La Scatola Nera – Istantanea Estesa

Data: 24 agosto 2018 |

Istantanea Estesa Track List

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La Scatola Nera – Istantanea Estesa

Da La Scatola Nera, sorpresa: un’Istantanea Estesa!

Un sound bello netto, pieno, pensato ed incazzato contemporaneamente; non solo impulso come si pensa il punk, ma struttura di suoni, che vincono sulle voci.

Istantanea Estesa è uscito il 4 maggio scorso, primo disco della band indie/psych rock milanese La Scatola Nera, per la label piemontese Brigante Records & Productions, che ha lanciato band italiane come Cani Sciorri e John Holland Exsperience, tutte energiche, dal punk hardcore al rock psichedelico.

Istantanea Estesa ha una copertina che dà qualche indicazione sul contenuto: poco zuccherino, solo per timpani non di certo fragili, ma avvezzi ad assoli distorti di chitarra, a tappeti di accordi solidi e cupi, a giri di basso precisi ed intensi.

Sette lunghi pezzi, sopra i tre minuti, solo uno non supera i due. L’idea è quella di aprire un libro, forse meglio un fumetto, dato il richiamo in copertina all’arte di Lichtenstein, e di chiuderlo sugli oltre quattordici minuti dell’ultimo brano, Tringhe, in cui l’estasi noise creata dalle chitarre si trasforma in una triste melodia che resta nella memoria, sorretta da una ritmica decisamente punk.

L’intro di Moby, pezzo che apre il disco, è cinematografico: la citazione da Fight Club è di Tyler, con la sua volontà di far aprire gli occhi e di generare consapevolezza, sottolineando l’illusione della sicurezza su cui gira il mondo in cui viviamo: fake plastic world. La musica è introdotta da due battute di bacchette, che continuano su accordi di chitarre dal sound blues, distorto alla Sonic Youth maniera. Il basso, sapientemente condotto, segue la melodia, la voce è giovane, le parole poche, cantate in italiano; il risultato pieno e potente.

Il secondo pezzo, Due, si lega al primo, anche nella scelta di chiudere con uno stralcio di sceneggiatura. La volontà pare quella di creare un’atmosfera precisa, che dà l’impronta a tutto il disco: un gusto post rock, dai marcati tratti punk, in cui la velocità non è poi così importante, ma ogni arpeggio si combina, ben pensato, al precedente.

Tutto il disco rivela un notevole e sapiente lavoro di registrazione e produzione, grazie ad un’etichetta che non è una major internazionale, ma che ama lavorare su suoni “heavy and dirty”, con  ottimi risultati.

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