Thurston Moore – Rock n Roll Consciousness

Data: 12 luglio 2017 |

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Thurston Moore – Rock n Roll Consciousness

I Sonic Youth, gli anni 80 e 90 passati a travalicare i tradizionali confini del rock, ad uscire dai soliti parametri ed inventarne di nuovi; insomma il gruppo statunitense ha una storia da difendere, e Thurston Moore è sicuramente un cavaliere fidato.

Scritto con Steve Shelley (batteria, già nei Sonic Youth), James Sedwards (chitarra) e Deb Googe (bassista dei My Bloody Valentine’s), Rock n Roll Consciousness è un lavoro profondamente ispirato, una onnipresente musa in bilico tra il fisico e il metafisico che attraversa le tracce, un amore sconfinato per il rock.

Cinque pezzi, ognuno con una durata dai sei ai dodici minuti. La sfida di Moore è quella di mantenere l’interesse degli ascoltatori abituati a una serie di singoli di tre minuti; ci riesce perfettamente creando una dinamica che intriga e affascina fin dall’inizio.

Exalted è un inizio per persone pazienti, una trascendenza che va a braccetto con il loop di una chitarra che suona come un mantra, a cui si aggiungono batterie e percussioni che crescono costantemente prima di trasformarsi in un solo assolo di corde. La transizione tra le sezioni distinte del brano è sottile, questo fa sì che l’interruzione delle percussioni unita ad uno spinto overdrive di chitarra renda sorprendente e pieno di fascino l’introduzione di un nuovo suono. La voce di Moore sopraggiunge dopo quasi 8 minuti dall’inizio, e il risultato è quello desiderato: come l’introduzione di un romanzo, vengono introdotti temi e personaggi senza toccare troppo il contenuto effettivo. Comincia ufficialmente il nostro flusso di coscienza.

Segue Cusp, una canzone d’amore, ma non nella sua forma mainstream, e il drumming furioso, incessante ne è perfetta etichetta: si percepisce disagio e amore che non ha sempre accezione positiva, nonostante si ammetta che “Magic drowns where we’re apart”.

Turn On, mantiene questo disagio nella sua lunga introduzione, che ha il sapore di un’epifania; una struttura decisamente più morbida, che strizza l’occhio ai 90’ e un eccellente assolo di chitarra che prepotentemente chiede spazio verso la metà del brano. Come in Exalted, l’obiettivo di questa lunga traccia è quello di passare tra diverse fasi musicali finché non si culminerà in un ultimo urto di percussioni. Smoke Of Dreams continua dove Turn On s’è fermata e l’ultima traccia Aphrodite rappresenta il culmine di tutte le magie ascoltate nei brani precedenti. Accordi drammatici, chitarre pesanti, voci sottotono; l’improvvisazione per Moore deve essere al centro del processo di registrazione così come la complessità della melodia.

In Rock n Roll Consciousness non c’è traccia, che possa essere definita comodamente e convenzionalmente “canzone”; fregarsene, guardare oltre, rischiare. Un disco per niente accomodante, uno gran bel disco fatto per il solo amore del rock.

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