Le Furie – Web Interview

Data: 13 novembre 2017 |

Le Furie – Web Interview

Il futuro è nella testa de Le Furie

“Ogni disco è come una vita nuova”, così Le Furie parlano del loro secondogenito. A distanza di cinque anni ritornano sulle scene con un nuovo album dal titolo: Il futuro è nella testa, uscito il 22 settembre per Gelsomina, distribuzione Audioglobe. La band fiorentina si è raccontata a Music Coast To Coast, facendo emergere il loro lato sensibile.

 – Cinque anni dopo la pubblicazione di “Andrà tutto bene” ritornate con un nuovo album dal titolo “Il futuro è nella testa”, quali sono gli elementi in comune tra i due album, se ce ne sono, qual è invece il punto di rottura tra i due progetti ?

Sono passati cinque anni dalla pubblicazione del primo disco eppure ogni giorno è stato importante. Siamo cresciuti, abbiamo aspettato il momento giusto per far uscire un nuovo lavoro. Ogni disco è come una vita nuova. Il primo disco era composto da giovanissimi autori che avevano voglia di far sentire la propria voce. Forse pensandoci, il punto di incontro tra i due lavori potrebbe essere proprio questa urgenza, ma ne Il futuro è nella testa l’urgenza ha una altra veste diversa: di tornare ad essere protagonisti di noi stessi, imparare ad ascoltare e a ripartire dalla semplicità per costruirsi una diga in difesa dello tsunami di superficialità che ci circonda.

- Cosa significa per voi il titolo del nuovo album, qual è l’idea che volete dare attraverso questo disco, Perché secondo voi il futuro è nella testa ?

Esistono tanti futuri della nostra testa. Sta a noi scegliere quello che più ci rappresenta e lottare per esso. Il disco invita a prestare attenzione a questa scelta con ironia e autocritica

- Quali sono le influenze che hanno poi contribuito alla formazione del nuovo album, c’è un richiamo in particolare per un determinato genere o artista ?

Il sound non l’abbiamo costruito a tavolino, ognuno di noi ha le proprie caratteristiche. Abbiamo cercato di dare spazio a tutte le peculiarità e anche a noi nostri limiti, perché sono da sempre le cose più interessanti nell’arte e nella vita.

- Il disco a chi è destinato? Qual è l’ascoltatore tipo che vi immaginate per il singolo “Il mare” e ovviamente per l’intero album ? Che tipo di generazione volete fotografare attraverso i testi del disco, come ad esempio “Camerieri” ?

Non penso esista un ascoltatore tipo. Anzi gli artisti che amo, personalmente, sono quelli che riescono a trascendere le generazioni. Questo è il mio sogno. Per parlare a tutti, devi essere pronto a spogliarti e raccontare la tua storia con onestà, in modo che chiunque possa sentire dall’altra parte qualcuno che ha voglia di condividere qualcosa veramente. Altrimenti si crea un rapporto subordinato dove l’artista sta cercando di catturare l’ascoltatore per vendere o per farsi conoscere e questo è miserabile. La canzone deve essere uno scambio tra due anime che si incontrano in un mondo profondo dove quello che conta è il contatto alchemico e immaginario tra due individui. Deve essere magia allo stato puro, deve essere un motivo per vivere.Il disco è composto da tante canzoni, il mare segue la scia di grandi artisti italiani che hanno saputo raccontare l’estate e il mare senza farsi abbagliare dal sole, ma apprezzando piuttosto l’ombra e il gusto salato. Camerieri racconta di tutti quei ragazzi come me che esercitano per potersi pagare gli studi e i propri sogni ma che poi magari si perdono rimanendo incastrati in loro stessi. È un invito a “reagire” piuttosto che a “incassare”.

Il futuro è nella testa è un disco all’interno del quale convivono il post punk dai toni più cupi come nella titletrack fino ad arrivare alle ballad come “Questo nostro continente”, come si coniuga il cantautorato con le ballad modulate e l’alt-rock più energico ?

Per adesso sono emerse due anime de Le Furie. Una è quella di una rock band a tutti gli effetti, l’altra è quella che riesce ad abbassare i toni per dar spazio ad un tipo di emozionalità più tranquilla. Sono entrambe importanti e complementari. Dare coerenza alle diverse anime è un lavoro difficile ma se riesci hai fatto bingo. Ogni storia ha bisogno del suo colore. Devi essere a servizio di essa. Il sound deve essere a servizio della band sennò ti incastri da solo.

- Nella band ci sono due nuovi acquisti, Irene al basso e Giacomo alla chitarra, cosa hanno aggiunto di nuovo al gruppo e quanto è stato difficile o al contrario facile entrare in sintonia, lavorare e soprattutto suonare insieme?

Irene e Giacomo sono metà del tutto. Irene ha dentro un anima punk e Jack una jazz, ma non solo. Tutti e quattro siamo entrati in un loop di scambio artistico dove ognuno porta qualcosa e prende qualcosa per sé modificandosi, per ottenere alla fine un lievito madre: Le Furie. 

- Ci sarà un tour? Quali saranno le tappe che toccherete ? C’è un palco, un festival, dove vi piacerebbe suonare e dove ancora non avete suonato ?

Suoneremo il più possibile a giro per questo magnifico paese, abbiamo iniziato questa primavera e speriamo di non finire mai. Il sogno è fare come Dylan con il suo “Neverending tour”. Tanti palchi dobbiamo ancora conquistare, tanti locali, festival ma se devo sognare allora ti dico che vorrei suonare nelle piazze più belle di questo paese. Più vado in giro più rimango estasiato dalla bellezze dei luoghi pubblici. Questo è il sogno pop, poi ce ne è uno più profondo: organizzare un tour nei boschi e nelle feste religiose patronali.

- Infine cosa c’è nella testa de Le Furie, quali sono i progetti per il futuro che vedono coinvolte o in cui vorrebbero essere coinvolte le Furie ?

Eduardo diceva che essere scaramantici porta male. Ma io lo sono, e per questo non ti dico cosa vorrei che accadesse in futuro. Il futuro lo lascio, in questo caso, nella mia testa.

Featured Image
Post Tags

Lascia un commento

0 Comments on Le Furie – Web Interview

Lascia un Reply

Ti va di lasciare un commento?

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>