Osaka Flu – L’Italia è fuori dal Mondiale

Data: 6 maggio 2018 |

L'Italia è fuori dal Mondiale Track List

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Osaka Flu – L’Italia è fuori dal Mondiale

La sovranità appartiene al popolo ma per sicurezza è chiusa a chiave.

Perché l’Italia sembra un posto così fallimentare? Ce lo spiegano gli Osaka Flu con l’album L’Italia è fuori dal Mondiale. Aretini purosangue, realizzano un terzo disco denso di pulp rock e rabbia. Il concetto di libertà morale è alla base degli undici brani che gridano voglia di riscatto sociale. La batteria e la chitarra galvanizzano la voce trainante che ne dice di tutti i colori. Dalla decostruzione del sistema che ci circonda fino allo sberleffo dei benpensanti, gli Osaka Flu non le mandano a dire. Ci raccontano di personaggi tipo della nostra realtà attraverso suoni travolgenti e sperimentali.

Gli Osaka Flu iniziano il loro personale viaggio nella musica nel 2010. Daniele, Michele e Francesco suggellano un patto di musica indipendente influenzato da artisti come Rino Gaetano, Bod Dylan, Giorgio Gaber e Clash.

Beviti un Fernet può sembrare un’espressione banale ma è invece lo specchio di una società superficiale. Abbiamo dimenticato i nostri fondamentali diritti e gli Osaka Flu ce li fanno ricordare a suon di martellate di note. Un riff di chitarre è lo sfondo del sound mordente e satirico. “Ma stai tranquillo, c’è la Nazionale. Non stare a pensare, beviti un Fernet”. Ritmi tribali si alternano ad espressioni rock aggressive. La batteria gestisce il tempo del brano.

Gli studenti universitari si innamorano sui regionali. Graffi alla chitarra alimentano la frequenza dei battiti sincronici. Il coro di sottofondo è il finto mood allegro di un gruppo di ragazzi carichi di speranze e ansie. “Le lezioni finiscono… finiscono le notti ma iniziano le mattine senza aver paura di quello che verrà”.

Hotel Minerva è una ballad incompiuta. Quando il lavoro è necessario in estate le vacanze non esistono. Nell’afa di un furgone la strada sembra una terra desolata. “Siamo fumo in galleria… mezza luce dei lampioni, siamo buio artificiale, persiana sempre chiusa”. Il precariato è una condizione di vita e il correlativo oggettivo di questa condizione si manifesta con metafisiche immagini di solitudine. “Silenzio a casa mia…”. Un’armonica ci accompagna durante il brano, rendendo gioiosi i nostri pensieri spenti.

Forza Mario, spendi! È una canzone sulla frenetica vita di un trentacinquenne con la famiglia sulle spalle. Mario deve risparmiare su tutto e al contempo deve far girare l’economia. Le travolgenti onde della batteria e delle chitarre spingono il brano oltre il concetto di frenesia. La follia di sognare la Costa Rica è un irrealizzabile sogno in confronto all’obbligo di dover pagare un mutuo interminabile. “Prendi il tempo che hai davanti con le unghie e con i denti”.

L’Italia è fuori dal Mondiale degli Osaka Flu non è solo un album di denuncia sociale. Il rock alternativo della band si esprime in qualità di campanello d’allarme per chi ascolta. Dopo aver ascoltato i brani dell’album ci pare di sentire una voce che ci dice: “L’avevamo detto. Ora tocca a te!”.

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