo standard. Lui è molto innovativo.

Ho letto che la La leggenda del Superman napoletano sarà l’ultimo brano prima del tuo cambiamento stilistico e sonoro. Cosa ci dobbiamo aspettare in futuro?

Hola Madre Natura e Kabul che sono i brani diversi da quello che ero prima e almeno per un futuro prossimo c’è un cambiamento dal punto di vista degli argomenti. Il futuro prossimo è un Tommaso Primo che dice cose diverse.

Secondo te cosa deve avere un musicista per essere un superman napoletano?

Non deve stare bene con la testa! No ma io non mi soffermo molto sul superman napoletano nel senso che il disco è tutt’altro. La critica principale del disco è l’invito di cominciare a ragionare su delle cose, per esempio il mostro ambientale, la superficialità dell’umanità su certe cose. C’è una frase che mi piace più di tutte all’interno del disco:”Ego ha travolto Ecos/molesta idea di felicità/tutta colpa dell’Eros/ca troppo spesso ce fa sbaglià…”. Questa completa devozione all’arrivismo, all’ego ci sta facendo sfuggire il concetto di comunità, dello stare insieme. Dovremo sforzarci a fare questo e anche i simboli dovrebbero scendere tra la gente ed iniziare a creare delle porte e dei ponti più che stare sul piedistallo. Noi viviamo in un’epoca dove la rete è cambiata. Un superman napoletano dovrebbe fare questo, dovrebbe sfidare un po’ tutto il mondo che è prettamente capitalistico.

 

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