PJ Harvey al Todays Festival

Data: 10 marzo 2017 |

PJ Harvey al Todays festival per l’unica data italiana

Todays è il festival dedicato al presente e nasce con l’obiettivo di trasformare Torino, per tre giorni, in una vetrina dell’espressione contemporanea, veicolata soprattutto – ma non solo – attraverso i linguaggi della musica e delle sue diverse contaminazioni con le altre forme dell’arte. Nell’ultimo week-end di agosto, dal primo pomeriggio a notte inoltrata, Todays propone un cartellone capace di coniugare occasioni di formazione e approfondimento, laboratori, performance e dj set con live di grandi artisti nazionali e internazionali, produzioni originali e progetti esclusivi, in una formula che prevede una soluzione mista tra ticketing  con possibilità di abbonamento 3 giorni per i concerti sui main stage ed ingresso gratuito per tutti gli altri appuntamenti.

Todays, con oltre 30.000 persone all’edizione 2016, si è confermato come uno dei festival più raffinati della stagione,  con una line up ambiziosa, capace di mescolare leggende internazionali e nuove stelle italiane. Quest’anno, per la terza edizione, la prima ospite confermata è PJ Harvey , regina indiscussa del rock , in arrivo a Torino per l’unica data italiana: 25 Agosto 2017.

 

The Hope Six Demolition Project trae ispirazione dai numerosi viaggi intrapresi da PJ Harvey che, in quattro anni, ha viaggiato tra il Kosovo, l’Afghanistan e gli Stati Uniti. E’ stato registrato alla Somerset House, dove PJ, la sua band, gli ingegneri del suono e i produttori Flood e John Parish, hanno lavorato a tutte le fasi del disco in uno studio di registrazione appositamente costruito dietro ad un vetro per consentire al pubblico di osservare ciò che succedeva all’interno.

“Quando scrivo una canzone visualizzo l’intera scena – afferma PJ Harvey – Posso vedere i colori, dire l’ora del giorno, percepire lo stato d’animo, vedere il cambio di luce, le ombre in movimento, tutto è racchiuso in quella foto. Raccogliere informazioni da fonti secondarie era troppo lontano per comprendere appieno quello che stavo cercando di scrivere. Volevo annusare l’aria, sentire la terra e incontrare la gente dei paesi di cui ero affascinata”.

Nono album della sua carriera, The Hope Six Demolition Project arriva dopo il successo di Let England Shake (disco vincitore del suo secondo Mercury Prize nel 2011), ha ricevuto nomination ai Grammy Awards e Q Awards ed è stato eletto tra i migliori album 2016 da un’infinità di magazine mondiali come Mojo, Uncut, The Guardian, NME, Washington Post oltre ad aver raggiunto la vetta nelle classifiche inglesi.

PJ Harvey ha iniziato a scrivere le prime canzoni quando era ancora un’adolescente del Dorset. Trent’anni dopo è un’artista che di album in album ha saputo reinventarsi. Gli slogan femministi e l’ambiguità urlata in faccia a mo’ di provocazione che hanno caratterizzato i suoi esordi sono ormai un ricordo lontano. Erano gli anni 90 e Polly Jean Harvey — questo il vero nome della songwriter inglese — giocava a fare la femme fatale a colpi di rossetto rosso e look audaci. Oggi, con l’eleganza di chi non ha più bisogno di ostentare, ma ha ancora molto da dire, realizza The Hope Six Demolition Project, che suona come una pistola puntata contro l’imperialismo, il consumismo, le ingiustizie sociali.

Nella sua lunga carriera PJ Harvey ha collaborato con numerosi dei musicisti più rilevanti degli ultimi decenni: da Thom Yorke a Nick Cave, da Tricky Björk, da Howe Gelb ai Violent Femmes. Ha lavorato al fianco di Josh Homme (Queens of the Stone Age) e di Mark Lanegan ed ha inoltre scritto, registrato e prodotto il materiale per l’album BeforeThe Poison di Marianne Faithfull nel 2004, oltre ad aver contribuito alle musiche di numerosissime colonne sonore.

Oltre alla sua attività di musicista e produttrice, Polly Jean si dedica da anni alla pittura, al disegno ed alla poesia. Sue opere sono state ospitate nella rivista di Francis Ford Coppola ZOETROPE.

Il suo primo libro di poesie, intitolato The Hollow of the Hand, e realizzato in collaborazione con il fotografo Seamus Murphy, è stato pubblicato da Bloomsbury UK nell’ottobre del 2015 e presentato in due serate sold out nella Royal Festival Hall del Southbank Centre.

Quello di PJ sarà un concerto costruito con una drammaturgia dove interiorità, storia, rock e ricerca trovano un equilibrio perfetto. Accompagnata da una marching band di 9 elementi, tra i quali il fedelissimo John Parish e Mick Harvey e i nostri Alessandro “Asso” Stefana e Enrico Gabrielli. E’ rock da “adulti del futuro”, che ha sostituito l’urgenza espressiva con l’attitudine senza rinunciare all’innovazione.

 

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