Pennywise @ Carroponte 04/07/18

Data: 5 luglio 2018 |

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Pennywise @ Carroponte

I Pennywise “non moriranno mai”!

Sono tornati in Italia, al Carroponte di Sesto S. Giovanni (MI) , nella serata del 4 luglio. I Pennywise hanno pubblicato il loro ultimo album un paio di mesi fa, Never Gonna Die, e il chitarrista Fletcher Dragge ha affermato che il nuovo disco è composto da 15 canzoni dalle sonorità molto old school e aggressive e che probabilmente sarà uno dei lavori più riusciti dai tempi di Full Circle e Straight AheadSono tornati in grande stile con il loro tour estivo assieme a tre ospiti davvero speciali, Sick Of It AllA Wilhelm Scream e Iron Reagan.

I live sono iniziati intorno alle 19.00, e una band italiana “taglia il nastro” della serata che sta per partire. Spazio ai Raw Power da Parma, praticamente la storia dell’hardcore punk italiano; pionieri della scena nel nostro paese e fortemente attivi all’estero, i Raw Power sono riusciti a crearsi in più di trent’anni di carriera un forte seguito in Europa e negli Stati Uniti. Hanno diviso il palco con band come Circle Jerks, Adolescents, D.O.A., Bad Brains, Agnostic Front, Minor Threat, Dead Kennedys, Suicidal Tendencies per citarne alcune. Ciliegina sulla torta, nel 1985, in una location ormai dimenticata, dei giovani e sconosciuti Guns N’ Roses hanno aperto un loro concerto! Il live dei ragazzi è stato concreto, determinato e con suoni più che accettabili. Sicuramente una band che andrò a scoprire da qui a poco. Bravi.

19.45: ecco che sul palco salgono gli Iron Reagan, che nascono come progetto del cantante dei Municipal Waste, Tony Foresta, a cui si uniscono il chitarrista degli A.N.S. Mark Bronzino, il bassista degli Hellbear Rob Skotis, il batterista dei Darkest Hour Ryan Parrish ed il bassista dei Cannabis Corpse e dei Municipal Waste, Land Phil. Definiscono il loro genere hardcore punk metal, un bel mix da far girare la testa, così come da capogiro sono le loro esibizioni dal vivo, puro delirio musicale ed energia tagliente.

Alle 20.40 è il turno dei A Wilhelm Scream: del successo pensano “Who cares?” e questo, credo riassuma benissimo l’essenza della band, dedita al punk rock da ormai più di due decadi. Sono attivi dal 1996 e in questi anni di tour, stage diving e palchi sudati non si sono mai focalizzati sulla fama, sull’immagine o su qualsivoglia espediente indirizzato a catturare l’attenzione del pubblico. Al primo posto tanta voglia di suonare, energia da vendere e onestà che si traduce nel suonare per il gusto di farlo e per il genuino bisogno di comunicare un messaggio a chi gli sta attorno. La band si è costruita una reputazione come uno dei migliori live act in circolazione con più di 250 show confermati ogni anno e sei album in studio con delle vere a proprie hit melodic punk. Eccezionali!

I cambi di palco sono rapidissimi, un quarto d’ora da un gruppo all’altro. Ed ecco, ci siamo. Sale il telo con su scritto Sick Of It All. Si sente che l’atmosfera inizia a diventare ancora più elettrica perché il pubblico inizia ad avvicinarsi sempre di più alle transenne e al palco.  Cercando spazio, cercando di poter vedere da un passo – o poco più – i propri idoli. I ragazzi di NYC salgono sul palco alle 21.45 circa accolti dal boato del pubblico. Sonorità veramente taglienti, per loro l’hardcore non è semplice musica o immagine ma un vero e proprio modo di vivere. Il loro debutto discografico con la major EastWest Records, Scratch The Surface, è ancora oggi seminale per la scena hardcore mondiale. Il successo della band è dovuto alla semplicità dei messaggi contenuti nei propri testi, dove sincerità è parola d’ordine e gli ideali trasmessi sono insegnamenti nei quali i fan provenienti da ogni parte del globo si identificano. Una vera e propria istituzione.

Il pubblico diventa mare, letteralmente, quando iniziano a diventare concreti i segnali che precedono l’arrivo dei Pennywise. Scenografia, strumenti e poi il silenzio. Scattano le 22.50 e sul palco arrivano loro: Jim Lindberg, Fletcher Dragge, Randy BradburyByron McMackin. Con trent’anni di carriera alle spalle si sono fatti largo nella scena musicale internazionale emergendo come band melodic hardcore fortemente politicizzata; la band è riuscita a vendere, nel corso del tempo, milioni di album diventando uno dei gruppi più di successo della scena indipendente che tutt’oggi rappresentano. Il primo pezzo è Fight Till You Die, seguito da Can’t Believe It, Living for Today, Peaceful Day. I brani procedono, fino ad arrivare alle cover Wild In The Streets di Circle Jerks, Do What You Want dei Bad Religion, T.N.T. degli AC/DC. Dal 1991 suonano Pennywise, seguita da The World del 2001, Society dall’album Full Circle (1997), la “canzone-inno” Fuck Authority, successivamente un’altra, famosissima cover di Ben E. King, Stand By Me. L’ultimo pezzo, che conclude questa meravigliosa serata è stato Bro Hymn dall’omonimo album Pennywise, del 1991.

I Pennywise sono sempre riusciti a distinguersi per coerenza e grande impegno sociale e politico, un’etica che ha sempre guidato anche le loro scelte artistiche. Questi sono i migliori Pennywise, quelli che sono uguali a loro stessi in ogni singola traccia di punk rock. Quelli dall’anima indomabile e che saranno per sempre con noi, non moriranno mai.

Un calore vero, vivo, che diventa bolgia alle prime note: si può dire che il fil rouge dell’evento generale si stato il pogo, il pogo duro; condito da allegria, potenti cori, abbracci, sudore, polvere. Tante le emozioni legate all’adolescenza, la piacevole nostalgia è affiorata insieme anche a qualche lacrima. Una serata da vivere fino al midollo, con una birra in mano.

Vorrei poterla rivivere.

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    85 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    88 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    85 Punti
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