Stoner folk al Serraglio con Le capre a sonagli

Data: 23 aprile 2017 |

Le capre a sonagli, Gecofish e Gospel per un giovedì dai suoni duri Time

Evento Information

Le capre a sonagli + Gecofish + Gospel @ Serraglio

Le capre a sonagli, Gecofish e Gospel per un giovedì dai suoni duri

Giovedi 20 aprile siamo stati al Serraglio (Milano) per ascoltare tre band allora sconosciute a chi scrive. Complice la proposta molteplice e varia della città, i concerti non hanno potuto godere del pubblico che meritavano. Tra punk, grunge, rock e blues, abbiamo potuto apprezzare esibizioni grintose e promettenti.

Ad aprire la tripletta c’erano i Gecofish, power trio di Cantù con due album all’attivo. L’approccio performativo era ottimo all’inizio dell’esibizione: il cantante bassista, nelle pause canore, saltava e ballava, suonando con grinta e non nascondendola con i movimenti del corpo. L’energia della band era palpabile, diffusa, nonostante le soltanto dieci persone presenti tra il pubblico. Questa stessa energia, catalizzante all’inizio della perfomance, è venuta però meno durante l’esibizione, forse a causa dello “scazzo” per l’assenza di audience, e se questo fosse il motivo, sarebbe un vero peccato. Batteria e chitarra non hanno mollato per un secondo, riempiendo tutti gli spazi e conservando concentrazione e potenza dal primo all’ultimo pezzo. Nota dolente: i testi erano quasi del tutto incomprensibili, le parole poco distinguibili, nonostante (come abbiamo potuto successivamente notare con l’ascolto in cuffia) la forte portata di contenuto.

I Gospel hanno dato il cambio al trio alt rock salendo ad uno ad uno sul palco. Si sono presentati così: “Siamo i Gospel dalla contea di Luino, la nostra canzone è la nostra rivalsa e la portiamo qui davanti a voi”. Già dalla presentazione l’approccio col pubblico, leggermente aumentato, si è fatto diretto, portandolo ad avanzare verso la scena. La formazione, due chitarre, batteria e basso, subito è entrata nel vivo del suo blues/garage rock corposo e distorto. I musicisti sono rimasti fermi nelle loro posizioni, accompagnando i pezzi con brevi e ironiche introduzioni e puntando tutto sulla musica più che sulla scena.

A chiudere i live sono infine arrivati  Le Capre a sonagli, presenti sul palco già da prima dell’orario previsto e impegnati a “cazzeggiare” e divertirsi sulla playlist blues che li precedeva. Nonostante ad ascoltarli ci fossero meno di cinquanta persone, i quattro musicisti di Bergamo non hanno fatto sconti né dal punto di vista performativo, né sotto quello più strettamente artistico/sonoro. Come per i Gecofish c’era però poca attenzione per la chiarezza della voce, l’ascolto del testo risultava difficile, cosa però passata in secondo piano di fronte al destreggiarsi dei quattro con cambi di strumenti frequenti, danze frenetiche e momenti di accesa esaltazione da palcoscenico. L’aggettivo più indicato per descrivere la performance vista è, forse, particolare: se da una parte, dal punto di vista melodico/strumentale non è mancato nulla, anzi si è aggiunto qualcosa, come energia, potenza e certezza della consapevolezza dei musicisti, dall’altra si è guadagnato tanto nella comprensione del progetto. Infatti a un ascolto in cuffia di Cannibale, ultimo album della band, era percepibile la preparazione e la buona struttura, stesura e esecuzione dei brani, mancava però la giusta chiave di lettura per comprenderne la volontà artistica.

Le Capre a Sonagli si prendono poco sul serio, pur facendo sul serio: dietro l’atteggiamento naive dei musicisti (esempio: tastierista/chitarrista/ukulele che “suonava” una sedia aprendola e chiudendola sul retro del palcoscenico; bassista lanciatosi giù dal palco per “aggredire” uno degli spettatori e lanciarlo con un abbraccio per terra), era evidente la professionalità e competenza dei musicisti, destreggiatisi ad uno ad uno con l’uso di diversi strumenti (ukulele, chitarra acustica, chitarra elettrica, flauto, tastiera, armonica, sedia) per un risultato accattivante, divertente, a tratti disarmante. Lo stoner folk di questa bente ci ha convinti e catturati per tutta la durata del live, sorprendendoci con le incursioni psichedeliche e i momenti di maggiore sperimentazione.

Tre concerti, tutti diversi, che hanno dato un senso al nostro Giovedì sera, incuriosendoci e portandoci a voler approfondire il giorno dopo. Peccato davvero che il pubblico fosse così esiguo, nonostante l’ottimo lavoro di comunicazione svolto dall’organizzazione.

 

Foto a cura di: Desirèe Rota

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    70 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    45 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    75 Punti
Cover Evento
Tag Evento

Lascia un commento

0 Comments on Stoner folk al Serraglio con Le capre a sonagli

Lascia un Reply

Ti va di lasciare un commento?

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>