Ron Gallo – Stardust Birthday Party

Data: 5 ottobre 2018 |

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Ron Gallo – Stardust Birthday Party

Il debutto di Ronalden nel 2017, non era stato così audace. Questo nuovo album intitolato Stardust Birthday Party è una rivelazione che finirà con il diventare uno dei più importanti album dei nuovi artisti. Ed è anche uno dei più divertenti. Chi altro avrebbe avuto il coraggio di intitolare una canzone Why Do You Have Kids? oppure All The Punks Are Domesticated ?

Il secondo anno di Ron Gallo conferma le lodi su di lui, ma bisogna guidare con la cintura di sicurezza allacciata, perché questa è un’altra corsa sconnessa.

Gallo colpisce immediatamente con il suo punto di forza pop / punk degli anni ’80 con Always Elsewhere, che potrebbe collocarsi tra un pezzo dei Buzzcocks e uno dei Vibrators. Le chitarre si agitano, la batteria batte e Gallo urla “non c’è tempo per sentire ciò che è reale” come il più snello dei garage punk. La cadenza frastagliata di Do You Love Your Company porta invece il punk sulla scena.La tensione poi si allenta inizialmente per You Are the Problem, mostrando la netta sensazione che il cantante voglia trasformare una frase bizzarra fino a quando la canzone non subisce un’inaspettata svolta psichedelica con nastri accelerati verso l’alto che creano una sorta di colpo di frusta audio. I Cheap Trick sarebbero orgogliosi di chiamare un brano come Party Tumor, che con il suo coro alla Beatles passa rapidamente alle armonie dei Beach Boys. Iggy Pop desidererebbe invece avere scritto il titolo I Wanna Die (Before I Die), per i minuti che bramano di bontà hard rock. I Devo vorrebbero chiedere indietro i loro guaiti brevettati, che Gallo prende in prestito per il chunk-funk di A Love Supreme. E proprio quando pensi che le cose non possano diventare più strane, Gallo lancia OM, poco più di un minuto che mette in discussione la pausa meditativa prima di atterrare schiantandosi nel pop rocking di It’s All Gonna Be OK.

Sono passati 35 minuti senza fiato che l’album si chiude con la parola pronunciata sul ritmo maldestro dello sconvolgente Happy Deathday. C’è molto da assorbire da questo album carico di colpi di scena creativi, per non parlare delle melodie così variegate che inducono a tornare rapidamente per un altro giro sulla giostra musicale di Gallo per sentire cosa ti sei perso prima volta.

 

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