Cinque Album da Avere Sempre in Auto

Data: 15 giugno 2016 |

Ecco la classifica degli album che dovete assolutamente avere in auto, perchè ascoltare musica quando si viaggia è quasi un obbligo, oltre che un piacere.

Che si tratti di un lungo viaggio on the road o semplicemente di una piccola passeggiata con gli amici, ecco secondo noi quali sono gli album che non devono assolutamente mancare nella vostra auto.

Dark Side of The Moon – Pink Floyd

Stiamo parlando di una delle pietre miliari della musica rock, forse l’album – a mio avviso – migliore e più completo che abbia prodotto la band londinese. Rappresenta un po’ la parabola della vita e le sue tracce sono un vero e proprio stimolo a camminare.
Sicuramente lo abbiamo scelto perchè si tratta di un concept album, le cui canzoni iniziano e finiscono l’uno nell’altra. È una riproduzione che inizia con Breathe – il primo respiro – e finisce con Eclipse, l’eclissi. Non so voi, ma quando voglio ascoltare qualche traccia di questo disco non posso che ascoltare l’album per intero.

Alchemy: Dire Straits live

Lo so, forse sono un po’ nostalgico, ma non abbastanza da scegliere un album in studio. Alchemy Live è forse uno dei migliori dischi live dei Dire Straits, in cui propongono una serie di canzoni simbolo della loro carriera musicale.
C’è la celeberrima Sultans Of Swing, i cui maestri del Creole vi prenderanno per mano e vi accompagneranno per strada. Ma ci sono anche titoloni del calibro di Solid Rock e tunnel of Love, due pezzi che con le loro dinamiche non riusciranno a mettervi allegria e far scuotere la testa.
Insomma, anche questo album non deve assolutamente mancare nella vostra auto.

Verdena – Verdena

Che ne dite di farci un giro in Italia? Verdena è il primo album pubblicato nel 1999 dall’omonima band bergamasca dopo ben 4 anni di attività.
È sicuramente un must del gruppo che ne racchiude l’essenza primordiale. La voce graffiante di Alberto è già un marchio di fabbrica – tanto che c’è chi al tempo li definì i Nirvana italiani – ma non mancano quelle dinamiche psichedeliche che fanno viaggiare.
L’unica pecca, che a dire il vero è piuttosto una rarità, risiede nella canzone Ormogeniaè l’unica canzone della discografia dei Verdena ad essere cantata da Roberta. Purtroppo, però, essa è disponibile solo nella versione in vinile.

Microchip Emozionale – Subsonica

Restiamo in Italia con il secondo album dei Subsonica, che secondo Rolling Stone Magazine è uno dei 100 dischi italiani più belli di sempre.
Anche se a me non piacciono molto le classifiche, non sembrano avere tutti i torti. L’avanguardia di questo album sta nella sapienza del saper mescolare dinamiche e suoni drum’n’bass con chitarre funky, il tutto con un linguaggio moderno che sembra voler raccontare la realtà torinese di quegli anni.
Tra l’altro, il titolo dell’album prende il nome dal una parte del testo di Aurora Sogna e vanta collaborazioni del calibro di Morgan e di Daniele Silvestri.

Music for the Jilted Generation – The Prodigy

È anch’esso il secondo album pubblicato dalla band britannica e vi consigliamo sia la prima stampa, sia la ristampa del 2008 che prende il nome di More Music for the Jilted Generation – che contiene remix e contenuti aggiuntivi.
Sicuramente una delle parole d’ordine di questo album è contaminazione: forti sono gli elementi rock miscelati con quello che oserei defnire techno metal (e la canzone Their Law ne è un esempio). Insomma, una sorta di musica da rave di buona generazione – non me ne vogliano gli appassionati, ma non saprei esprimere quest’idea meglio di così.

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