Motta @ Alcatraz

Data: 1 giugno 2018 |

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Motta @ Alcatraz

Se stiamo insieme stanotte è diverso: Motta all’Alcatraz di Milano

Un giovedì afoso di maggio, una serata all’Alcatraz e il live di Francesco Motta che inizia alle 21.30. A distanza di due anni da La fine dei vent’anni, Il 5 aprile è uscito Vivere o morire, album che consacra la maturità del cantautore e vede la doppia penna di Pacifico che aiuta Francesco ad esternare le sue emozioni e a metterle nero su bianco.

Si inizia in medias res con un loop strumentale, che accompagna l’inconfondibile timbro vocale di Motta. L’energia è palpabile, la musica è troppo alta e non si riesce parlare. Così ha inizio il concerto nella cornice milanese dell’Alcatraz.

Il pubblico si scalda da subito con la performance di Francesco che salta da una parte all’altra del palco, un coro si alza: Ed è un po’ come essere felice. In primo piano c’è la parte strumentale, basso, chitarre, percussioni, batteria, tastiere. Motta inizia il concerto come se lo stesse già chiudendo, mi spiego meglio: l’adrenalina che si avverte è tipica del bis di fine live. La scaletta è ricca, spazia tra i vecchi e i nuovi pezzi, incluso Fango, brano della sua vecchia band i Criminal Jokers. Si parte con un “mi siete mancati tantissimo” ed ecco che inizia La fine dei vent’anni, inno generazionale e la platea non può far altro che cantare. Il cantautore durante il live si racconta, parla dei suoi stati d’animo, del tormento che lo invade nel momento della creazione di un album, dell’amore che lo spinge ad affrontare gli sbagli. E io nel frattempo penso alle persone che vanno ai concerti per parlare. Poi per fortuna il palco si riaccende con Vivere o Morire, canzone manifesto, che fa da spartiacque tra il nuovo e il vecchio: è arrivata l’ora di restare.

Le fil rouge dell’intero live è il ricordo che può sfumare: Chissà dove sarai, La prima volta, Per amore e basta, Del tempo che passa la felicità, tanto, Prima o poi ci passerà. Sono tutti i brani che si susseguono fino ad arrivare a Roma stasera, che convince sempre. La seconda parte del concerto ha tinte più tenui, si passa alle ballad. Da Sei bella davvero alla Nostra ultima canzone. Che però è la toccante Mi parli di te, dedicata al padre e con la quale Motta lascia il palco da vincitore.

 

Foto fonte: Instagram

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    70 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    68 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    70 Punti
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