Le storie da festival più incredibili e distruttive

Data: 10 giugno 2016 |

Alcool, droga, forze dell’ordine, auto in panne e tanto altro. Le “news” assurde – ma vere – dal mondo Music Coast to Coast da non perdere.

Quando il gioco si fa duro, il #coaster caccia i denti e lascia uscire fuori tutto il suo animo da guerriero. Per cui, può capitare che succedano, durante i lavori e non, quegli eventi che ti segnano per tutta la vita.
Sicuramente anche voi sapete cosa significa andare ad un festival, o un concerto, per questo siamo tutti un po’ coaster.

Se invece non hai la minima idea di ciò di cui stiamo parlando, allora non sai cosa ti perdi.

Ecco, quindi, qualche storia incredibile che non dovete assolutamente perdere, che ha come protagonisti P. e D., due prototipi di coaster. Le storie raccontate sono tutte accadute realmente.

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Quando il caso ti viene in aiuto, non è un caso.

È inizio agosto, nonostante si viaggi veloci tra le montagne, il caldo riesce a far sentire la sua morsa umida intorno al collo dei nostri eroi.
Si va a tutta birra in direzione Cervinara, NonSoloRock Festival, avendo lasciato da poco Zungoli e il suo omonimo evento.

A circa un chilometro dalla destinazione, dopo una sosta pranzo, accade il peggio: l’auto di D. non si accende e non da segni di vita. Farla ripartire con spinta sarebbe stato impossibile, visto che si tratta di un’auto a cambio automatico - che in certi caso vi sconsigliamo assolutamente.

Tutti i tentativi di rianimazione falliscono, ma nella più grande desolazione un signore si trova a passare offrendosi di accompagnarli a Cervinara.

Il caso vuole che si trovasse lì anche Maurizio Affuso, frontman degli RFC e collaboratore del Pummarock Festival.
Ed è a questo punto che abbiamo seriamente iniziato a credere nell’esistenza del Karma.

Maurizio si trovava lì per puro caso, era andato a trovare la compagna e fu proprio questo elemento a salvare il tour. Infatti, grazie alla sua fidanzata riuscirono a reperire un meccanico in extremis, il quale riuscì a sua volta a riparare l’auto, salvando noi e il tour.

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De Majoranibus: quando lo sballo non ti aiuta

Si è al concerto di Manu Chao, al quale D. e P. arrivarono in largo anticipo. L’impatto della location non fu niente male, anche se all’ingresso le forze dell’ordine sembravano i guardiani delgli inferi, stazionando lì fuori con i loro cani infernali.

Per fortuna i nostri due protagonisti erano malauguratamente sprovvisti anche dello stupefacente più leggero.
Ma stupefacente fu l’incontro di questo strano ragazzo tedesco, 17 anni, #coaster inside, che veniva da lontano per assistere al concerto in onore della madre, grande fan di Manu Chao, che purtroppo era ricoverata in ospedale.

La cosa che ci colpì non fu solo lo spirito wild che lo animava (dormiva sul prato portandosi una tenda dietro le spalle), ma la disinvoltura con cui riuscì ad entrare e superare le guardie cinofile. Esatto, avete letto bene: il nostro amico era carico di erba, ma sembrava talmente fuori dal mondo che nessuno se lo filò.

Una volta dentro purtroppo lo perdemmo di vista, ma per fortuna P. e D. riuscirono a riconoscere altri amici che a loro volta erano pronti a far festa. D. era talmente cotto che preferì limonare selvaggiamente con la tipa di turno, che faceva parte della comitiva; ma sopratutto nel bel mezzo della comitiva. immaginate un gruppetto di ragazzi che balla al ritmo di Manu Chao e al cui centro ci sono due esseri intenti a quasi-copulare. 

Si sa, talvolta gli effetti dello stone possono portare un po’ di ansia e paranoia, sopratutto se il prodotto è di prima qualità. Si insinuò uno strano pensiero nella mente di D., il quale inspiegabilmente pensava che l’accompagnatore della sua nuova fiamma fosse anche il suo ragazzo. Strano ma vero.

L’apice dell’assurdità fu raggiunto quando lei, nel pieno del delirio alcolico, chiese di appartarsi. Ma, al rifiuto di D., la nostra Maddalena (nome fittizio) diventò fuoribonda perchè non si capacitava dell’abbandono.

