Sangue Mostro @ Pomigliano D’Arco 29/06/14

Data: 30 giugno 2014 |

Sangue Mostro @ Pomigliano D'Arco 29/06/14 Time

Evento Information

L’orologio segnava già le ore 21.00, ma come succede in questo tipo di occasioni, l’evento ancora non era iniziato. Meglio così, avevo ancora tempo per una pinta di birra da Val prima di aprire le danze.
Lo zona antistante il palco era ancora vuota e su di esso ogni tanto facevano la loro comparsa tecnici e fonici, intenti a finire gli ultimi preparativi.

Ad un tratto il buio, una sagoma anonima si fa spazio sul palcoscenico, al cui centro si erge come un faro una grande console. Dj Uncino, come un pirata, prende posto dietro la sua postazione, pronto a cavalcare le onde della serata a bordo dei suoi dischi. La scena è tutta sua e non si fa aspettare; alla prima base un folto gruppo di spettatori sta facendo già la sua comparsa.

Poi un grosso faro rosso sangue, aiutato dal caldo cocente di una serata afosa d’estate,  fa sembrare l’ambiente circostante una vera e propria Disco Inferno.
Sfacciato, a testa alta, Maik Brain prende in mano la scena. Lui è entrato senza bussare, con orgoglio, e sta correndo a 21 Km a passo doppio. Canta della musica, del rap e di come si arrangia la passione o un semplice testo. È entrato senza bussare perché non ne ha bisogno -sta giocando in casa a Pomigliano- e al ritmo delle rime, a fine performance, mentre le mani ancora si agitano seguendo il beat, lui torna in mezzo a noi, in mezzo Pomigliano. A dimostrazione che anche una città di provincia partorisce eccellenze, voci di ragazzi comuni, voci incazzate, che hanno solo bisogno di essere ascoltate qualche volta – o sempre ? – .

E se Maik è tornato in mezzo a noi, dove il palco si può vedere solo dal basso verso l’alto, un motivo c’è.
È il turno dell’hardcore rap che si mescola alle sonorità blues della Pankina Krew, band emergente della periferia Est di Napoli. Il canto della bella Donix sta già risuonando nell’aria e di due canzoni del loro ultimo album “One Love”: Ritrovarsi e Chiamami Domani. Ha la voce che mi ricorda quella delle sirene di Ulisse, è così che l’immaginerei. Solo che i toni partenopei le danno sembianze da angelo più che da ingannatrice.

Intanto il pubblico si faceva sempre più numeroso e lentamente si accalcava ai piedi della Krew come l’alta marea, senza che me ne rendessi conto, mentre il caldo si faceva sentire pizzicandomi sempre di più la gola.
Decisi così di fare due passi, in cerca di Diego, il fotografo, ma con scarso successo. Optai per la compagnia di una birra, bionda.

All’improvviso un suono familiare mi attira di nuovo verso il palco: la chitarra di Carlo Santana Ciarambinola la senti squillare da lontano e la riconosci subito. I Ganja Farm Cru, un altro pezzo storico di Pomigliano d’Arco, stanno già trascinando tutti con la loro voce ironica e dialettale. È il simbolo di una sub-cultura che si è creata nel tempo e sottocchio, una generazione che crede nella musica e nella fusione degli ideali, “nuie/vuie”.
E lasciano fare i saluti, come al solito, a Lu Contadino, figura che rappresenta le contraddizioni sull’uso e la coltivazione di droghe leggere. E a giudicare dalle paglie che girano a nastro, il contadino non è da solo e non lo sarà per molto tempo.

Arraggia e paura, le ombre che tutte le metropoli come Napoli creano dietro di sé, fanno scorrere e ribollire il sangue, Sangue Mostro. Dj Uncino continua a lanciare basi e aspetta i suoi compagni di ciurma arrivare uno ad uno sul palco. Il momento atteso da tutti era finalmente arrivato. Si era creata una barriera tra il frastuono muto della città di notte – che racconta più storie del sole a mezzogiorno – e la musica.
E il sound ‘e Napule  grida che è stanco di ascoltare, ora vuole solo parlare.
La serata prosegue a colpi di basso, rap e hip hop. I ragazzi dal palco fanno il nome di Ciro Esposito e per lui chiedono un applauso. Il pubblico si raggruppa e all’unisono lancia cenni di approvazione.
Mentre giorni  fa il calcio moriva, ieri sera Napoli ha lanciato ancora un altro segnale a modo suo, ricordandoci ancora che musica è speranza.

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    75 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    75 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    70 Punti
Cover Evento
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