Mary In June / Action Dead Mouse / I Botanici @ SMAV 26/11/2016

Data: 28 novembre 2016 |

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Action Dead Mouse / Mary In June / I Botanici @ SMAV

Asse Bologna-Roma-Benevento per una serata tutta indipendente allo SMAV

Lo Smav è per me una seconda casa ormai, sotto il suo tetto e le sue lampadine vivo ogni weekend da un bel po’ di tempo a questa part. Di certo non potevo mancare ad una serata del genere, una tripletta di band indipendenti che mi trasportano tra un post hardcore ad un indie cullato fino a un post rock folk. L’appuntamento è per le 22.00 circa, ma essendo in anticipo, come mio solito, ho modo di osservare fra una sigaretta e una birra che già da qualche ora il locale accoglie persone provenienti da Caserta, Napoli e provincia euforiche per la serata. In tutto saremmo stati un centinaio di persone, poche per gli standard del locale ma buoni per il calore che sotto palco hanno trasmesso a me e alle band.

Verso le 22.15 salgono gli Action Dead Mouse, band post hardcore bolognese amata dal napoletano soprattutto per lo Split fatto con L’amo e per la produzione made by la ormai ex Fallo Dischi.

Si parte con Ginocchia, traccia del loro LP Perché questa casa ci esplode negli occhi? uscito nel 2013, e nel pubblico si notano subito i fan più affezionati che conosco a memoria le urla di Filippo Dionisio, voce e chitarra del gruppo . Si passa poi ad alcuni pezzi del loro ultimo lavoro discografico  Cascata, uscito questo aprile, nel quale si canta a gran voce Una Muraglia Cinese, Cantieri e Ginnastica Nell’Acqua: “Vedi, non è il mio mestiere restaurare cause perse”.  Il live va avanti sotto le luci rosse che tanto ricordano la copertina del loro Lp del 2013, infatti i fan non si lasciano scappare l’occasione di richiedere E’ una lampadina rossa? La band risponde di sì insieme ai Nostri Mondiali di Scacchi.

Si respira un’aria tranquilla, quasi di casa, fra quelle 70 persone sotto palco che si lasciano cullare dalla musica, il vero peccato erano le altre 70 fuori a fumare, ma ognuno vive il live a modo suo, chi pogando, chi rilassandosi qualche metro più in là.

A conclusione, si urla che “Le ultime parole saranno quelle giuste” e con Cantieri si spengono le luci. Qualcuno urla Unghie, la band ride, ma lascia il posto a I Botanici. Con suoni indie post-emo direttamente da Benevento, la band indipendente con solo una Demo in Ciabatte sul web, si spinge a voler diventare grande. Prima di essere musicisti sono fan e si vede non solo nelle loro influenze musicali ma anche dal loro essere presenti in prima fila sia durante gli Action Dead Mouse sia, successivamente, ai Mary in June. Sono dei ragazzi fra i 20 e i 30 anni che  cercano di non sbagliare più e di non abituarsi mai a qualcosa. Supportati dagli amici salgono sul palco sotto le azzeccatissime luci verdi della sala purtroppo non gremita come si sperava.

Loro sono Mirko, voce e chitarra, Il Ciani alla seconda chitarra e ai cori, Tony al basso e Gaspare alla batteria, insieme hanno deciso di piantarla e mettersi a suonare, e ci riescono alla grande: il pubblico è carico e sorridente mentre si inizia a pogare e urlare di quegli amori stagionali che alla fine non passano mai.  Si susseguono, Solstizio, C’avremo tanto da fare, Magari si, Amori Botanici, Io non credo, Non ci si abitua mai, Non sbaglio Più e Tenda per noi, alcune già conosciute sul web, altre che usciranno prossimamente nel loro disco.

E’ passata da un po’ la mezzanotte quando i Mary in June,  l’amata band dai suoni post rock/punk romana con un pizzico di folk,  salgono sul palco. Appena saliti sul palco si tuffano nei nostri cuori con Sogni per L’Analista, Combustibile e Fango, tutte canzoni presenti nel loro nuovo album Tuffo uscito per V4V grazie a Giorgio Canali, con il quale i ragazzi si sono ritrovati davanti al porto a guardare quelle mille navi in Un Giorno Come Tanti. Tornando un po’ indietro ci riportano nel Giardino Segreto della nostra mente in un’aria sana che sa di Olio, Benzina e Cherosene e In fondo al mare.

Sul palco purtroppo non mancano alcuni problemi tecnici come una corda saltata al basso che costringe il bassista a cambiare ben tre bassi durante l’esibizione e un riavvio improvviso ed inatteso del Mac. Ma il pubblico è in estasi, ci scambiamo tutti sguardi carichi di emozione. Sotto palco il suono ti entra dentro e la potenza dei testi poetici della band ti fa quasi entrare in uno stato di trance.

Insomma, problemi a parte, non si molla e si continua con Nuova Fine e Qualcuno con cui correre. C’è chi caccia anche qualche lacrima, chi perde la testa nel pogo chi non riesce a star fermo. Improvvisamente la band scende dal palco, facendoci scambiare sguardi interdetti. Un singolare metodo di pausa pre-encore, non a caso dopo poco riprendono possesso dello stage con Dimentica e un bis di Fango.
Ci lasciano con un appuntamento al banchetto. Fuori l’aria è fredda, ma si è tutti un po’ esausti, felici e tornando a casa quando non ci credo che sia finita.

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    75 Punti
  • Pubblico

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    65 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    70 Punti
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