Meg @ Teatro Galleria Toledo 22/12/2017

Data: 23 dicembre 2017 |

Meg @ Teatro Galleria Toledo Time

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Meg @ Teatro Galleria Toledo

“Se non parlo sono solo suono…”

La vite di Meg e di Maria Di Donna fanno rientro a casa in una ventosa serata di dicembre. L’allontanamento è l’elemento imprescindibile della sua musica. Distanze tra lei e il mondo si formano ogni volta che la sua arte trova vie di concretizzazione. Il non voler “essere qui e ora” ha sempre reso la sua produzione lo specchio di una dimensione parallela in cui tutti potevano rifugiarsi.

A Napoli Meg torna per esibirsi davanti a figure che le hanno segnato una vita intera. La maestra di canto, la famiglia, lo zio Mimmo, direttore musicale per il quale prova ammirazione e soggezione. A Napoli Maria Di Donna torna per esibirsi al Teatro Galleria Toledo, un accomodante ed intimissimo antro della città. La personale scena in cui viene realizzato il Concerto Imperfetto della cantante sembra far risalire immagini del passato, di un esordio nel quale pochi erano gli spettatori da coinvolgere e tanta la voglia di farsi notare dal pubblico.

Un mondo onirico viene allestito sul palco. A guidarci è la maschera del Bianconiglio che appare e scompare tra tendaggi colorati e nuvole di fumo. Meg si esibisce al centro del palco, scortata da due abili incantatori dei synth e del piano (posti uno di fronte all’altro) e di un violino che simboleggia un vago senso di malinconia.

Simbiosi, Succhio Luce e Olio Su Tela aprono il live. Sound elettronici sono protagonisti di una performance femminile, introspettiva, giocosa. La cantante si trasforma in più e più immagini irreali, cambiando abiti che si materializzano in stoffe morbide, velate, colorate col nero, il rosso e il bianco.

Il viaggio psichedelico è appena iniziato. Una fanciulla incredula danza col Bianconiglio cantando Imperfezione. Tra le esecuzioni dei brani lo spettacolo ci offre intermezzi teatrali in cui un immaginario sipario cala sul palco lasciando l’artista, nell’ombra, illuminata da un flebile faro di luce. È Napoli città aperta a conferire al live un tocco di nostalgia. A Meg si forma un nodo in gola durante l’esecuzione del brano che è una dichiarazione d’amore per la sua terra di origine. Poi l’incanto prende di nuovo il sopravvento. Il coniglio torna sul palco per sporcare le braccia della cantante di una polvere rossa che splende su uno sfondo di luci blu. Permesso? regala ampio spazio ad un viaggio ultraterreno compiuto grazie ad ali che ondeggiano in volo. L’intreccio di note si fa sempre più ipnotico grazie ad una trama di suoni armonici, caldi e freddi.

Il Concerto Imperfetto si compone di due atti. A metà live cala il sipario sul palco della Galleria Toledo. Promemoria segna un momento di introspezione grazie ad un assolo di violino che ci allontana dal desiderio di saltare insieme ai battiti del suono. C’è spazio anche per un breve valzer da ballare con l’amico di giochi, il Bianconiglio, un principe immaginifico e leale. Sfumature e Quello Che rappresentano l’omaggio ad un passato che non si può dimenticare. Un gemito puro ed elettronico aleggia sul palco, dal fondo di una scena buia.

Il live termina tra sospiri di gioia e desiderio di ritornare nella tana in cui l’artista si rifugia.

Sangue, sogni, percorsi da tracciare, intenzione di andare oltre il contesto terreno, c’è tutto questo nella musica di Meg. Assistere oggi ad un suo concerto è un po’ come osservare da vicino il percorso di crescita che ogni suo ammiratore ha compiuto negli ultimi anni. Quando le luci si fanno più deboli lei torna ad essere quella giovane ribelle dal canto tagliente di cui quasi tutti ci siamo innamorati. Ha di nuovo i capelli corti e con un tocco di magia ci riporta indietro nel tempo. La sua immagine non è cambiata, è soltanto allargata a ridosso degli orizzonti. Le consapevolezze individuali le hanno fatto attraversare un percorso che è partito dall’essere una spalla musicale di un canto di protesta ed è giunto al traguardo di una arte di rara espressione. In Italia Meg è infatti unica nel suo genere. Il suo pop psichedelico è il risultato di un lavoro fortemente indipendente che la critica ha cercato sempre di macchiare con “colpe di imitazione” di una particolare discografia internazionale. Ma la verità è che Maria Di Donna, come artista, non assomiglia a nessuno. La sua musica si chiama Meg e nasce, cresce e risorge ogni volta che si materializza in una sequenza di note.

Ascoltarla dal vivo è un incanto dei sensi, un prezioso momento di irreale bellezza.

 

Foto fonte: Instagram

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    75 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    65 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    62 Punti
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