Perchè tutti vogliono fare crowd surfing (ma nessuno lo fa)

Data: 14 dicembre 2016 |

Spesso guardiamo o assistiamo a concerti con maree di persone festanti dove decine di impavidi fluttuano sulla folla, ma per farlo non bastano coraggio e forza di volontà.

Prima di cominciare questa analisi, è importante fare una distinzione tra due termini simili e legati tra di loro, ma che celano una piccola, quanto sostanziale differenza.

Il tuffo dal palco (in inglese Stage Diving) è l’atto con il quale, durante un concerto musicale una persona, musicista o spettatore, si tuffa dal palco sulla folla sottostante.

Il Crowd Surfing (espressione inglese che designa l’atto di “surfare su una folla”) consiste nel passare una persona sopra il resto del pubblico. Uno degli spettatori si fa sollevare sopra le teste del resto della folla e surfa, cioè viene letteralmente trasportato, passando di mano in mano.

Lo Stage Diving e il Crowd Surfing sono due azioni che probabilmente abbiamo tutti visto durante un live. È una pratica usata durante concerti ad alto tasso di adrenalina, quando si viene pervasi da quella foga agonistico/musicale che non può che sfociare nel momento di estasi estrema, quello in cui allarghi le braccia e la platea di un concerto decide dove devi surfare.

Ne abbiamo viste di cotte e di crude in questi anni di concerti. Prendiamo ad esempio gli artisti: è cosa nota che lo Stage Diving, se chiamato e organizzato a dovere, diventi una pratica abituale per una band che ha un folto numero di sostenitori: il caso più clamoroso è quello de I Ministri, che ormai non rinunciano più allo Stage Diving di Divi (il frontman della band, ndr.) al termine delle loro performance.


@iministri live @smavfactory. #VitaDaCoaster  – @musiccoasttocoast

A volte, però, può capitare anche l’esatto opposto, ossia vedere il proprio pubblico farsi da parte per lasciarti saltare in una piscina senz’acqua, come ad esempio accadde a Morgan un po’ di tempo fa.

Il crowd surfing è largamente usato in ogni angolo del globo che abbia una platea pronta a tutto per godersi un concerto: basti pensare al record stabilito dagli Enter Shikari al Reading Festival nel 2009.

E in Italia?

Nella nostra cara penisola tale pratica non è tanto largamente usata quanto negli altri paesi del globo. Il motivo? Non ci è dato saperlo, ma proprio come il pogo piano piano si sta avvicinando alla cultura musicale live dell’ascoltatore medio italiano, così siamo sicuri che anche il crowd surfing, grazie anche all’influenza di molti artisti che praticano Stage Diving durante ogni concerto.

Il vero problema è che trovare un gruppo di persone disposte ad alzarti sulla folla nel bel mezzo di un concerto non è così facile, anzi è molto più facile salire sul palco – quando è consentito – e intonare brani insieme ai propri idoli durante un loro live.

Per un Crowd Surfing come si deve c’è bisogno di un elemento fondamentale: la fiducia. Bisogna, nel momento in cui si decide di farlo, affidarsi completamente ai chi ti è intorno e, in larga scala, a tutti i presenti, per non incorrere nella spiacevole conseguenza della caduta rovinosa causata da compagni poco propensi all’idea o semplicemente restii a questo tipo di pratiche.

Come per il pogo, anche il crowd surfing dovrebbe seguire delle regole base, anche se sono sicuramente molto più blande rispetto a quelle del pogo:

1- Rispettate chi è al concerto

Cercate i punti caldi del parterre dove probabilmente vi daranno la possibilità e l’appoggio per farlo.

2- Sorridete

Nessuno si deve far male, un crowd surfing ben riuscito è quello alla fine del quale nessuno verrà a lamentarsi di eventuali calcioni in testa o gomitate proibite.

3- Aiutate

Che siate sotto a sostenere il surfer o il surfer in prima persona, ricordatevi che la collaborazione è il primo passo per una buona riuscita di qualsiasi atto durante un live. Vogliatevi bene e aiutate, soprattutto, in fase di atterraggio.

4- Una mano morta non è una mano utile per mantenere un surfer.

Lo sappiamo che quando vi trovate il vostro idolo, una bella ragazza, o un aitante giovanotto sopra le teste, la curiosità vi rende intraprendenti, ma fidatevi che non c’è alcun motivo di allungare mani in parti off-limits o nelle tasche di chi vi è sopra la testa.

Ciò che più ci preme enfatizzare, però, è sempre una: rispettate il pubblico dei concerti. Divertitevi con chi vuole divertirsi, ragionate con chi non è d’accordo con il vostro modo di reagire ad un input sonoro durante un concerto: il parterre è bello perchè è vario, e quindi ognuno deve avere la possibilità di viversi un live come meglio crede.

Music is all you need.

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