Subsonica @Spazio900 04/02/2016

Data: 5 febbraio 2016 |

Subsonica @Spazio900 Time

Evento Information

La prima delle due date romane del tour “Una foresta nei club” porta i Subsonica, storica band torinese nata negli anni ’90 dorati dell’indie italiano, tra un giro ai Murazzi e le nottate in CasaSonica, a raccontare nello scenario dello Spazio900 la loro discografia, proponendo dal vivo tre pezzi per ciascuno dei sette album registrati fino ad oggi, tirando fuori dal cappello chicche che il pubblico non ascoltava live da un bel po’ e riuscendo a mescolare diciottenni di ieri e di oggi.
Appena arrivati si rimane quasi spiazzati dal bianco candido delle pareti che ospitano il live, un palco ad altezza di fan, poco distante, molto ben visibile e che ricorda vagamente quella “discoteca-labirinto bianca senza luci colorate” che proprio i Subsonica (e i Bluvertigo) ci raccontavano agli inizi del 2000. Fronte palco, un pubblico che più variegato non si può: diciottenni del ’96, diciottenni del 2016, in mezzo la banlieue dei venticinquenni cresciuti a pane e Terrestre, tutti accomunati dall’attesa e dalla voglia di rivedere la propria band del cuore.

Senza open act, si parte, con il consueto ritardo “accademico” che ogni buon gruppo utilizza per scaldare le mani al proprio pubblico, con una voce da telegiornale che racconta notizie dei lontani anni ’90: anno 1996, tocca a Subsonica, album d’esordio dei Sonici da cui parte Come Se, da troppo tempo fuori dalle scalette. Il pubblico apprezza, si ondeggia, si inizia a farsi trasportare dal groove, ma è solo con Istantanee che il concerto parte sul serio. Da sempre tra le più amate del gruppo, rende onore insieme a Cose Che Non Ho all’album che ha dato inizio al tutto ma che troppo spesso viene lasciato da parte. Forse perché quello che l’ha seguito, Microchip Emozionale, anno 1999, è quello che tutti ricordano come capolavoro (mai bissato?) dei Subsonica. Di questo album non se ne ha mai abbastanza, ma ascoltare dal vivo Sonde regala una bella emozione. Misto di groove e melodicità, coinvolge definitivamente il pubblico. Anche questa è andata. Si inizia a ballare, guardandosi intorno si possono scorgere occhi chiusi e mani al cielo, la voce di Samuel ci guida verso un’altra dimensione. L’intimità del momento viene messa da parte per un attimo, giusto il tempo di far spazio ad Aurora Sogna e Colpo Di Pistola, brani che dal 2000 fanno saltare folle e sudare forte. Anche il pubblico dello Spazio non è da meno: questi trentenni di oggi in un attimo sono i diciottenni di ieri e cantano e saltano oggi come allora.
Alla velocità di Microchip segue l’omaggio all’album della svolta dark, Amorematico, in sala è il 2002. Samuel introduce citando i guai di quell’anno e di quelli precedenti, situazioni critiche che hanno portato la penna dei Subsonica a raccontare la disperazione di quegli anni. Parte Albascura:”solo una cosa so di sicuro, vorrei raschiare tutto il mio dolore contro questo muro”. Con Dentro I Miei Vuoti l’aria si fa romantica, nel senso più puro del termine, ma basta far partire Gente Tranquilla e la sua invettiva alle buone maniere di facciata per riportare la “groova” ai massimi livelli. Saltando senza sosta si arriva nel 2005 e si ritrova Terrestre, con la sua movimentatissima Corpo A Corpo, seguita dalle ballabili Abitudine e Incantevole, acclamata dal pubblico quest’ultima quasi come se la si stesse aspettando da un tempo troppo lungo.

All’interruzione necessaria alla ripresa fiato di gruppo e pubblico, si riprende con un discorso presidenziale di introduzione a un brano tanto significativo quanto intimo nella scrittura di questa band, Ali Scure, che apre il ricordo a l‘Eclissi, anno 2007. Il pubblico segue il gruppo nel suo vortice emotivo, si lascia prendere dalla commozione che le immagini di questo brano suscitano e subito dopo si fa prendere dall’adrenalina che Il Centro Della Fiamma, ma soprattutto Veleno portano con sé, chiudendo anche la narrazione di questa amatissima fatica discografica. Ed ecco che con Benzina Ogoshi (mixata a Io Sto Bene dei CCCP) si arriva nel 2011 e ad Eden, album generalmente screditato rispetto agli altri, ma che comunque trova il buon riscontro del pubblico. L’onda de Il Diluvio ha sempre il suo effetto.
Siamo di nuovo nel presente, o nel passato più prossimo: è il 2014, è l’ora di Una Nave In Una Foresta. I successi del disco sono recenti, fanno cantare la folla, ma tra gli sguardi si legge un interrogativo che accomuna tutti:”Lei, dov’é?”. La lei in questione è una canzone che risale al lontano 2000, tenuta all’ultimo volutamente come saluto ai propri fan. Tutti I Miei Sbagli non delude mai. In sala si canta così forte che Samuel abbandona il microfono, godendosi per un momento lui stesso un concerto, quello migliore, quello offerto dall’amore di chi ha reso tutto questo possibile senza chiedere nulla in cambio.
Una manifestazione d’affetto, questo sono i concerti dei Subsonica. Pubblico fatto da persone che ha legato a quelle note parti della propria vita, artisti che ancora si emozionano nel sentir cantare le proprie canzoni, voci e suoni che si uniscono in un unisono che da vent’anni costituisce uno degli elementi del successo di questo gruppo e che siamo sicuri che, side projects permettendo, continueranno a regalarci emozioni ancora per molto, molto tempo.

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    82 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    78 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    64 Punti
Cover Evento
Tag Evento

Lascia un commento

0 Comments on Subsonica @Spazio900 04/02/2016

Lascia un Reply

Ti va di lasciare un commento?

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>