Sarc:o – Interview

Data: 28 febbraio 2018 |

Sarc:o – Interview

Sarc:o : La ricerca è il vero piacere.

Finding Knowing Delight è l’ultimo lavoro di Francesco Sarcone, in arte Sarc:o, uscito il 15 Dicembre. Questo disco racchiude gli ultimi tre EP in un unico concept album ispirato alla fantascienza anni ’60 e alla frase di Asimov The true delight is in the finding out rather than in the knowing.

- Ci sono tre EP che sfociano in questo album, The Finding, The Knowing, The Delight. Al di là del disco, cosa preferisci tre la ricerca, la conoscenza e il piacere?

Assolutamente la ricerca, che è il vero piacere. Nel viaggio ho sempre trovato ispirazione e stimolo, la conoscenza stessa delle cose è sempre stata per me un’esperienza da fare sul campo.

- Il tuo album Finding Knowing Delight è ispirato alla fantascienza di Asimov, trovo però che il disco sia anche cinematografico, i suoni e soprattutto le grafiche che hai usato mi hanno riportato a film come Moon o Interstellar. Ci sono stati anche film che ti hanno ispirato nella stesura di questo lavoro?

Sicuramente sì, tutto l’immaginario che ho voluto raccontare è fatto di immagini e suggestioni, e anche dal cinema arrivano stimoli che mi hanno portato qui. Il progetto Sarc:o nasce dalla produzione di colonne sonore, con cui ho iniziato ad approcciarmi alla musica elettronica, perciò per me immagini e suono sono da sempre legati.

- In questo disco hai collaborato con il cantautore Nicola Pressi, il quale ha contribuito alla scrittura delle melodie e ha prestato la voce in alcuni. Com’è nata questa collaborazione, continuerà anche in un eventuale tour per la promozione del disco e che valore hanno aggiunto sia questa collaborazione che quella con Veyl?

Quando ho sentito Nicola cantare in un suo precedente progetto ho capito che la sua voce si sarebbe sposata alla perfezione con la mia musica, quando ho sentito la prima bozza che ha composto e cantato su un mio brano ho visto il futuro. Nicola è un elemento fondamentale di questa mia parte di percorso, e certamente mi accompagnerà (insieme a Giovanni Natalini alla batteria) nelle date di promozione del disco. Le voci di Nicola e Viola (Veyl), così come tutte le collaborazioni di questo disco, sono parte integrane e fondamentale di questo lavoro.

- Qual è il brano che secondo te centra al meglio il concept dell’album?

“We were promised flying cars” racconta il futuro che ho voluto disegnare, un futuro che è già qui ma è diverso da come ce lo aspettavamo. Anche musicalmente si discosta dalle altre produzioni e osa ritmiche diverse appunto da quello che ci si aspetterebbe.

- Tu sei un artista che ha già pubblica tre EP e adesso un disco. Come ha risposto il pubblico a queste tue prime opere? Guardandomi intorno mi sembra che il pubblico sia più curioso e attento sulla musica che emerge dal basso rispetto al passato, sei d’accordo o sbaglio?

Sono d’accordo, e devo dire che sono piacevolmente sorpreso dall’interesse e attenzione che si sono creati intorno a queste mie release. Spero si confermerà con la partecipazione ai live.

- La tua vita è totalmente immersa nel mondo della musica, oltre ad essere un musicista, sei produttore, sound designer, co-fondatore dell’etichetta Yalla Records e del progetto di musica e cucina Food Ensemble. Quale aspetto della musica ti piace di più?

Per me la musica è un linguaggio, da sempre lo uso per raccontare storie. Quello che più amo e in cui trovo soddisfazione è l’opera di rifinitura e progressivo miglioramento di un brano o di un disco. Mi piace vedere l’idea che nasce grezza e man mano si rifinisce e si perfeziona, prima ingrandendosi e riempiendosi di contenuti, poi riducendosi di dimensione e spessore per trovare equilibrio.

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