L’Ipotesi di Aspen – Cronache da un assedio

Data: 19 marzo 2016 |

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L’ipotesi di Aspen – Cronache da un assedio

Ci vogliono almeno tre ascolti per cogliere appieno tutte le sfumature di Cronache da un assedio, l’ultimo lavoro discografico della band romana L’ipotesi di Aspen, in uscita il 18 marzo per il consorzio Z&B, dopo una prima volta, infatti, la sensazione è che il gruppo suoni “per aria” sia per i testi molto slegati dalla realtà, un po’ sulla scia dei Marlene kuntz, sia per la musica strutturata con una concezione progressive e una forte influenza della nuova psichedelica.

Ma già al secondo ascolto ci si rende conto che il tutto forma un sound molto interessante e moderno,ma comunque bisogna chiedersi se basta per emergere dal grosso panorama underground nazionale. La sensazione, infatti, è che le molteplici contaminazioni non confluiscano in un unicità che rende la band personale e distinguibile.

Con difficoltà si coglie il senso di questo assedio inteso in continua fase di introspezione e  preparazione che poi sfocia in uno sfogo travolgente di lotta e speranza. Metropolica è l’emblema di queste due fasi; il brano quasi totalmente strumentale inizia morbidissimo con un pad e suoni digitali quasi noise che accompagnano un breve testo parlato per poi crescere sempre di più arrivando sul finale con un riff che trascina il brano ad una potentissima esplosione.

La band è senza dubbio in grado di suonare a diverse dinamiche e in diverse situazioni stilistiche, padroneggiando pienamente le scene che si susseguono. Tuttavia scelte complesse sia ritmiche che armoniche che melodiche si rivelano spesso forzate e poco funzionali alla riuscita dei brani.

La scelta dei suoni, molto chiari e limpidi, risultano un ottimo accompagnamento alle melodie della voce la quale spesso è soffusa e delicata come si può evincere nei brani La brutta fortuna e Melanconia, nei quali fuoriesce forse la parte migliore del loro sound.

Probabilmente Iconoclasta è il pezzo riuscito meglio o che ha maggior impatto; qui il gruppo con un ritmica solida ed essenziale sfoggia il lato più alternative rock.

Insomma, concludendo possiamo affermare che Cronache di un assedio è un prodotto qualitativamente valido e ricco di contenuti sonori,ma il suo carattere freddo e distaccato non riesce a trasmettere sufficiente energia per imprimere e lasciare un segno. Il gruppo con questo lavoro è senz’altro giunto alla maturità e alla consapevolezza del proprio potenziale, ora c’è da lavorare sull’aspetto emotivo.

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