Pummarock 2015 20/09/15

Data: 20 settembre 2015 |

Pummarock 2015 - Napoli Suona Time

Evento Information

La napoletanità protagonista alla sesta edizione del Pummarock

La ricetta del Pummarock: mescolare costantemente tenacia, coraggio, fermezza senza mai arrendersi, aggiungendo, pian piano, la musica; quando il composto sarà denso, accorpare l’ingrediente segreto: la passione. Ed il risultato è gustoso, unico, paradigmatico.

Un altro successo per il Comune abatese; un altro trionfo per il Forum dei Giovani e l’Associazione culturale Up Arte; una sesta edizione ben riuscita per il Pummarock, ormai appuntamento imperdibile per centinaia di giovani e non che, avvolti dal fascino di chitarre e rullanti, si incontrano, si conoscono, si confrontano su quella che è, normalmente, un’area mercato.

Al calar del sole, mentre il soundcheck volge al termine, gli stand di pietanze e bibite, di artigiani ed attività no profit, avanzano lungo il perimetro. Alla destra del un palco, laddove imponente è il logo della manifestazione, il gazebo di Radio Asharam, Official Media Partner. I bambini corrono in bicicletta, facendo slalom tra gli astanti. Ma dalle 19:00 è sua maestà il rock a prender piede: inizia il live contest. Panties Soldiers (poi proclamati vincitori), seguiti da La Cosmica e Due minuti d’Odio. Un bel po’ di carica a cui ha fatto seguito la grinta dei Slaves of love and bones, l’energia dei Romantic Lies, il folklore di Sette Bocche, fino a giungere ai Tartaglia&Aneuro, vincitori del contest 2014.

La folla aumenta a iosa, la villa adiacente pullula di giovani. Ma è alle 22:50 circa che ci si scatena: ecco gli attesi 99 Posse, al solito infallibili mattatori di scena, in grado di innescare una contagiosa scintilla. Raggamuffin, Rap, Reggae, c’è tutto; O’Document, Stato d’emergenza, Ripetutamente, Giuanne Palestina e talune pietre miliari sono riproposte con Lui, Enzo Avitabile, alle 23:20, deambulante su quel palco rovente di antifascismo. Ci si scatena a più non posso sotto quei guizzi di luci. Sono ritmi trascinanti che sfiorano l’essenza araba, tipico del Sud. E si balla, si canta a squarciagola. Perché quei testi li si conoscono a memoria, sono al pari di una Bibbia. Ed il tocco giunge alle ore 0:20, quando anche Francesco Di Bella onora il Mediterraneo. Eccolo mentre intona Lu Cardill ed il suo pubblico lo acclama. Il trio è ineguagliabile – ed invidiabile – il sapore è nostrano. Unico.

“I generi sono tanti ma la musica è una”, urla O’ Zulù. La musica avvicina il diverso. La musica rivoluziona la mente. La musica insegna.
La musica offre una possibilità di riscatto. Ed il Rock aleggia su Sant’Antonio Abate, piccolo grande comune che del suo umile prodotto ne ha fatto una star.

Si ha bisogno di ricordare le proprie radici, di amarle e di gustarle. Ed il Pummarock ci riesce.

A me è piaciuto, assai.

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    80 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    80 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    80 Punti

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