Niccolò Fabi @ Castel Sant’Elmo 30/06/17

Data: 1 luglio 2017 |

Niccolò Fabi, un semplice uomo della musica Time

Evento Information

Niccolò Fabi @ Castel Sant’Elmo

Castel Sant’Elmo tutto per Niccolò Fabi.

Le nuvole si addensano velocemente nel cielo che sovrasta Castel Sant’Elmo. Piazza D’Armi è scompigliata da un forte vento. La luna è inghiottita dal buio. Ci troviamo in un luogo onirico, cinematografico, sospeso sulla linea del tempo. Questo è lo scenario che accoglie il pubblico della seconda tappa italiana del Diventi Inventi Tour di Niccolò Fabi. Vent’anni di carriera da raccontare in un giro di concerti estivi, vent’anni dall’uscita del suo primo album Il Giardiniere.

Cala la notte sul castello, apre il live Guido Maria Grillo. Sale sul palco con la sua chitarra elettrica e ci porta una ballata romantica ricca di estensione vocale.

“Questo è un brano che ho cantato insieme a Levante e si intitola Salsedine”.

La maggior parte del pubblico che si trova accanto a me è irrispettoso nei confronti dell’esibizione del giovane musicista, ma la bravura dell’artista riesce comunque a zittire tutti generando un applauso spontaneo. Il fastidioso brusio torna prepotente, due donne che si trovano dietro di me preferiscono commentare gli orecchini indossati da Guido. “Guarda, ha gli orecchini come quelli di Max”. Iniziano a parlare ad alta voce di questo Max, della sua bellezza e della sua altezza. Capirò solo più tardi che forse stavano parlando di Max Gazzè. Intanto Grillo è arrivato a cantare ormai il suo ultimo brano e io ho ascoltato purtroppo ben poco della sua musica. Emozionato ed emozionante, non riceve però il giusto plauso dal pubblico.

21:30, Niccolò Fabi avanza sul palco insieme ai suoi musicisti. Emerge dal buio della notte illuminato da una lieve luce che rende splendenti le punte dei suoi ricci. Apre il live con Il Giardiniere.

Niccolò suona la chitarra mentre ci parla sottovoce: “Questo tour è dedicato a voi”.

Una somma di piccole cose genera una subitanea e perenne comunione con i presenti. Fabi sorride durante l’esecuzione del brano, felice di scoprire che il pubblico è così partecipe. Ha perso la città è una scena di luci blu e ombre di fumo che avvolgono l’artista. Un’introduzione altamente armonica apre la scena per Solo un uomo. Parole di semplici verità sono cantate al microfono mentre morbide dita accarezzano le corde della chitarra. Le immagini del live che avevo immaginato corrispondono in maniera religiosa a ciò che mi ritrovo davanti. Una profetica figura troppo umana canta avvolta dalla sua folta chioma di capelli. “Questo brano è il simbolo di una filosofia di cui mi vanto di essere esponente, la Filosofia Agricola”. Non vale più ci porta avanti, sempre più avanti in questo personale viaggio musicale. Un viaggio dello spirito, della confessione, della maturità.

“Negli anni gli argomenti delle mie canzoni sono cambiati – dice Niccolò – ci sono state canzoni sull’esistenza e canzoni sull’amore, come questa…”. La promessa è il racconto di un amore privato, un graffiante assolo di chitarra elettrica fa vibrare l’atmosfera. “Questi sono i sogni psichedelici di un giovane ragazzo romano, era il lontano ’94”. Rosso è una danza collettiva, una energica melodia che si libera nell’aria. “La cura del tempo ha segnato un nuovo inizio nella mia musica, gente diversa ha iniziato a seguirmi grazie soprattutto al brano È non è”.

Con Le Chiavi di casa l’artista si apre completamente davanti al pubblico. “Non c’è brano più significativo per me”, parole di protezione sono sprigionate dal canto di un amorevole padre che custodisce ricordi troppo brevi. Il pubblico stringe Niccolò in un abbraccio costruito con un lungo applauso. “Grazie amici” dice Fabi e libera il cuore dal suo peso grazie al suono della chitarra. Si siede al piano ed esegue una versione molto intima di Una mano sugli occhi. Il dolce suono dello xilofono rende ancora più lieve l’esecuzione del brano.

“Ho costruito nel tempo il rapporto con la città di Napoli. Il vostro calore è sincero e potente, fa quasi paura a me che sono insicuro – aggiunge – Grazie alla gaffe del manifesto di cui tutti hanno parlato stasera siete tantissimi. Non ho mai avuto un pubblico così grande a Napoli. Queste sono le nuove strategie di marketing”. Niccolò ironizza sull’errore presente sui manifesti affissi in tutta la città di Napoli che annunciavano l’arrivo del suo concerto.

Siede ancora al piano per Il Negozio di Antiquariato. Il palco è completamente suo. Una buona idea riaccende la scena riscaldando il pubblico. Costruire genera un alto momento di introspezione collettiva mentre un vortice velocissimo di note ci porta il Vento d’estate. Niccolò imbraccia un lucente benjo per la performance di Offeso.

“Sono quindici anni che vi invito a pensare alle cose che vi offendono e a trovare degli alleati. Vi invito a battere le mani insieme a noi”. Lasciarsi un giorno a Roma è una piacevole bolla di rock che fa ballare il pubblico. Facciamo finta è una tenera ninna nanna d’amore. “Per questo brano ho rubato le parole dal vocabolario dei bambini”.

Il live sta per volgere alla conclusione. Fabi racconta dell’incontro con il suo chiarrista in un locale di Torino e di come questi lo abbia colpito per il semplice fatto di essere in grado di attirare l’attenzione del pubblico grazie all’esecuzione di un brano intitolato Mela. Fasci di luci verdi avvolgono i musicisti. Capelli è un momento di allegria da condividere col pubblico, un saluto gioioso verso chi gli è così fedele. Con Lontano da me la band si congeda dai presenti. “Io vado incontro al mio destino seduto accanto a un finestrino… allontanarsi è conoscersi”. In queste parole c’è tutta la filosofia di vita di Niccolò Fabi, un semplice uomo della musica.

La scena si chiude, Fabi tiene in alto la sua chitarra simbolo di verità. E poi si inchina davanti al pubblico rapito dalla commozione. Oltre due ore di intensa musica hanno alleviato i nostri affanni, rendendoci partecipi di una serata della conoscenza dello spirito. Qualcuno dal pubblico dice “Sei terapeutico”, qualcun altro non fa altro che ripetere “Grazie!”.

Venti anni di racconti, venti anni di vita, venti anni di amicizia musicale. Una storia incantevole che tutti vorrebbero poter raccontare.

Foto fonte: Instagram

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