Perchè non ascoltare in auto la musica che ci piace

Data: 1 luglio 2016 |

Un’idea rivoluzionaria, a tratti paradossale, che potrebbe salvarci la vita

Che si tratti di un viaggio in puro stile “on the road” o del semplice tragitto che si fa in auto per andare a fare la spesa, la musica non può mancare. A questo punto sembra naturale, quasi ovvio, scegliere da tenere nel cruscotto dell’auto il CD con la nostra musica preferita. Questa scelta, però, non dovrebbe essere così scontata. Sono molte le ragioni per cui in auto ascoltiamo la musica che ci piace: ci diverte, ci rilassa, ci solleva dallo stress della guida. Altrettante ragioni ci sono, però, per non ascoltarla.

Sicuramente vi sarà capitato di alzare il volume mentre alla guida della vostra auto ascoltavate il vostro gruppo o cantante preferito, scatenandovi e lasciandovi andare ad improbabili improvvisazioni o variazioni sul tema. Ebbene, non è assolutamente mia intenzione spaventarvi, sappiate però che avete corso un grave pericolo. Non sarebbe poi così assurdo o inverosimile, infatti, incorrere in un incidente stradale poiché si è completamente rapiti dalle note di una canzone che ci fa impazzire. Ecco un esempio: voi riuscite ad immaginarvi un metallaro che fa headbanging nella propria auto con i Rammstein a palla mentre cerca di non investire un riccio? Io sì. E mi dispiace tantissimo per quel riccio. Ma se questo tizio con la passione per il metallo avesse ascoltato alla guida un po’ di Mozart, sono certa che quella povera palla di spine farebbe ancora parte di questo mondo e i signori gommisti di questa o quell’altra officina avrebbero di sicuro un cliente in meno. Come potete constatare, ascoltare in auto la musica che ci piace potrebbe essere non molto prudente.

Altre volte, invece, siamo quasi costretti ad ascoltare in auto la musica che non ci piace. Quante volte, infatti, volere ascoltare in auto la musica che ci piace diventa la causa di infiniti litigi e malumori tra amici di una vita e compagni di viaggio che disgraziatamente hanno gusti musicali differenti. Scoppiano interminabili discussioni e si raggiungono spesso compromessi che nella maggior parte dei casi non soddisfano nessuno – poiché si sa: “de gustibus non disputandum est”, sui gusti non si discute: la conseguente rassegnazione di una delle parti o, nella peggiore ma più equa ipotesi, di entrambe le parti implicate nella discussione è inevitabile.

Per quanto possa sembrare strano questo nuovo modo di intendere la musica in auto presenta diversi vantaggi: ascoltare in auto musica che non ci piace permetterebbe di evitare quelle imbarazzantissime figuracce che di solito si fanno allo stop del semaforo e inoltre di ampliare incredibilmente il proprio orizzonte musicale, in quanto solitamente tendiamo a restare ancorati al genere che ci piace e preferiamo passare in rassegna l’intera discografia del nostro artista preferito, piuttosto che provare a scoprirne uno nuovo.

 

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