Red Bull Music Academy Vesuvio Soundsystem @ Arenile 20/05/16

Data: 21 maggio 2016 |

Red Bull Music Academy Vesuvio Soundsystem: un appuntamento rap all'Arenile Time

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Red Bull Music Academy Vesuvio Soundsystem: un appuntamento rap all’Arenile

La musica è quella forza potentissima che dalla notte dei tempi è sempre riuscita a mettere d’accordo chiunque, e credo di non esagerare dicendo che l’hip hop è uno di quei generi che meglio riescono in quest’intento. Quando penso all’hip hop mi vengono in mente i gruppi americani anni ’90, le jam, i writers, ma mi viene in mente anche il vastissimo panorama hip hop campano, costellato da personalità che nel corso degli anni hanno costruito la storia perfetta di quella città le cui fondamenta si basano su lacerazioni, drammi, ma anche su un profondissimo affetto che lega tutti i suoi cittadini. Dai Sangue Mostro a Clementino, passando per i Co’Sang, i 13 bastardi e La Famiglia, Napoli non avrebbe potuto avere di meglio per essere rappresentata.

Ieri sera l’Arenile di Bagnoli ha ospitato il Vesuvio Soundsystem, concerto organizzato dalla Red Bull Music Academy. Un evento importantissimo per chi ama il genere e non solo, e che ha coinvolto persone di tutte le età considerata la vastità della scaletta ma soprattutto il conduttore d’eccezione, Clementino Iena White, che per l’occasione si è improvvisato “animatore” tra un artista e l’altro, incantando il pubblico con i suoi freestyle notoriamente coinvolgenti e spesso dissacranti.

La serata si apre con l’attesissimo live dei Mokadelic, il gruppo italiano che ha firmato la colonna sonora di Gomorra – La serie e quella del film Come Dio comanda anni prima. L’uscita della seconda stagione della seguitissima serie televisiva ha sicuramente contribuito ad apprezzare maggiormente le già perfette sfumature ambient e quasi eteree di brani come Doomed to live, o della più ritmata e incalzante Tragic Vodka. I cinque (tre chitarre, un basso, una batteria e due synth, alternandosi) sono sicuramente da scoprire, coinvolgenti e quasi magnetici.

Con molte probabilità il filo conduttore della serata è stato propriamente il senso di familiarità profondamente radicato in ogni rione, che sia Secondigliano, la Sanità o qualsiasi altro. Perché, prescindendo dalla zona, la base l’affetto, “e cumpagn” che spesso vengono citati, la comitiva. Del resto, uno dei gruppi che maggiormente è riuscito a rappresentare Napoli si chiama La Famiglia, e questo credo esplichi perfettamente il concetto che stavo portando avanti.
Ieri sera come durante altre occasioni e jam, se non di più, ho sentito sulla pelle quel profondissimo senso di familiarità tra gli artisti che si esibivano e il pubblico che li guardava incantati, come ipnotizzati dall’affetto che usciva dalle loro labbra. Come se ai piedi del Vesuvio si fosse creata la promessa di riscattare Napoli dal pregiudizio, riportandola alla luce con brani che ne hanno letteralmente scolpito la storia negli ultimi tempi.

Dopo la presentazione di Clementino che è stato presente per tutta la serata sia come conduttore che come “animatore”, intervenendo con freestyle e featuring, è il momento di Lucariello che viene introdotto con un rifacimento in chiave rock di un brano del compositore russo Prokofiev, per poi continuare alternandosi agli altri ospiti e partecipando con featuring apprezzatissimi come quello con Pino Mauro, celebre interprete della canzone classica napoletana e della sceneggiata.
Con l’arrivo di Luchè il pubblico ha accantonato quella che sembrava una prima timidezza, lasciandosi andare a grida e salti, accompagnando il rapper durante le sue Nisciun e E cumpagn mie, nel cui videoclip è presente anche Enzo Dong, altro ospite apprezzatissimo della serata, che ha presentato i suoi brani con una forza instancabile che ha trascinato chiunque lo stesse anche solo ascoltando. La cosa interessante è stata che in un primo momento tutti gli artisti, partendo da Franco Ricciardi con la sua Madama Blu, fino a Ivan Granatino con la celebre A storia ‘e Maria, erano accompagnati da una vera e propria band che ha sicuramente contribuito a rendere il tutto, se possibile, maggiormente coinvolgente, per poi lasciare il posto a Dj Tayone, noto producer campano che, a sorpresa, è intervenuto con un breve ma intensissimo dj set durante il quale si sono alternati Ntò, Enzo Dong con Franco Ricciardi col brano Prumesse mancate, Fuossera e, ancora più a sorpresa perché non menzionato all’interno della scaletta, Francesco Paura, rapper partenopeo che, insieme a Clementino, ha cantato la sua strofa contenuta nel brano Questione ‘e lengua, registrata con Ghemon e Capeccapa. La sua improvvisa presenza ha accentuato la positività già presente durante la serata che ha poi toccato i punti più alti con l’arrivo di Rocco Hunt, introdotto da Tayone e che si è riconfermato un ragazzo umile e sincero, lo stesso di anni fa, con un freestyle divertente e carismatico esattamente con lui, concluso con la promessa di un disco insieme alla Iena White in uscita l’anno prossimo.

Con grande dispiacere del pubblico che fremeva inneggiando alla loro presenza, i Co’Sang, duo composto da Luchè e Ntò ormai sciolto, nonostante Tayone avesse già avviato il beat, non hanno voluto interpretare la celebre Int o rion, lasciando tutti delusi e a bocca asciutta, scusandosi.

A concludere l’evento è stato Akhenaton, rapper marsigliese che ha scritto la storia del rap francese degli anni ’80-’90, e che ha un profondo legame con la Campania, essendo di origini napoletane. Accompagnato dal suo gruppo IAM, ha interpretato alcuni dei suoi brani più celebri, tra cui Petit Frère, dalle sonorità tipicamente old school. La sua presenza ha contribuito a sottolineare il legame che l’hip hop crea, al di là delle sue origini ischitane rivelate con orgoglio durante un saluto in un italiano quasi perfetto, e della somiglianza tra Marsiglia e Napoli, evidenziata da lui stesso prima di lasciare il palco.

Vorrei terminare citando le prime frasi di A storia ‘e Maria che trovo perfette per sottolineare il senso generale del gusto dell’intera serata: Sient amic chell ca te ric / nun e truov ‘int e libr e storij e chisti vic / storij e prumess chi part e chi rest / storij e chi se ward a vit aret a na finestr. La cantava anche Ciro Di Marzio, l’amatissimo co-protagonista di Gomorra – La serie, durante la prima puntata dell’ormai lontana prima stagione. Nonostante ci fosse chi la conosceva anche da prima, cantandola quasi con un certo senso di fierezza, credo che il personaggio abbia positivamente contribuito alla sua diffusione e alla risonanza diversa e forse maggiore.
Ci sono gli amici, la strada, il rione, le promesse e le storie, tutti elementi presenti durante questa serata che ha riempito di gioia gli amanti del genere e non solo, riuniti a Bagnoli per celebrare un evento che sicuramente nell’ultimo periodo non ha avuto eguali e che ci auguriamo abbia un seguito al più presto.

Editor Review

  • PERFORMANCE

    0 Punti / 100 Punti

    95 Punti
  • PUBBLICO

    0 Punti / 100 Punti

    95 Punti
  • ORGANIZZAZIONE

    0 Punti / 100 Punti

    80 Punti

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