Sandro Joyeux @ Officine Villane 26/07/14

Data: 10 agosto 2014 |

Sandro Joyeux @ Officine Villane Time

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Così si presentano le Officine Villane in villa comunale, un’area verde alle pendici della collina di Montecassino una foschia che trasuda mistero e nello stesso attimi di stupore alla vista di un palco, uno spazio dove i giovani skaters praticano la loro arte e soprattutto un gigantesco murales in via di stesura.

 

Il “soundcheck”, eseguito pochi minuti prima delle esibizioni per via delle condizioni meteorologiche, vede Sandro Joyeux con Marco Spada, un musicista parte dello staff di Officine Villane. Incominciano ad eseguire una sorta di jam session con chitarra e piano ed a tratti si pensava stesse già iniziando l’esibizione ma non era così, era un piccolo ritrovo di due musicisti che parlavano tramite i loro strumenti. Da lì a poco sarebbe iniziata l’adunanza degli incroci letterali di ogni mondo verbale.

Ad inaugurarlo, Sara Cappai autrice per la webzine 40secondi, offrendoci un reading con brani tratti da Le Vie Dei Canti di Chatwin, accompagnati dal piano di Marco Spada.

Rimasti incantati e riflessivi su quello che avevamo appena udito, si preparano a salire sul palco DJ Boophera e Funky D per presentare il loro EP.

In quegl’attimi  siamo stati catapultati nella letteratura di strada, narrandoci il loro mondo con l’arte del rap.

I suoni variano dal soul al funk e da quello che ho captato dai testi, Funky D descrive linee rivoluzionarie della mente e di denuncia del proprio essere. La più simpatica rimane “La Danza del Sole” poiché in questo periodo calza molto bene.

Infine presentandoci il suo EP “Weatherman” che lo si può trovare su tutti i portali web, ci saluta e da spazio al cantautore Sandro Joyeux.

 

A vederlo ricorda Ian Anderson e Frank Zappa ma esordisce così prima di suonare: “Le fondamenta della musica sono Bach, Mozart e L’Africa ma quest’ultima è anche la prima.”

Il primo brano ad eseguire è una lode usata dai griot (cantastorie) nel lontano 1350 per l’imperatore del Mali, da questa ne susseguono altre di carattere leggermente malinconico, una percezione che si emanava dai suoni che emetteva, poiché era difficoltoso comprendere cosa stessero raccontando quei brani.

Poco dopo un grande coinvolgimento da parte sua che ci ha visto partecipi, con l’ingegno di giochi da corista, rendendoci un’po’ tutti africani, cori che si potevano seguire prettamente per la loro fonetica.

Non contento decide di far salire nuovamente sul palco Marco Spada invitandolo a fargli un accompagnamento percussivo, ma dopo un paio di brani preferisce tornare al piano.

Da qui iniziano ad uscire inusuali cover come Hells Bells dei AC/DC e si nota la sua capacità di cambiare il suo timbro vocale in un modo quasi spaventoso. Un’altra sua cover già conosciuta è molto simpatica “Je suis fu” ovvero la nota “Je so’ pazzo” di Pino Daniele in chiave francese.

Dopo questo intermezzo torna ad eseguire i suoi brani tipicamente africani e si torna anche a cantare i cori che ci proponeva.

 

Una serata molto varia ma che ci ha fatto sorridere sia dal palco fin agli spettatori che anche non conoscendolo si son divertiti lo stesso.

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    85 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    55 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    86 Punti
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