Motta @ Sound Music Club 03/03/2017

Data: 5 marzo 2017 |

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Francesco Motta @ Sound Music Club

Motta al Sound Music Club sconvolge tutti, in un tornado di emozioni.

Siamo a Frattamaggiore al Sound Music Club dove, nella sera di venerdì 3 marzo, Motta si esibirà in concerto. Il club accoglie artisti sempre molto interessanti e sono molti gli eventi ancora in programma. Giova anche la location e lo stile underground che si respira al suo interno. Francesco Motta porta al Sound il suo tour “La fine dei vent’anni”.

Io sono qui in un venerdì sera come tanti altri che spero vivamente di viverlo in modo diverso. Dopo aver ascoltato ancora una volta il suo album, riuscivo a pormi una sola domanda: deluderà il suo live? Perché si sa: ci sono milioni di artisti al mondo che sono favolosi in studio e poi, in realtà, lasciano a desiderare sul palco. Per questo ci ritroviamo ad aspettare nella zona bar di accedere alla Live room dove si svolgerà il concerto. Tra una birra e due chiacchiere, fin dalle 21 circa il Sound inizia pian piano ad affollarsi. Si arriva alle 23 con gli ultimi fortunati che riescono ad accaparrarsi i biglietti rimanenti.

Sold out.

La live room è abbastanza grande e, nella mia postazione laterale sotto al palco, a stento vedo la luce dell’uscita a causa della folla. Il live inizia con una lunga intro strumentale dove il pubblico già inizia a muoversi: sale poi Motta sul palco, e parte “Del tempo che passa la felicità”. Il pezzo fin dai primi versi fa saltare e cantare il pubblico, me compresa. Sin dal momento in cui ho messo piede in quella stanza e ho cominciato a sentire le prime note, ho capito che quello sarebbe stato un grande concerto. Avevo ragione.

Non c’era un pezzo che non piacesse: ad ogni brano tutti cantavano e ballavano insieme all’artista. Un concerto in levare, brano dopo brano. Si è passati dal ballare sulle note di “Prima o poi ci passerà”, al lasciarsi trasportare da “Una maternità”. Una spiegazione precede brani come “La fine dei vent’anni”, “Mio padre era un comunista” “Sei bella davvero”. Quest’ultima, da come racconta lo stesso Motta, non doveva neanche essere presente nell’album perché non convinceva affatto. Riccardo Senigallia infatti gli disse:

“Se non mettiamo questo pezzo nel disco, io e te non ci vediamo più.”

E infatti, come da copione, il brano è finito direttamente nel disco, e tutti lo abbiamo cantato per quanto fosse bello. La scaletta non ha risparmiato nessun brano di “La fine dei vent’anni”, ma ha anche dato spazio per “Fango”“Cambio la faccia” dei Criminal Jockers, band di cui Francesco Motta fa parte.

Non mancano i siparietti, come quando, ad esempio, il pubblico attaccato al cellulare a fare foto, invece di godersi il live, viene ripreso dal cantante, che poi ha concluso con un “Ma fate quello che cazzo vi pare”. Mi ha sorpreso come l’artista pisano sia stato capace di tenere così bene il palco e di coinvolgere la folla presente. Si è dimostrato non solo un grande artista, con una voce secondo me migliore di come rende nell’album, ma anche un musicista eccellente, accompagnato da una band di tutto rispetto. Non sono mancati i momenti in cui ha accompagnato i brani a suon di percussioni, lasciando la fedele chitarra con la quale suonava quasi per tutto il tempo.

E così si è arrivati verso la fine, dove una breve pausa anticipa la fine del concerto. Risalgono quindi tutti tutti i musicisti sul palco e viene eseguita “Roma stasera”. Poco dopo, alcuni ragazzi nel pubblico hanno urlato il nome della capitale: è per questo che Motta ha cominciato a ridere e ad esortare quel gruppetto con un:

“Sentire urlare Roma a Napoli è na grande cosa eh.”

Seguono “Abbiamo vinto un’altra guerra” e “Prenditi quello che vuoi”. Neanche mi sono resa conto che stava tutto per finire. Sono stata completamente trasportata dalla musica, dove ogni nota mi andava a colpire dentro, lasciandomi andare in movimenti fluidi che seguivano il ritmo incalzante dei brani di Motta. Era impossibile stare immobili lì, solo fermi ad ascoltare.

Alla fine del concerto avrei voluto che iniziasse di nuovo tutto da capo. Dopo un live di Motta succede che un po’ ti infatui di lui e non smetti più di ascoltarlo, sopratutto dopo aver partecipato ad un concerto come quello del Sound Music Club: un live con ottimi musicisti, un cantautore dall’ipnotico timbro vocale che padroneggia il palco vivendolo fin dal primo momento, e, last but not the least, una location che s’incastrava perfettamente con tutto il quadro della serata.

Non ci sono altre parole.

Editor Review

  • Performance

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  • Pubblico

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  • Organizzazione

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    85 Punti
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