Streaming musicale. Nuova frontiera dell’ascolto

Data: 23 settembre 2016 |

Il mercato fisico della musica sembra essere superato.

Cosa ha di invincibile lo streaming musicale? L’ascolto di musica on line è la nuova frontiera possibile dell’acquisto. Il mercato fisico della musica si sta pian piano dissolvendo.

Acquistare Cd o Vinili sembra essere oggi una scelta di nicchia, anche se i dati dicono che comunque il buon vecchio 33 giri è duro a morire. Un gesto che compiono gli appassionati di un particolare artista o coloro che collezionano dischi e non vogliono interrompere la tradizione.

Nell’era della velocità dettata dal quotidiano, ascoltare musica in digitale rappresenta la strada più semplice e istantanea per poter godere di tutte le note possibili. Quando si entra nelle piattaforme digitali del suono ci si abbandona ad un universo sconfinato fatto di playlist e consigli di ascolto.

Numerose sono le piattaforme digitali dove poter ascoltare musica. Nuove realtà del mercato progettate dalle case discografiche per poter fronteggiare la crisi economica del settore. Spotify, Google Play Music ed Apple Music sono alcuni capostipiti del digitale che si contendono gli ascoltatori che popolano il globo. Tutte queste realtà virtuali possono essere collegate ai dispositivi smartphone e tablet. Non più lettori Mp3 ma musica sul cellulare per accompagnare infinitamente le nostre giornate.
Queste realtà, per quanto nuove, hanno già superato di netto le vendite musicali fisiche. Nel 2015, infatti, le vendite del mercato digitale sono salite rapidamente staccando di fatto le vendite del mercato musicale fisico.

A costi di abbonamenti mensili esigui, incentivati anche dalla possibilità di ascolto senza pubblicità, il vampiro della musica, che è in ognuno di noi, si ritrova a dissetarsi e ad avere (allo stesso tempo) sempre più sete di musica. La curiosità viene alimentata e rende possibile il proiettarsi verso generi ed artisti mai ascoltati prima. La nostra cultura può così accrescere saziando la voglia di musica.

Cosa si è quindi perso in questo passaggio dal fisico al digitale? Si è perso il piacere di possedere dischi. Tenerli in libreria o sugli scaffali. Ordinarli alfabeticamente, spolverarli, osservarli in un misto di piacere e desiderio mostrandoli ai propri amici.

Si è superato anche il problema di dover maneggiare con delicatezza i propri Cd, per la paura che questi potessero graffiarsi.

“La praticità della nuova era della musica lascia comunque il retrogusto di una nostalgia indelebile. La saudade verso quel periodo in cui i nostri Cd, come accade anche per i libri, ci facevano compagnia in cameretta. Ed entravano a far parte, sempre più numerosi, nel nostro piccolo mausoleo”.

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