NaDir \ Napoli Direzione Opposta Festival 01/07/17

Data: 2 luglio 2017 |

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NaDir \ Napoli Direzione Opposta Festival 01/07/17

Nadir: si raccoglie sempre quello che si ha seminato in precedenza.

Terzo ed ultimo giorno del Nadir quello di sabato primo luglio. Si avvia alla conclusione la terza edizione del festival indipendente organizzato a Soccavo. Dopo i primi due giorni, quelli del 29 e 30 giugno, per l’ultimo giorno di kermesse abbiamo preso parte al concerto di Travel Gum, La Bestia Carenne e Sula Ventrebianco e, infine, Marlene Kuntz.

I primi on-stage sono i Travel Gum, band partenopea che ci ha regalato un concerto intimo dato che come pubblico eravamo in pochi interessati alla loro performance. Nel loro live hanno proposto brani da Travel Vol.1, uscito il 17 giugno grazie ad una campagna di Musicraiser. Poco incisivi ed ancora alla ricerca di una propria direzione, mischiano troppi generi senza avere una linea ben precisa con una voce anonima, soprattutto nelle parti narrate. Sicuramente una buona sezione ritmica che resta la nota positiva dell’esibizione.

Di tutt’altro valore le performance de La Bestia Carenne e dei Sula Ventrebianco. I primi, con un set che verte sia sull’ultimo Coriandoli sia sul primo disco Catacatassc, hanno saputo dare prova della loro esperienza live. Tanta energia e coinvolgimento con L’uomo che cammina e Il nome di Saffo a riscaldare i presenti. Paolo Montella e Giuseppe Di Taranto si alternano alle voci, il primo col suo basso è un vero e proprio folletto da palco, un menestrello d’altri tempi. Le chitarre dai fraseggi funk e la batteria svolgono il loro compito egregiamente, mentre al basso e alla voce il compito di dare brio ad una musica anacronistica, ma che dal vivo sa conquistare e divertire.

I Sula mettono in piedi un live granitico, in cui però la voce di Sasio Carannante è stata spesso penalizzata dai volumi troppo alti degli strumenti. La loro esibizione si apre con Yellowstone, intro del recente album Più niente. Sound robusto e vibrante per un live di rilievo dove basso e batteria fanno tremare anche i palazzi limitrofi all’area concerto. Merak, Saleinsogno e Una che non resta dal vivo sono delle bombe, suonate a mille all’ora e senza compromessi. I Sula Ventrebianco sono una band che, per quanto mostrato dal vivo, meriterebbe più attenzione in Italia. Sasio è un vero e proprio animale da palco, sa come divertire e coinvolgere il pubblico, gli altri tre Sula tirano dritti senza fronzoli con un rock d’altri tempi, ma che suona ancora fresco e spontaneo.

Sono le 23:00 precise quando i Marlene Kuntz salgono sul palco per la loro prima tappa del minitour estivo. Ci si aspettava grandi cose da chi negli anni ha delineato la strada del rock in Italia, eppure, saranno gli anni, sarà la prima data, ma Cristiano e soci sono ben lontani dallo splendore degli anni passati o dagli ultimi live ai quali ci avevano abituati. Una performance che rasenta la sufficienza e con una scaletta che verte soprattutto sui più recenti dischi, con pochi brani da Catartica, Il vile e Ho ucciso paranoia, da sempre i migliori album della band di Cuneo.

Bellezza, A chi succhi, Io e Me, L’odio migliore e Fecondità non convincono del  tutto forse per vuoi i nuovi arrangiamenti, per il basso di Luca Saporiti (Lagash) che sovrasta gli altri strumenti o per Godano che è spesso fuori tonalità, nonostante ciò la presenza del frontman sul palco continua a mantenere quella forte carica di sensualità che ha da sempre contraddistinto le sue esibizioni.

Lieve e Festa Mesta danno una boccata d’aria ad una setlist poco coinvolgente. Sicuramente tra i momenti migliori ci son state La mia promessa e Cara è la fine, da sempre canzoni gradite a chi segue da anni i MK. Meglio nei due encore Musa, Ape Regine e Sonica rimandano ai giorni migliori dei quattro per poi salutare i presenti con Ineluttabile e La canzone che scrivo per te. Un live che, per chi da poco ha scoperto la formazione di Tesio, Godano e Bergia è stata una lezione di stile, parole e noise nonostante un concerto sottotono.

Si chiude così il Nadir con i Marlene Kuntz forse immagine di un festival che nei tre giorni è stato sufficiente, ma mai ottimo.

Chiudiamo con le parole di Vladimir Nabokov:

“…E poi la fine. Ciononostante sono felice. Felice, sì. Lo giuro, sono felice. Ho capito che l’unica felicità a questo mondo sta nell’osservare, spiare, sorvegliare, esaminare se stessi e gli altri, nel non essere che un grande occhio fisso, un po’ vitreo, leggermente iniettato di sangue. La felicità è questa, lo giuro.”

Ci auguriamo che la felicità vista al Nadir possa essere un punto di partenza per le prossime edizioni. Osservando ed esaminando se stessi si potrà fare ancora meglio ed arrivare ad ottimi livelli.

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    65 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    60 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    65 Punti
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