Son Lux – Brighter Wounds

Data: 9 febbraio 2018 |

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Son Lux – Brighter Wounds

I Son Lux sono portavoce di uno sperimentalismo musicale che spazia dal soul all’elettronica pop. Il 9 febbraio hanno pubblicato un nuovo album Brighter Wounds per l’etichetta City Slang. Parliamo al plurale, perché i Son Lux sono ormai radicati nel trio formato da Ryan Lott, fondatore del progetto solista (ormai appunto diventato una band a tutti gli effetti), Rafiq Bhatia, alla chitarra, e Ian Chang, alla batteria e alle percussioni.

Brighter Wounds, letteralmente “ferite più luminose”, è un album dalla genesi caratterizzata da due avvenimenti che hanno cambiato la vita di Lott, quello della nascita del suo primogenito e quello della morte di uno dei suoi amici più cari. Il tutto sullo sfondo delle chiacchieratissime elezioni del 2016. Le dieci nuove canzoni sono nate da tutto questo, portando a riflessioni su un passato scolorito, sul dolore della perdita ancora vivo e sull’ansia e la speranza del futuro.

Così in Forty Screams Lott recita una lettera scritta a suo figlio non ancora nato, in cui gli dice che avrebbe voluto un mondo migliore per lui. È un’intro che parte leggera, con la voce che sussurra, ma che pian piano si carica di una drammaticità musicale che si rispecchia nelle parole quasi recitate. Con Dream State il disco parte davvero, in tutta la sua irregolarità della e poliritmia: una nuvola di synth si addensa sotto un grido corale, in cui predominano il ritmo frizzante di Chang e la fluidità melismatica di Bhatia.

Labor, d’altro canto, è costruita su una struttura iniziale completamente diversa, che, partendo da note vicine a sonorità classiche, si trasforma in soul. Con The Fool You Need, ci si sposta ancora su un’altra marcata caratteristica musicale, un singhiozzo di ritmi che minano alla fluidità della traccia lasciando il posto ad un innaturale spezzettamento lirico. Virtuosismi ritmici sono presenti anche in All Directions, mentre in Acquatic il tono si fa solenne, essendo la canzone dedicata all’amico scomparso, ma si conclude con la decisione di lasciarsi andare: “It’s time to quit the race, to carry nothing forward, for we owe it to ourselves to bury yesterday, leave it quaking in the earth.”

E positiva è anche la traccia finale che chiude l’album, Resurrection, che, pur prendendo il via in un sussurro, arriva ad affermare a gran voce corale che dal giorno più buio si può passare alla notte più luminosa, all’ottimismo, alla resurrezione, proprio grazie all’amore, alla famiglia, alla nuova vita.

Brighter Wounds è un album complesso, dal punto di vista dei temi trattati e dal punto di vista sonoro, in quanto sembra avere la presunzione di voler attraversare generi così diversi tra loro come l’elettronica, il soul, la musica classica, ma è solo alla fine, dopo averlo sviscerato nota per nota, che ci accorgiamo che la presunzione ha tutte le ragioni di esistere, perché dà vita a un prodotto molto valido. I Son Lux apriranno il loro tour il 12 febbraio a Milano.

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