Pop X – Musica Per Noi

Data: 1 febbraio 2018 |

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Pop X – Musica Per Noi

Dopo circa un anno dall’uscita di Lesbianitj, loro debutto, i Pop X (che poi non ho mai capito se si legga Pop-ics o Pop-per, ma fidiamoci di Wikipedia che riporta la seconda opzione) tornano con una manciata di inediti raccolti nell’album Musica Per Noi, uscito il 26 gennaio per Bomba Dischi.

Musica Per Noi torna a parlare di soggetti particolari, di una comunità di secondi, di ultimi, di emarginati. Sono i soggetti preferiti dei Pop X, a quanto pare, che ritornano ancor più espliciti in questo disco: vecchi, prostitute, negri, trans, omosessuali, rumeni, albanesi, meridionali. Si prendono gioco di tutti, soprattutto dei loro “colleghi”, e di tutto. Orci Dentali è un pugno nelle orecchie che si prende gioco del dialetto napoletano che sfocia in un simil africano, in cui, verso la fine, se resistete, potrete ascoltare un riferimento a Jovanotti: “Sono Lorenzo Jovanotti e dico quello che penso / e quando penso è meglio che non dico quello che faccio“. In Teke Taki invece c’è una citazione di Carle Brave X Franco 126, traccia che tutto sommato è forse la più ascoltabile del disco, mentre in Litfiga torna Napoli: “Quanta miseria nei quartieri di Lugano/ io vado a vivere laggiù giù giù lontano” e ancora “Son disperato incontro un Angelo qualsiasi/ gli chiedo tu ti chiami Nino oppure m’imiti“. Nino D’Angelo torna anche in Maturità: “Ti chiamo io da Napoli Centrale / no amore mio non guardarmi male / lo sai che qui ogni scherzo vale / c’è Nino D’Angelo che vuol mangiare“.

Di tecnica sarebbe inutile parlare, dato che la forma canzone distintiva dei Pop X continua ad essere quella di basi senza particolari pretese, voce ricchissima di auto-tune e due tre frasi irriverenti, senza peli sulla lingua, che si ripetono per una traccia intera. A questo punto, verrebbe quasi da dire che uno degli ultimi brani, Intro, una strumentale dove viene simulato il canto lirico, sia quella meglio riuscita.

Definiti “i nuovi paladini dell’indie pop”, recensiti da tutti, acclamati ai loro concerti, è innegabile che Davide Panizza e soci abbiano creato un fenomeno di cui si parla. Se vale la grande massima “l’importante è che se ne parli”, nel bene e nel male, siamo a cavallo. Ma qui, c’è da dire, siamo ben lungi dal chiamare musica in senso stretto quello che i Pop X fanno. È tutta una presa in giro, un gioco, e mi sta bene. Al MI AMI di quest’anno mi sono divertita per i primi dieci minuti in cui sono saliti sul palco. Ma poi? Cosa resta? Siamo nell’era del trash, più è trash più piace, piace sentirsi presi in giro, piace la stupidità. E questo loro sembrano averlo capito. Ci sono o ci fanno? Avrebbero potuto a questo punto raddrizzare la via e puntare al successo mediatico, ma non l’hanno fatto. Musica Per Noi è per una cerchia ristretta, per loro e per i fan, non certo per la vetrina radiofonica.

Un 5 politico per questo.

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