Ninos Du Brasil – Web Interview

Data: 5 ottobre 2017 |

Ninos Du Brasil – Web Interview

Ninos Du Brasil: selvaggi, intriganti e suggestivi in Vida Eterna

Terza disco per Nico Vascellari e Nicolò Fortuni, alias Ninos Du Brasil. Dopo Novos Misterios è uscito lo scorso 15 Settembre Vida Eterna, che racchiude in sé una giungla africana in piena trasformazione, sempre più misteriosa ed inesplorabile; energici ritmi tribali uniti ad un’avvolgente elettronica dai tratti animaleschi. Li abbiamo intervistati, incuriositi dalla loro evoluzione musicale.

- Qual è stata l’intuizione che ha portato alla formazione del vostro gruppo e alla scelta del nome?

L’idea riguardo al progetto risale a molti anni fa (correva l’anno 2000), quando suonavamo insieme in una band chiamata With Love. L’idea era di proporre un opening act molto radicale e di disturbo verso il pubblico. In sostanza noi due, già da allora la formazione era chiara, saremmo dovuti salire sul palco percuotendo ognuno un timpano e cantando fino ad esaurimento energia: “Nos somos Ninos Du Brasil, somos Ninos Du Brasil” in modo da fare una selezione dei presenti, allontanando i poco interessati e trattenendo invece quelli realmente interessati a vedere With Love. La scelta del nome è stata inizialmente intuitiva, poi ci siamo resi conto che scrivere in maniera sbagliata il titolo del progetto ci avrebbe reso unici.

- Il genere che suonate, altamente riconoscibile, unisce noise, elettronica mista a samba, suoni tribali e la techno. Un mix davvero interessante. Si può dire che la new wave e la scena brasiliana influiscono sulla vostra vita personale? Quanto?

Parlando di vita personale e includendo la sfera degli ascolti ne siamo sicuramente influenzati. Parlando invece di NDB quando abbiamo cominciato l’idea era quella di guardare al Brasile solo attraverso gli stereotipi. L’idea di appropriazione culturale non ci è mai piaciuta. Con il passare del tempo la ricerca ci ha permesso di entrare più in profondità nel ritmo, il suono, il carnale, l’esoterismo e in generale nella tradizione. Parlare di New Wave (o meglio di No Wave) è altrettanto corretto, soprattutto se pensiamo che proprio ad Arto Lindsay abbiamo chiesto di cantare la traccia conclusiva di Vida Eterna.

- Il vostro terzo lavoro uscito il 15 Settembre, Vida Eterna, e il vostro primo disco, Muito N.D.B., sono stati pubblicati dall’etichetta italiana La Tempesta Dischi, considerata una delle più importanti nel panorama nostrano, mentre il secondo lavoro Novos Misterios è stato pubblicato dall’etichetta Hospital Production. Che differenze avete notato tra le due case discografiche?

Anche Vida Eterna è pubblicato da Hospital Productions (parliamo delle versioni in LP/Cassetta), in collaborazione con La Tempesta International che si occupa di CD e digitale. La differenza tra le due etichette è piuttosto evidente scorrendo i loro cataloghi ed è per questo che abbiamo pensato fosse interessante proporre loro di collaborare e siamo piuttosto soddisfatti di essere gli unici ad essere riusciti in un’impresa simile.

- Quali aspettative avete dal fresco lancio di Vida Eterna?

Il nuovo live che accompagna il disco è una bestia selvatica che non vediamo l’ora di poter liberare e che speriamo di dover rincorrere in luoghi sempre più lontani in cui ci sia anche una remota possibilità di suonare. Siamo appena rientrati da un concerto in Uganda per esempio. Le prime due date saranno comunque in Italia ad ottobre: il 5 al Serraglio a Milano e il 6 al Lanificio a Roma con gli amici di Spring Attitude.

- Com’è stato concepito quest’ultimo disco? Potete parlarci del processo creativo?

Dopo un’accurata stesura di basi, synth e ritmiche, abbiamo aggiunto voci e tutta una serie di batterie e percussioni in modo da formare strati su strati di suoni, di ritmi e di idee. Abbiamo poi lavorato alla struttura di ogni singola traccia, fino a chiudere il disco con la tracklist. È stato un viaggio lungo e complesso indubbiamente intrapreso nel momento in cui abbiamo deciso di affidare a Rocco Rampino (Congorock) la produzione del disco.

- Alla distanza di tre anni dal vostro ultimo lavoro, in Vida Eterna ci sono stati forti cambiamenti di stile o avete preferito rimanere fedeli al vostro taglio?

Ogni album di Ninos Du Brasil è un nuovo capitolo affrontato come fosse un viaggio da raccontare attraverso il suono. Anche il secondo disco era molto diverso dal primo ma certamente conveniamo con te questo è veramente un grossa evoluzione per il nostro suono. Se in Novos Misterios lasciavamo la città, la frenesia, il carnevale e le strade affollate per immergerci nella giungla, con Vida Eterna cala la notte e con essa l’oscurità. Siamo nella foresta, sempre più nera, in cui misteriose creature si risvegliano. Senza perderci d’animo ci facciamo strada, nonostante le mille insidie, fino a raggiungere un nuovo elemento: l’acqua, laddove la dolce incontra quella salata.

- Conoscete la scena elettronica italiana? Cosa ne pensate? Ci sono nomi interessanti?

Sentiamo di non conoscere mai abbastanza la scena italiana. C’è in grandissimo fermento e in ogni momento veniamo a conoscenza di progetti/artisti sempre nuovi e validissimi. È davvero un ottimo periodo per l’Italia, anche di riconoscimenti a livello internazionale. Seguiamo con grande interesse e ammirazione artisti come Voices From The Lake (Neel e Donato Dozzy), Lorenzo Senni, Donato Epiro, Mana, Gaspare Sammartano, Simone Trabucchi, Simone Bertuzzi, Matteo Vallicelli, Petit Singe e Furtherset e molti altri.

- Sul palco riuscite davvero a trasmettere un’energia di fortissimo impatto al pubblico, che si lascia andare a balli sfrenati. Qual è il rapporto con i vostri fan?

Il nostro intento è quello di poter coinvolgere totalmente il nostro pubblico, fino a fargli perdere il controllo. Ci piace che la gente, durante i nostri live, si lasci andare il più possibile. È importante cancellare le inibizioni per far scomparire il contesto e crearne uno differente.

- Come vi preparate prima di un live? Avete rituali particolari?

I live sono rituali fisici e mentali decisamente faticosi. Li affrontiamo con un connubio di stretching e vodka.

 - Quali saranno le prossime date dei Ninos Du Brasil? Tappe europee?

Abbiamo una serie di date, italiane e non, programmate per l’autunno e l’inverno. Suoneremo, oltre che in Italia, Estonia, Spagna, Macedonia, Svizzera, Germania, Olanda e finalmente, Brasile!

- Con quale artista vi piacerebbe fare un feat e perché.

Arto Lindsay è stato già un ospite eccezionale. Per il futuro abbiamo immaginato la presenza di un autore italiano che al momento non possiamo davvero rivelare e con questo possiamo tranquillamente annunciare che il quarto album dei Ninos Du Brasil è un viaggio nel quale siamo già immersi.

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