A quel punto il suo accompagnatore esclamò: “Lascia stare mia cugina, è ubriaca marcia”.

Il risultato? Beh quando sei un po’ troppo sballato è meglio che ci si ferma a riflettere qualche secondo in più, piuttosto che pensare di star limonando con una tipa davanti al suo ragazzo.

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De Majoranibus: Quando si è #coaster dentro, è come conoscersi da una vita

Questa volta P. e D. sono appena sbarcati in Sicilia e devono dormire a casa di un’amica che conobbero – di vista – tempo fa. Si ponevano solo due problemi: Vesta (nome fittizzio per l’amica) in quei giorni non era in Sicilia e si sarebbero dovuti rivolgere al padre; era sera tardi e andare a casa di uno sconosciuto non era poi così rassicurante.

Giunti alla casa, il padre si rivelò essere una persona abbastanza fuori dal comune: capelli rasati, robusto, portava lo smalto. Quando ci presentammo, subito si dimostrò disponibile offrendoci due bottiglie di buon vino bianco, e ci accompagnò verso il nostro alloggio – che era a due passi da casa sua. Li invitò per cena, telefonandoli più volte per accertarsi che sarebbero venuti e che tutto fosse a posto.

Si presentarono a casa sua non troppo tardi e ad accoglierli, insieme al padre, c’erano anche due amici di famiglia: anch’essi tipi molto particolari, e bevono come dei matti.
La cena fu strepitosa, con carne e brace accesa in pieno stile #coaster. Il massimo del grottesco fu raggiunto quando un carabiniere, affacciatosi dalla caserma di fronte, raggiunse l’allegra combriccola per un amaro.

Non contenti, i locali invitarono P. e D. a visitare la città; non una visita normale ma un tour per i migliori bar che servono i migliori alcolici. Ovviamente i nostri eroi non potevano rifiutare e, anch’essi nel delirio dei sensi, decisero che portare un cuzzetiello di pane in tasca sarebbe stata la salvezza.

Quando si è #coaster dentro basta uno sguardo, due parole, ed è come essere amici intimi da sempre.

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Se vuoi il pogo, sii pogo.

Pummarock, 5000 persone. I gruppi di apertura, che noi tanto amiamo, avevano suonato da un pezzo e sfortunatamente i nostri #coaster si trovavano alla fine della folla.

In un certo senso era un mortorio perchè a differenza delle prime file non si pogava per niente.
P., che aveva una bottiglia di vino in mano, scambia uno sguardo con D. e si capiscono all’istante: era il momento di entrare in scena. I due iniziano a pogare, ad urlare, a dimenarsi, fin quando il resto della folla non decide a sua volta di partecipare.

Dopo qualche minuto i due sono costretti a scappare perchè rischiavano di restare asfissiati, D. aveva il muso rotto, ma P. non aveva fatto cadere neanche una goccia di vino.

Quando vuoi pogare, sii pogo.

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Non sempre le buone intenzioni portano buoni risultati

Siamo ad una serata privata organizzata da DubStep Napoli su una barca ormeggiata a largo, alla quale era possibile accedere grazie ad un gommone che faceva da navetta. Il setting è fantastico, si sale con una corda e la barca è piena zeppa di casse, quasi sembrava che stesse per affondare.

Un po’ per il timore del mal di mare, un po’ per paura di cadere in acqua, i nostri amici partono con le migliori intenzioni; insomma volevano fare i bravi.

Purtroppo questa storia sarà molto breve perchè entrambi non ricordano molto di quello che è successo perchè i fiumi di alcool facevano sembrare l’oceano uno stagno. Non ricordano come sono scesi da lì, il primo ricordo del post serata parte proprio dalla spiaggia.

Viste le condizioni, P. e D. sbagliano più volte strada e non ricordano dove hanno parcheggiato l’auto. Dopo aver incontrato un gruppo di cani randagi, che avevano tutta l’aria di non volerli far passare a costo della vita, e dopo mille giri inutili, sono ormai le Sette di mattina, il sole sta sorgendo, la sbornia è quasi andata, e finalmente si arriva alla macchina.

Insomma, non sempre partire con il piede giusto ti impedisce di cadere nel baratro.

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