Punkreas – Inequilibrio

Data: 23 marzo 2018 |

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Punkreas – Inequilibrio

Si presenta come un viaggio intervallato il nuovo album dei Punkereas. La band milanese rilascia la prima parte di una coppia di EP. Inequilibrio, composto da cinque brani, è prodotto da Garrincha Dischi con la collaborazione di Canapa Dischi. Il viaggio, per tradizione, inizia proprio con una pausa, un momento necessario per poter far luce sulle idee e sugli obiettivi che si vogliono raggiungere alla fine del percorso di scoperta. In Inequilibrio, grazie alla collaborazione di Olly Oriva, la produzione discografica ha dato maggior risalto ai dettagli minimali del sound del gruppo.

Il suono ruvido e quasi grezzo dei Punkreas nasce nel 1988 quando la band si forma in provincia di Milano. La loro è una carriera composta da trent’anni di musica e undici album. Cippa, Paletta, Noise, Gagno ed Endriù hanno speso una vita intera sul palco esprimendosi in performance live colorate da testi di denuncia e musiche impetuose.

Fermati E Respira per poter spingerti oltre. Una tempesta di chitarre è anticipata da apnee di fiati. La sveglia prepotente degli strumenti squilla nei nostri timpani. Impossibile è sfuggire alla cattura del brano.“Fermati e respira che domani il sole sorge lo stesso e ti stanno già portando via la parte più importante di te”. Il coro allunga il ritmo incalzante della melodia. Il suono della batteria è simile ad un tuono improvviso e magnetico.

U-Soli è accompagnato da una profetica introduzione che esplode subito in strofe provocatorie. “Perché qui ci siamo nati, ricordate, non potrete fare a meno più di noi”. La spinosa questione dell’integrazione razziale sembra non essere ostica ai Punkreas. Nel brano si afferma che la società italiana da sola non può mandare avanti il futuro dell’economia. L’Italia ha bisogno necessariamente del supporto e dell’integrazione di persone extracomunitarie. “Da soli non ce la fate, da soli non si vince mai”.

In Equilibrio si può osservare la realtà da una nuova prospettiva. Una voce graffiata e incalzante interpreta l’ansiogena aspettativa dei nostri giorni. “Devo trovare un equilibrio… devo darmi un tono… Questi vestiti che indosso proprio non li sopporto, sono peggio di mille allergie”. Conformarsi alla massa è una soluzione facile che ci permette di sentirci riconosciuti e apprezzati dalla società. Ma il nostro Ego dove va a finire? Cosa impariamo quando ci omologhiamo?

Due Minuti Di Odio è il brano più purista dell’album. Nella canzone, infatti, la semplicità delle caratteristiche del punk italiano emerge e travolge il nostro ascolto. Un suono asciutto si estende mentre il canto appare come un grido.

L’aggressività delle note dei Punkreas non ha perso il proprio smalto. I tempi sono maturi per poter lanciare messaggi positivi alle nuove generazioni. La band punk italiana si sente quasi obbligata a lasciare un’eredità a tutti i ragazzi arrabbiati che calpesteranno il suolo della nostra nazione.

La protesta eccentrica della musica non avrà fine e continuerà a rigenerarsi.

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