LP @ Noisy Naples Fest

Data: 2 agosto 2017 |

Un rock androgino che accarezza le linee della lirica Time

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LP @ Noisy Naples Fest

Seduti su una pietra nella sera del primo giorno di agosto. L’estate sta centrando il proprio ventre, il vento soffia debole sulla nostra pelle. Il Noisy Naples Fest celebra la collettività mondana con un evento dal sapore internazionale. Il live di LP all’Arena Flegrea è racchiuso nelle barriere della musica dance promulgata dalle casse di Radio Marte.

Sono passate da poco le 20:00. Il dj set bombarda i nostri timpani annunciando l’arrivo di una star internazionale, LP. Laura Pergolizzi è una cantautrice cresciuta a pane, rock e lirica. Statunitense ma con radici italiane del profondo sud, ha raccolto negli ultimi quattro anni plausi e riconoscimenti discografici internazionali.

Tocca agli Oregon Trees aprire due ore di musica dal vivo. Una band di tre giovani musicisti porta sul palco un basso, una chitarra acustica e un tamburello. Atmosfere romantiche dense di malinconia tinteggiano con toni caldi il palco avvolto in un nero totale. Brani come No – One, Colours, Follow The Light, The Way You Move e Eden proiettano sul pubblico un abbaglio di folk d’oltreoceano. Il volto dell’Oregon però non convince del tutto il nostro udito. Il sound del trio sembra alquanto intimidito, colpa della voce poco incisiva del vocalist. Fioca sembra essere la voglia di travolgere un pubblico misto e impaziente.

L’attesa per l’arrivo della propria beniamina si tramuta in un generalizzante atteggiamento di maleducazione e sberleffo nei confronti della band di apertura. Il tradizionale “bullismo dei live” diventa un atteggiamento ingiustificabile da parte di chi dovrebbe essere lì come membro onorario di una serata dedicata alla musica. Chiacchiericcio e battutine sovrastano le note dei tremuli Oregon Trees.

Le luci si spengono. Il cerchio danzante del country ci lascia e tutto torna ad essere nero ed elegante. Una esile e minuta figura raggiunge la soglia del palco imbracciando una chitarra che pare uno scudo. Vestita di nero, indossa un morbido cappello con una piuma. Muddy Waters apre il live di LP. Voce candida e androgina avvolge la nostra percezione proclamando da subito i dettami della serata. Dominatrice del palco, LP è custodista da due chitarristi e un batterista a cui va un elogio particolare. Infaticabile animatore dei tamburi, dei piatti, la sua grinta potrebbe gestire singolarmente l’intero live.

Laura familiarizza col pubblico, coi suoi cugini del vecchio continente. Passeggia con fare deciso sui bordi del palco, fischietta come un maschiaccio. Il pubblico è indisciplinato e da subito va dove vuole prendendosi gioco della Sicurezza. Other People e Strange ci portano nel vivo del live, nella notorietà di LP. Un faro insegue Laura che manda impulsi visivi verso i nostri occhi. “Non credete a ciò che vi raccontano, andate oltre la banalità”, sembra volerci dire. La sicurezza musicale dell’artista si manifesta nel mondo in cui riesce a tenere testa alla vastità del profondo palco. Chitarra e banjo sono i consiglieri della sua musica. Pallonicini blu cadono lungo le torri laterali dell’Arena.

LP resta da sola cul palco insieme al chitarrista, la sua voce diventa improvvisamente serena e sensuale. L’epifania della reale natura di LP è ora impossibile da ignorare. La sua musica è un patto di giustizia per chi ha chiuso i conti con i demoni del contrasto. La Natura non è più una sua nemica. Death Valley è un canto leggero di armonia. Il sound si fa sempre più elettrizzante grazie soprattutto alla magnetica presenza che calca il palcoscenico. Tokyo Sunrise è un’esplosione di vocalizzi che sconvolgono l’udito dei presenti. Iperbolica e terrena, l’artista si siede penzoloni. Cavalli bianchi e liberi corrono su vaste praterie. Vocalizzi graffianti ricordano lo straziante canto di Madama Butterfly nell’aria Un bel dì vedremo. Mentre luci bianche e torbide avvolgono LP non mi pare folle far correre il pensiero alla vocalità femminile e malinconica di Maria Callas.

Lost on you ci riporta alla matrice popolare di LP. Un tripudio di smartphone levati al cielo è l’ultima immagine di un live che è durato poco più di sessanta minuti. Il contenitore del Noisy Fest deve lasciare spazio al secondo dj set della serata che ci attende all’uscita dell’Arena Flegrea.

LP è una cantante lirica prestata al rock, al populismo della musica. “Essere commerciali” non sempre è sinonimo di ovvietà. La preparazione musicale di LP è una garanzia e lo si intuisce assistendo al suo concerto. Una performance impeccabile che professa semplicemente la voglia di vivere per la Musica. Il coraggio di LP è più forte di qualsiasi altro grido femminile che possa calcare il suolo che condividiamo. Laura può essere tutto: una donna padrona del proprio spirito, una figura umana ambigua, una musica per molti, una musica per pochi.

Come è arrivata ad essere tutto questo, come conserva sfaccettature inconciliabili in una minuta figura?

Lei ha fatto la pace con la Natura grazie alla Musica. Ha trovato le risposte che stava cercando. E desidera dirlo alla maggior parte delle persone che incontrerà sul cammino delle sue note.

 

Foto a cura di: Davide Visca: Live Pictures

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    80 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    65 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    68 Punti
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