Lali Puna – web interview

Data: 24 marzo 2018 |

Lali Puna – web interview

Lali Puna, di grandi ritorni e nuove prospettive.

Two Windows è l’ultimo lavoro dei Lali Puna, dopo una pausa durata sette lunghi anni. Ispirazioni, prospettive, nuove dinamiche all’interno del gruppo. Ne abbiamo parlato con Valerie Trebeljahr, artista di un’intelligenza e ironia adorabile. Di come sia bello ritornare a fare musica ma anche di come sia poco semplice, perché in fondo “il capitalismo non è fatto per le donne con bambini a carico”.

- I Lali Puna tornano con Two windows. Sette anni di pausa sono tanti per un gruppo, c’è mai stato il rischio che non fosse una semplice pausa?

Lali Puna are back with “Two Windows”. It’s been seven years since your last work, during this period did you think that it was more than just a pause?

I stopped making music and concentrated the family and my job as a journalist. I thought I can do it without music. But I really missed it.

Ho deciso di prendermi una pausa dal creare musica per concentrarmi sulla mia famiglia e sul mio lavoro di giornalista. Credevo di potercela fare senza musica, ma mi è mancata davvero tanto.

- Come è stato ripartire? 

How does it feel to be fully operative again?

It’s really fulfilling to write music again and also to play live. Also to play as a band. But it’s not easy. Capitalism wasn’t made for women with children.

È davvero soddisfacente scrivere musica e performarla live, anche con una band. Non è facile però: il capitalismo non è fatto per le donne con bambini a carico.

- Una rinascita senza Markus Acher, una separazione dal gruppo di una presenza artistica che mi verrebbe da dire importante ed ingombrante all’interno degli equilibri del gruppo. Cosa è cambiato nel vostro modo di lavorare, nella vostra produzione artistica, nel vostro approccio creativo?

A rebirth without Markus Acher, who was definitely an important artistic presence in the band. What has changed in your way to work, in your artistic productions, in your creative process?

I am the only dictator now :-) No, seriously. It is much more freedom and responsibility for me now. We changed as a band too. I am more self-confident now.

Sono il solo dittatore adesso! A parte gli scherzi, c’è molta più libertà e sento un senso maggiore di responsabilità ora. Siamo cambiati anche come band, e io mi sento più sicura dei miei mezzi.

- Valerie, una separazione dal gruppo quella di Markus, a cui si accompagna anche la vostra separazione personale. Ad oggi i Lali Puna, vedono una Valerie in qualche misura più emancipata nella veste creativa ed espressiva? Come out your house sembra parlare chiaro.

We particularly enjoyed “Come out your house”. After Markus departure is Valery more emancipated under a creative and expressive point of view.

“Come out your House” is a punk-song :-) In Germany we have the problem of investors buying houses. That leads in the end to a society where normal people can’t take part in society like they should. I wanted to at least think it the other way round. Don’t get me wrong: I have nothing against rich people, they just have more responsibility :-)

“Come out your house” è un brano punk. In Germania abbiamo il problema dei troppi investitori che continuano a comprare immobili. Questo ha portato ad una società dove le persone normali non possono prendere parte all’attività e alla vita sociale come dovrebbero. Volevo come minimo pensarla in modo opposto e differente. Non fraintendetemi: non ho nulla contro i ricchi, credo semplicemente che abbiano più responsabilità.

- Il vostro lavoro, Two Windows. Le finestre mi fanno pensare sempre ad un mondo interiore che si affaccia a tutto il resto, una sorta di “ok gente, ora vi racconto cosa mi passa per la testa”. Come riaprite le vostre finestre, cosa e come volete raccontare le vostre storie dai vostri balconi.

Windows have always made me think of an interior word that has a link with everything else outside, like a gateway for a personal steam of consciousness. On a metaphorical point of view, how and what do you want to narrate opening those windows?

The windows come from a children’s book from Maurice Sendak (“Higglety Pigglety Pop! or There Must Be More to Life”) It’s about Jennie, a dog, who leaves home. The plant says: You got two windows. I just have one. You have everything. But Jennie leaves home to be what she wants to be.

Le finestre (windows ndr.) sono state ispirate da un libro per bambini di Maurice Sendak (“Higglety Pigglety Pop! Or There Must Be More To Life”): il testo parla di Jennie, un cane, che abbandona la propria casa. Si tratta di una trama interessante, in cui c’è un passaggio che mi ha colpito particolarmente: Plant (uno dei personaggi ndr.) ad un certo punto afferma: “Hai due finestre, io ne ho solo una. Tu hai tutto, ma Jennie ha deciso di lasciare la propria casa per diventare ciò che vuole essere”.

- Com’è cambiata l’indietronica in questi sette anni? Cosa ne pensate voi che ne avete lasciato impronta imponente negli anni 2000? E com’è cambiata la Germania?

How has indietronica changed during these seven years? What do you think about the contemporary music, of which you are pioneers since 2000? In which way has Germany changed?

Musictrends come in circles. I don’t know if Indietronic will come back one day. For me the most innovative music is happening in HipHop. But in the end it’s about the song. The band I admired most the last years are Young Fathers, they have such great pop songs that are really totally different at the same time.

I trend musicali si muovono secondo trame circolari. Non so se l’indietronica tornerà in auge un giorno. Per me il meglio dell’inventiva musicale si sta sviluppando nell’Hip Hop, ma alla fine ciò che veramente conta è il brano in sé. Negli ultimi anni ho apprezzato tantissimo i Young Fathers: hanno creato dei brani che sembrano molto pop, ma hanno un tipo di sonorità totalmente differenti rispetto agli altri.

- Nel disco c’è la vostra splendida versione di The bucket, sentiti complimenti. Perché i Kings of Leon? Cosa vi ha incuriosito di questo pezzo?

We also loved your version of “The Bucket”. Why did you choose Kings of Leon? How did you choose this song?

It was the last song we did for the record. It was more a like a game, just for fun. I looked for something really different from Lali Puna, because a good cover version has to be very different from the original. And I always loved that Kings of Leon-song. I hardly know any other song from them, but “Bucket” is a great popsong. And I thought it would be funny to put that male-almost-macho-song into a more fragile electronic surrounding.

È stato l’ultimo brano che abbiamo inciso per il nostro cd. È stato più come un gioco, una cosa fatta per divertirsi. Volevo trovare qualcosa di molto differente dai Lali Puna, perché ritengo che una buona cover debba essere quasi totalmente diversa dall’originale. Ho sempre amato questo brano dei Kings Of Leon. Conosco a malapena gli altri brani che hanno inciso, ma “Bucket” è davvero un gran bel brano pop. Ho pensato che sarebbe stato divertente stravolgere questo brano da canzone dura e quasi da “macho-man” in un pezzo più fragile e con un pattern basato su sonorità elettroniche.

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