Portico quartet – Web Interview

Data: 3 ottobre 2017 |

Portico quartet – Web Interview

Portico Quartet: una strada infinita tra Jazz e ambient

Portico quartet, così come ci suggerisce il nome sono un quartetto proveniente da Londra. Con la loro musica strumentale mixano lo stile jazz e ambient per creare un’atmosfera unica nel suo genere. I Portico quartet si ispirano ai porticati di Bologna dove una volta si sono esibiti sotto la pioggia. Li abbiamo intervistati perché molto incuriositi per l’utilizzo dell’Hang nella loro strumentazione.

- Com’è tornare in quartetto dopo la parentesi Portico? Come pensate che il pubblico abbia reagito a questo ritorno?

How does it feel to be back as a quartet after the “Portico” period? What do you feel is the public reaction about this comeback?

It feels really nice to be playing again. I’m particularly enjoying playing my saxophone. Whilst I enjoyed playing as portico and I learnt a lot, especially about production- I didn’t find the live side that engaging. And so to be able to work as a quartet again is very enjoyable. Sometimes need to miss something to realize what you value about it.
I think the public reaction has been very positive. The reviews are good and the fans seem happy. It’s probably a bit of a relief for some people!

Ci sentiamo molto bene. Io in particolare mi sto divertendo tanto a suonare il mio sassofono. Nonostante tutto mi è piaciuto suonare anche come Portico, ed ho imparato tante cose soprattutto riguardo il lato della produzione (non ero stimolato dai live). Lavorare come quartetto è davvero magnifico. A volte ti deve davvero mancare qualcosa per capirne il vero valore che gli dai.

- Come mai l’uso dell’hang? Credete che la vostra musica possa avere un valore terapeutico oppure raggiungere un certo ritmo o per creare una determinata melodia?
In your songs you usually use the Hang, why is that? Do you think that your music can have a therapeutic power, or do you use it in order to get to certain rhytm and melodies?

Firstly and foremostly we use the hang because we like the sound of it. It is also this nice mix between being a percussive melodic and harmonic instrument. So it’s great for creating short repeated patterns that you can build songs around.
Secondly, it’s become part of our USP and really helps develop an identity. It’s not been used that much before (it’s a relatively new instrument) so we were able to kind of own the sound to an extent.

Prima di tutto ci piace l’hang per il suo suono. Inoltre è un bel mix tra uno strumento a percussioni melodico ed uno armonico. Adoriamo creare piccoli pattern ripetuti sui quali costruire dei brani.
In secondo luogo è diventato parte della nostra band e ne rappresenta un unicum (USP – Unique selling point ndr.); inoltre ci ha aiutato a sviluppare una nostra identità. Non è stato usato tanto nel passato (è comunque relativamente recente come strumento), e quindi siamo stati capaci di appropiarci di quelle sonorità ed amplificarle.

- Mentre siete in fase di composizione, quali sono gli stili, i suoni, che vi ispirano? C’è qualcosa in particolare? Come nascono e dove maturano le idee che poi tramutate in note?
How do you give birth to a song? Walk us through your creative process, where do you find inspiration from and how to you evolve an idea into a melody?

The creative process changes for each album and even each tune. But for this record we started by making lots of small ideas on our laptops- we had about 100 in total. Then we chose the ideas we thought were best, and whittled it down to about 20. Then we then developed these ideas into whole pieces, adding instrumentation, melodies and structures etc. After we had these tunes together we took them to a better recording studio and re-recorded them with high quality recording equipment and players. Then we mixed and mastered it and chose the tracks!

Il processo creativo cambia in ogni album, addirittura di brano in brano. Per questo album abbiamo cominciato facendo tanti piccoli insiemi di idee sui nostri computer, creandone circa 100 in totale. Partendo da quelli abbiamo scelto le idee che ritenevamo migliori, infine abbiamo fatto una scrematura fino ad arrivare a 20 idee. Una volta giunti a questo punto, abbiamo sviluppato quegli input in brani, aggiungendo strumenti, melodie, strutture e via dicendo. Quando pensammo di aver completato il lavoro, siamo andati in uno studio di registrazione migliore e abbiamo registrato di nuovo quelle tracce con una migliore qualità di registrazione, strumenti e musicisti. Alla fine abbiamo missato e masterizzato il tutto e scelto le tracce.

