Stefano Bollani @ Centro Commerciale Campania 15/07/14

Data: 22 luglio 2014 |

Stefano Bollani @ Centro Commerciale Campania Time

Evento Information

Il tempo non è più il minuto che passa ma l’asfalto dell’autostrada che scorre sotto la Black Mito a 108 km/h direzione Caserta.

Alex aveva sbagliato strada perché si fidava solo del navigatore, mentre Vincent  si era steso rassegnato  al posto passeggero con la testa tremolante per la strada dissestata.
Io, da dietro, cercavo di guardarmi intorno per cercare di capire dove ci trovavamo precisamente.

La strada era buia, a doppio senso, completamente desolata e strisciava parallelamente all’autostrada.
Si snodava su più di 10 rotonde, tanto che sembrava stessimo girando intorno.
E l’immondizia, a bordo strada o in un’area di sosta, da Acerra -dietro l’Ipercoop – fino a dove ci eravamo persi, non ci aveva ancora abbandonato.

“CAIVANO”

I fari illuminarono uno dei cartelli delle uscite.
Non c’era nessuna telecamera, né polizia o gente in rivolta; la solitudine regnava sovrana.
Allora capii che il focolare delle masse in rivolta, sui social, a Piazza Dante, Napoli e provincia forse era stato sovrastato dalle fiamme dei roghi e dell’abbandono istituzionale.
Cos’è la Terra dei Fuochi? Un’ideale, una causa, lo status quo attuale o una chimera paralizzante?
Arrivammo in ritardo, non avevo un accredito stampa e non sarebbe stato facile tornare a casa con un paio di scatti per un pezzo decente.
Infatti, piazza Campania sembrava Las Vegas a Mezzanotte: una valanga di persone circondava il palco circolare in attesa dello show, tanto che era difficile, da lontano, notare il pianoforte a coda e la chitarra in attesa dei loro artisti.
Il piano superiore era altrettanto affollato e la vista era resa ancor più difficile da tre alberi posti nella piazza, suppongo, come abbellimento. Per me erano un ostacolo e, credo, non solo per me.

Birrerie, Döner Kebab, Fast food.
Una fiumana di persone che vi si riversava urlando e sbraitando, senza neanche badare a dove mettevano i piedi.

Quando i due jazzisti salirono sul palco lanciandosi nell’esibizione io neanche me ne resi conto. Ero troppo impegnato a scalciare tra le persone in cerca di una posizione buona,   non solo per fare una fotografia decente.

L’acustica non era delle migliori. Provai a circumnavigare il palco un paio di volte, a ciondolare su e giù sulle scale mobili, ma in entrambi i casi il frastuono degli spettatori – o finti tali – sovrastava il Jazz dei due geni in azione.
In tutto quel trambusto, i due continuarono a suonare senza dire neanche una parola.
Eppure ricordo che Stefano parlava e coinvolgeva il pubblico. Forse il pubblico era solo “finto tale” e, forse, di conseguenza così lui reagì.

Avevo perso i miei amici tra la folla già da un bel pezzo, ma vidi molte facce amiche, un paio delle quali anche deluse.
Il Jazz è solitamente visto come qualcosa di altolocato, raffinato e complicato, roba da snob.
Curiosamente, quella sera venne snobbato alla grande. Tutti dimenticano che è solo musica.
musica è Musica.

Ora Stefano Bollani suona nelle casse della mia camera e mi dice solo che il ricordo delle occasioni sprecate ogni tanto bussa e fa un po’ male.
D’altronde, un concerto in un centro commerciale suona un po’ come un ossimoro.
E non mi meraviglio: lo show migliore – quello normale – è stato riservato solo a quelli che lo hanno comprato.

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    80 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    55 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    55 Punti
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