The Gentlemen’s Agreement @ Social Open Space 11/12/14

Data: 13 dicembre 2014 |

The Gentlemen’s Agreement @ Social Open Space Time

Evento Information

L’atmosfera che si crea intorno all’esibizione è eccezionale.

Fa davvero freddo e il Social Open Space, una parte di un vecchio complesso industriale di Castellammare di Stabia, fornisce le giuste sfumature per la serata. Sono accorsi pochi accoliti, complice anche un freddo polare che si alterna ciclicamente a sbuffi di vere e proprie fette di umidità appiccicosa.

Quando The Gentlemen’s Agreement ci porta nel suo mondo con la sua musica, l’aria si fa subito più calda.
Le influenze sono molteplici e mi è risultato difficile poter “categorizzare” il genere, cosa che tra l’altro sono solito fare per pura curiosità e diletto personale. Si passa, infatti, da una psichedelia industrial a ritmi afro, samba e bossa, per poi attraversare sonorità blues, swing o jazz. E ciò dimostra non solo la grande preparazione individuale dei musicisti, che vengono da universi musicali disparati, ma anche come è possibile sperimentare e tessere tra loro tali esperienze sotto una nuova luce; la musica non ha confini e, se ne ha, riesce ad allargarli ogni volta.

I temi toccati sono molteplici. Apocalypse Town è il loro ultimo album, uscito in Agosto 2014, registrato al SudEst di Guagnano per l’etichetta discografica SubCava Sonora e in parte finanziato con il baratto. Filo conduttore è il rapporto tra fabbrica e città, una storia raccontata sotto una sperimentazione musicale che si avvale della campionatura di rumori che ricordano le fabbriche.

L’industrializzazione scellerata, il cui processo parte nell’Inghilterra vittoriana, partorisce logiche malsane che si sono proiettate, in modi e volti diversi, fino ad oggi. Sono quelle logiche che distruggono e fanno regredire per poter ricreare le basi del progresso e che ribaltano i modi di vedere del mondo in maniera repentina. Per cui la campagna, più che un luogo bucolico in cui ritrovare se stessi, diventa un luogo da occupare per poter allargare la mano invisibile del mercato e della fabbrica: un po’ come le Mushroom Town che sorsero all’alba della rivoluzione industriale, che cominciarono ad espandersi verso le zone rurali eliminandole di fatto.

Il tutto è narrato con pungente ironia, che sembra volere sviscerare queste logiche del loro falso buonismo per farci capire che, in fin dei conti, non è tutto oro quel che luccica. I rumori in questo contesto diventano uno degli strumenti musicali privilegiati e mi viene da pensare che si può fare musica con qualsiasi cosa. Talvolta sono l’inizio di lunghe strofe psichedeliche industrial, che riportano da una parte all’alienazione e alla meccanicizzazione del lavoro, dall’altra, contemporaneamente, ci ricordano quanto questi processi industriali, che ormai hanno inglobato a sé anche la sfera sociale, siano ciclici e quanto essi vadano al di là della soglia fisica della fabbrica.

 

Una prova di grande spunto critico nei confronti della nostra epoca da parte di Gentlment’s Agreement che, nonostante le circostanze, hanno saputo creare un setting intorno a sé che ha comunque coinvolto a 360° il magro pubblico nella loro storia.

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    80 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    55 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    70 Punti
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