Spartiti (Jukka Reverberi + Max Collini) @ Locomotiv Club 09/03/17

Data: 10 marzo 2017 |

Bologna: Spartiti (Jukka Reverberi + Max Collini) Elenco Reportage fotografici

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Spartiti (Jukka Reverberi + Max Collini) @ Locomotiv Club 

Comunismo elettronico al Locomotiv Club con Spartiti.

I contenuti di Max Collini sono quelli politico-filosofici ed autobiografici dei suoi Offlaga Disco Pax; i suoni di Jucca Reverberi, quelli onirici ed avvolgenti dei Gardini di Mirò. Il concerto, giovedì 9 marzo al Locomotiv Club di Bologna, ha visto protagonisti Spartiti, progetto narrativo-musicale dei due artisti di Cavriago (RE), che hanno presentato il loro ultimo album, Servizio d’ordine, uscito per Woodworm Label, stessa etichetta del loro primo disco, Austerità, del 2016.

La scelta terminologica, fondamentale nel “cantato narrato” di Collini, risulta eloquente: il legame è con la contemporaneità della situazione politica italiana, soffocata da una patologica tendenza alla corruzione, caratteristica insita dello stritolante sistema borghese, il demone del marxismo “colliniano”. La lettura della realtà è profonda e puntuale in ogni testo, dove il presente si intreccia con un passato che, tutto all’opposto, è fatto di eroine della Resistenza, di movimenti studenteschi, di animose riunioni fra giovani comunisti nella sede del partito.

La personalità dell’artista è ben marcata in ogni verso, così come sono ben evidenti il suo narcisismo un po’ anni Ottanta, nei racconti con l’altro sesso, e l’ironia di battute old fashioned, per cui un ventenne non riderebbe. È questo che rende Spartiti un termine non più musicale, ma divisorio: il PCI per i giovani di oggi suona “personal computer” (!) e le ideologie sono tutte creature del Novecento (il Duemila non le sa!). È il lato debole del progetto, secondo me, una certa fossilizzazione che, però, è sgretolata dalle martellate sonore di Jucca. I bassi elettronici e i riff di chitarra spesso spadroneggiano (e ne hanno ben donde!) sul racconto di Collini e, ieri sera, hanno riempito il profondo emozionale del pubblico, evidentemente affezionato, comunque, ad entrambi gli artisti.

Il crescendo musicale, in qualità, intensità ed emozione, avrebbe rapito chiunque e spesso mi ha piacevolmente allontanato dalle parole. Lo spettacolo ha visto anche una selezione video: a raccontare i brani, frames cinematografici e scene di concerti, in un montaggio tecnicamente pulito e, direi, impeccabile.

Il marxismo è fuori dal tempo, nel senso che la sua lettura della realtà è così profonda e critica da risultare quasi profetica e, soprattutto, valida ancora oggi. Collini, però, è un nostalgico e la volontà di comunicare il suo personale nostos è rimasta un po’ da me inascoltata, in un concerto in cui, oltre all’originale e contemporanea visione musicale, ho apprezzato il consistente substrato culturale, già in scena prima della performance, su una pila di libri accatastati al margine del palco.

Report a cura di Chiara Tossici

Foto a cura di Rosy Dennetta

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    70 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    65 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    70 Punti
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