- Siete soddisfatti del vostro nuovo album? Cosa è cambiato nei Portico Quartet rispetto ai dischi precedenti?
Are you satisfied with Art in the age of automaton? How would you evaluate it in comparison with the previous albums? Do you feel changed?

I think it’s difficult to be totally satisfying with a record, there’s always things you think might have been done better/differently. When you’re in a band you have to make compromises too. I’m 80% satisfied with it. The most contentious part is selecting which tracks go on the record. We had to choose about 12 out of 20 tunes which means you can have a very different album depending on the tracks you choose.
I think it’s the best produced album that we’ve made. There’s a real depth to the production and it’s really developed in that sense.

Penso che sia difficile essere completamente soddisfatti di un disco, c’è sempre qualcosa che pensi di poter fare meglio o in modo differente. Quando sei in una band devi saper scendere a compromessi. Di questo lavoro sono soddisfatto all’80%. La parte più problematica è la scelta delle tracce che dovranno poi andare nell’album. Ne abbiamo dovute scegliere 12 su 20, questo ti fa capire che è in base a quella scelta che si decide che sonorità debba avere l’album.
Penso che sia l’album prodotto meglio della nostra storia. C’è un grande lavoro di produzione dietro e abbiamo notato un forte sviluppo in questo senso.

- Endless è il primo brano del vostro nuovo lavoro. Qual è il vostro concetto di infinito e a quale emozione lo paragonate?

What is your idea of “endless”? What feeling arise from it?

I think it’s a very simple tune that works because of its simplicity. There’s a lot of space to it that enables the melody to become the focus. the melody reminds me a bit of ‘a day in the life’ by the Beatles.  There’s also a bit of sadness to the melody which is juxtaposed with the happier summery hang drum which gives it the simultaneously happy and sad feeling.
Endless è un brano abbastanza semplice, e funziona proprio per questo motivo. C’è un sacco di spazio e questo permette alla melodia di farla da padrone e diventare il focus principale. La melodia mi ricorda un po “A day in the life” dei Beatles. C’è anche un po’ di tristezza che è contrapposta al suono gioioso dell’hang che ti dà quella sensazione come se stessi provando gioia e tristezza nello stesso momento.
- La vostra copertina rappresenta un fermo immagine in un tablet. Il collegamento tra cover e nome dell’album è abbastanza chiaro. Pensate che al giorno d’oggi una foto scattata durante un live abbia più valenza, come ricordo da conservare, rispetto ad un cd o ad un supporto musicale? Dal punto di vista del pubblico, come la tecnologia sta evolvendo la scena musicale?

Your album artwork represents a frame scan on a tablet. The link between the cover and the album’s name is quite clear. Do you think that nowadays a picture taken during a live performance has more value as a momento rather than a CD or other musical token? From a public point of view, how technology is evolving the music scene?

From a public point of view, you now can have access to way more music than before more or less for free. This has meant that music is way less tribal (Playlisting is now way more a part of listening culture.) and as a musician you can work between genres more easily.  There loads of things that have changed in music because of technology really. It would take ages to go into it but broadly it’s meant that there’s a lot more music made and it’s available at a lower cost.

Dal punto di vista del pubblico, attualmente puoi accedere ad un sacco di musica più o meno in maniera gratuita, cosa che non si era mai vista prima. Questo ha portato ad un tipo di musica meno tribale (adesso anche ascoltare le playlist è diventato come una parte a sé stante della cultura all’ascolto). Come musicista puoi sicuramente lavorare con più generi in modo più semplice. Ci sono tantissime cose che sono cambiate nella musica a causa della tecnologia. Ci vorrebbero anni per approfondire il discorso, ma il succo è che c’è un sacco di musica in più disponibile ad un prezzo più basso.
- Il vostro nome nasce da un aneddoto di un concerto sotto i portici bolognesi. Quest’anno suonerete il 20 ottobre a Roma al Monk, avete mai pensato di fare un concerto in stile buskers, proprio come quella volta a Bologna?

Your band’s name comes from a story of you playing under a “portico” in Bologna. You’re going to play next October the 20th in Rome (@ Monk). Have you ever planned to play a concert in busker style in the memory of that?

We couldn’t play in a busking style now as we’ve got too much equipment!

Adesso non possiamo suonare in stile buskers, abbiamo troppi strumenti!

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