Le Hen – Alibi

Data: 26 luglio 2018 |

Album Information

Le Hen – Alibi

Il buon vecchio punk delle “regaz”

La Bologna del punk, eccola di ritorno: un mix di nostalgia per i CCCP, di sound legato agli ascolti in adolescenza e di innegabile voglia di urlare e di farsi sentire, tutte qualità apprezzabilissime nell’apatia contemporanea.

Il 12 luglio scorso è uscito Alibi, opera prima del triogirls punk rock felsineo, Le Hen. Prodotto da J. Paolì e fieramente indipendente, come sostiene la front e chitarrista Carlotta. L’album consta di due lati e la scelta, azzeccata, pare un omaggio a tutti i loro ascolti, alla loro formazione musicale; il lato A, punk, potente nel suono, dissacrante nei testi e nei giochi di parole decisamente “ferrettiani”; e il lato B, in inglese, di stampo più anglosassone ed americano, in cui si sente il grunge e tutto ciò che lo ha creato e che gli ha gravitato intorno. Un disco formato da 8 tracce, onesto e sentito in tutti i fraseggi, musicali e di parole; un album che, nonostante si sentano i gusti della band, non perde troppo in originalità, proprio perché c’è il cuore.

Non Credo, brano di apertura e uno dei due singoli con Taffetà, ha un inizio in cui c’è Giovanni Lindo sua signoria Ferretti: la preghiera nel nome del padre, anzi, nel nome della madre, è un chiaro omaggio al “matrilinearismo”; la chitarra è acida, il cantato ha una litania inconfondibile… Già in questo testo, è ben chiaro il desiderio di lucidità nei confronti di problematiche attuali: “il petrolio per un pezzo di pane”. Non fuggono dal mondo Le Hen, anzi ce lo sbattono in faccia col punk. L’ironia caustica, tanto apprezzabile soprattutto in chi non è ancora avanti con l’età, emerge in Abore Bio, dove un raffreddore fa giocare con le lettere e dove il riso è amaro verso amore e uomini. La musica si rallenta in Maledetto Fa e la voce graffia in polemica con le convenzioni e col dover fare, distendendosi, poco dopo il secondo minuto, su accordi liquidi di chitarra e su una linea di basso malinconica.

Dal punk al post rock, genere che caratterizza tutto il lato B. In Crime 1001, prima traccia di questo lato, c’è il blues che fa ondeggiare e c’è tanto rock anni 90. Finally chiude il disco; l’inizio di voce accompagnata da arpeggi e da suoni naturali è forse uno dei momenti più interessanti; l’atmosfera triste diventa rock dopo il primo minuto. Si tratta probabilmente del pezzo migliore, anche se la melodia rock è poco originale, ma in nuce ha delle possibilità. Ce lo aspettiamo.

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