Svelata l’identità segreta di Banksy?

Data: 11 settembre 2016 |

Nuove ipotesi sul caso Banksy: il celebre artista di strada è in realtà il leader dei Massive Attack

È già da un po’ di tempo che se ne parla. Sono solo supposizioni, ma abbiamo motivo di credere che un certo Craig Williams, giornalista scozzese con la passione per la musica e l’arte, abbia scoperto che Banksy, celebre artista di strada la cui identità è avvolta nel mistero, sia in realtà Robert Del Naja, leader dei Massive Attack. Più di una volta, infatti, il leader dei Massive Attack, gruppo britannico nato nel 1987, ha ammesso di trarre ispirazione da alcune delle opere di Banksy. Ad avvalorare questa tesi ci sarebbero altre curiose coincidenze. Fanno riflettere la comune origine dei due artisti che provengono entrambi da Bristol e il contesto cui apparteneva il leader del gruppo britannico prima di dedicarsi totalmente alla musica. È risaputo infatti che negli anni ‘80 Robert Del Naja fosse inserito nel mondo della Street Art di Bristol.
Inoltre, molte delle opere apparse in giro per il mondo sono state portate a termine in periodi in cui erano attivi in zona gli stessi Massive Attack per alcuni concerti.
E se non avesse mai abbandonato il progetto, se avesse continuato a fare graffiti sotto pseudonimo? Naturalmente si tratta solo di ipotesi, Banksy potrebbe essere Robert Del Naja come potrebbe non esserlo.

Andando ad analizzare, però, il pensiero dell’artista, la decisione di rinunciare ad un’identità risulterebbe plausibile. Banksy infatti più volte ha affermato di essere contrario alla mercificazione dell’arte e, in tal senso, possiamo ben comprendere come l’associare un nome e un volto ai suoi graffiti, non solo porrebbe al centro dell’attenzione l’artista e non l’opera in sé, ma gli impedirebbe di continuare la propria carriera artistica, senza andare contro la sua ideologia.

“L’arte che guardiamo è fatta da pochi eletti. Un piccolo gruppo crea, promuove, acquista, mostra e decide il successo dell’Arte. Solo poche centinaia di persone nel mondo hanno voce in capitolo. Quando vai in una galleria d’arte sei semplicemente un turista che guarda la bacheca dei trofei di un ristretto numero di milionari.” - Banksy

Musica e pittura: canali di comunicazione uguali o differenti?

Probabilmente non avremo mai conferme né da una parte né tanto meno dall’altra, ma se Banksy fosse realmente Robert Del Naja, avremmo l’ennesima prova di quanto l’arte, intesa come quell’insieme di tecniche pittoriche e figurative, e la musica siano indubbiamente un binomio vincente. Numerose sono infatti le testimonianze di musicisti – pittori nella storia.

La più significativa, forse, è quella del russo Vasilij Kandinskij, il quale fin da bambino si interessa non solo al mondo della pittura, ma anche al mondo della musica, imparando a suonare sia il violoncello che il pianoforte. Apparentemente sembra che musica e pittura non possano avere nulla in comune, in quanto la prima riguarda la sfera sensoriale dell’udito, mentre la seconda quella della vista, ma non sempre è così.
Kandinskij, però, intuisce che il potenziale potere evocativo di musica e pittura è in realtà lo stesso. Egli infatti crede che il colore, così come il suono, sia un mezzo di esercitare sull’anima un’influenza diretta. Per Kandinskij il colore è un tasto, l’occhio il martelletto che lo colpisce, l’anima lo strumento dalle mille corde. Musica e pittura, dunque, utilizzano canali di comunicazione uguali e differenti allo stesso tempo.

Oltre alla testimonianza di artisti poliformi che fondono nel proprio pensiero artistico musica e pittura, risalta alla storia un altro tipo di correlazione tra queste due arti, ovvero quella che vede pittori ispirare i propri quadri alla musica e quella che vede musicisti ispirare le proprie composizioni alla pittura. Ne sono un esempio i forti legami che esistono tra alcuni pittori impressionisti e le composizioni di C. Debussy che in seguito furono perlappunto definite dalla critica “impressioniste”, termine con il quale fino a quel punto si era designata esclusivamente una corrente pittorica.

Non dobbiamo stupirci, dunque, quando sentiamo parlare di pittori che utilizzano tonalità di colore, invece che di sfumature, oppure di quando sentiamo parlare musicisti di suoni chiari o scuri, perché musica e pittura pur essendo due mondi separati, spesso arrivano a completarsi.

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