Mistakes – Intervista

Data: 28 luglio 2017 |

Mistakes – Intervista

Tutta la voglia di crescere dei Mistakes

I Mistakes sono un giovane trio punk-rock di ventenni milanesi fondato nel 2013 da Giorgio ‘’Joe’’ Cataldo alla chitarra, Riccardo Berticelli alla voce e al basso e Giorgio Sudati alla batteria. Dal 2015 la band comincia ad avere confidenza con i palchi dei club del capoluogo lombardo, nello stesso anno pubblicano il primo demo, l’EP Lights and… e partecipano al contest Rock in Park dove raggiungono le semifinali. Nel Marzo del 2016 calcano il prestigioso palco dei Magazzini Generali di Milano, dove suonano insieme ad altre band emergenti e lì il gruppo fa la conoscenza di Larsen Premoli, con il quale incidono il loro secondo EP dal titolo Our Own Way in uscita il 19 maggio di quest’anno per l’etichetta punk indipendente Ammonia Records.

- Siete soddisfatti del percorso che state compiendo con il vostro EP? Cosa ha portato alla vostra carriera?
Giorgio Cataldo: Siamo soddisfatti del nostro e di tutte le cose che ci sono successe. Dopo un mese che è uscito l’EP abbiamo ricevuto l’e-mail di MTV che ha preso in considerazione il nostro video, è stata una grande soddisfazione per noi e dobbiamo ringraziare senza dubbio i ragazzi che ci seguono e la nostra etichetta. Siamo molto felici di quello che sta succedendo ed è stato tutto inaspettato.
Giorgio Sudati: Aggiungerei la maniacale attenzione nella lavorazione del disco del nostro produttore che ci ha fatto veramente cambiare il modo di vedere le cose e oggi possiamo dire di essere soddisfatti
- Oggi ci sono pochi media sui cui un gruppo emergente come voi può diffondere la proprio musica, voi come avete fatto conoscere la vostra musica?
Giorgio Catalado: Abbiamo la fortuna di vivere nel millennio in cui ci sono i social media, Facebook, Instagram e tutto. Un po’ di inserzioni ben fatte ci hanno aiutato a diffondere il prodotto. Non voglio essere arrogante, ma il disco un po’ piace altrimenti saremmo stati stroncati sul nascere e il disco non sarebbe arrivato a nessuno. I social ci hanno aiutato a diffondere ma anche i live ci hanno dato una mano
Giorgio Sudati: Bastano poche righe di presentazione poi è l’ascoltatore tramite i media a scegliere di ascoltarci o meno.
– Fino agli anni ’90 inizi 2000 le chitarre elettriche erano protagoniste nella musica. Ora soprattutto in Italia c’è molto interesse verso i sintetizzatori o comunque musica poco analogica. Che riscontro state avendo voi nel proporre questo genere di vecchia scuola?
Giorgio Sudati: questo è il nostro modo naturale di suonare, su un palco più si suona in maniera naturale ovvero con chitarra, basso e batteria e più si riesce ad essere autentici agli occhi della gente, indipendente da quale sia la moda del momento. Nel nostro genere avere la chitarra che fa un certo ruolo, ed è protagonista, è fondamentale. Creare una miscela di suoni che rimanda al pop punk non può essere fatto con i sintetizzatori o altro.
Giorgio Cataldo: Noi ci sentiamo molto dentro il mondo del pop punk, potremmo usare anche i sintetizzatori però ci sentiamo dentro questo tipo di atmosfera fatto di chitarre protagoniste. Anche nel live, un trio come il nostro rende molto di più in questa formazione che con sintetizzatori o altro. Ovvio che rispetto alla scena indie che sta andando adesso in Italia, stiamo andando un po’ contro corrente.

- Qual è la canzone del vostro repertorio rappresenta meglio il vostro modo di essere?
Giorgio Cataldo: Io sceglierei proprio il singolo perché racchiude al meglio il concetto del titolo dell’EP che è a modo nostro. Noi abbiamo girato questo videoclip volutamente di corso perché volevamo esprimere l’ansia, la fretta, l’energia e la voglia di crescere. Quindi questa è la canzone che ci rappresenta di più sia come persone che come band.
Giorgio Sudati: Personalmente penso che tutte le canzoni dell’EP ci rappresentino. Però sono d’accordo pienamente con Giorgio che Blame It On The Morning sia il nostro cavallo di battaglia.
– Continuando a parlare di voglia di crescere, cosa succederà dopo Our Own Way? Come vi vedete?
Giorgio Cataldo: Noi siamo dell’idea di non fermarci, sull’energia di questo EP stiamo scrivendo e continueremo a farlo. Quello che succederà nella pratica, ovvero se avremmo riscontro o se piaceremo, non possiamo saperlo, noi però ce la metteremo tutta per non fermarci proprio adesso.
Giorgio Sudati: l’esperienza dell’EP non ha fatto altro che farci crescere, sentiamo che quello che stiamo scrivendo è del materiale migliore per un’insieme di cose, sia per le emozione provate e sia per la parte tecnica, ci sentiamo molto cresciuti grazie a questa esperienza.

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